mercoledì 16 agosto 2017

Blog tour + Giveaway "Il cavaliere di bronzo"



Il Giardino dei girasoli è orgoglioso di partecipare al 
Blog tour organizzato
 dalla Casa Editrice "Le Mezzelane".



Restate sintonizzati, il 23 agosto tocca a noi

Mettete un like alla pagina dei blogger e della Casa Editrice, commentate nel blog e nella pagina della Casa Editrice. 

In palio 3 ebook e 1 cartaceo de "Il cavaliere di bronzo"





domenica 6 agosto 2017

"Flora la pazza" di Roberta Andres - Le riflessioni di lettura di Maria Sabina Coluccia

FLORA LA PAZZA
di Roberta Andres

riflessioni  di Maria Sabina Coluccia

Link di acquisto:Amazon
Formato Kindle € 2,99
Copertina flessibile € 12,48

Non lasciatevi ingannare dal nome, Flora, evocativo di serenità, equilibrio e armonia, perché lei non è serena, non è equilibrata, né tantomeno armonica. Lei, Flora, è pazza. La sua vita gira vorticosamente nella spirale aspra e secca della follia, del disagio interiore profondo. Ed è talmente pazza, la povera Flora, che merita di essere conosciuta a fondo. Ecco l’ultima creatura di carta di Roberta Andres, scrittrice pescarese, classe 1965, docente di italiano e di scrittura creativa presso la Facoltà di Psicologia clinica dell’Università “D’Annunzio” a Chieti, fino allo scorso anno, autrice di “Le foto di Tiffany” edito dalla EEE e di “Perfetto blu”, collana Youfeel di Rizzoli.
“Flora la pazza” è uscito a luglio di questo anno per Amarganta, e si può acquistare anche su Amazon. A noi sembra che Flora dia la mano a Zeno e che in questo questo romanzo si possa rintracciare un certo tipo di letteratura psicologica, che fa capo al grande Italo Svevo. Vari sono gli elementi che ci inducono a questa riflessione: innanzi tutto il tema della pazzia, del disagio interiore, poi lo scavo, l’indagine che il lettore conduce dei comportamenti e delle cause che li hanno originati, grazie all’occhio analitico dell’autrice. Non mancano specialisti della psiche, non mancano manie, comportamenti autolesionistici, sdoppiamenti di personalità. Gli epiloghi, però, quelli sono differenti. Là dove Zeno conclude che la malattia è insuperabile, Flora si apre a un cammino di rinascita, un cammino faticoso e fortunoso, dove l’amore di un giovane ha un ruolo decisivo, forse più degli psicofarmaci prescritti dal medico che l’ha in cura. Come Zeno anche lei ha delle manie. Lui fuma, Flora si taglia. Di nascosto, velocemente. Non riesce a farne a meno. Si riconosce solo in un corpo inciso dai tagli, in un corpo ferito, come a brandelli è la sua anima. Entrambi manifestano, con atteggiamenti autodistruttivi, l’oscurità che regna nel loro inconscio, in quello che una psicologia di stampo freudiano ama chiamare il “magazzino”, la “cantina”. 
Non lasciatevi fuorviare dalle prime scene d’amore, perché questo non è un romanzo d’amore, o solo d’amore, anche se questo sentimento ha una parte importante, determinante nel processo di guarigione di Flora. Questo è romanzo psicologico. Un viaggio nella profondità dell’animo umano disturbato, dove alcuni meccanismi si sono inceppati, dove un abbandono, quello del padre di Flora verso la figlia e il resto della famiglia, ha tagliato di netto la strada sulla quale la ragazza si stava strutturando, formando, trasformando da bambina a giovane donna. L’ abbandono è di quelle ferite che solitamente non guariscono mai. Così Flora ha due vite: una prima, e una dopo la fuga di suo padre. Cresce e si concede all’amore di un uomo, Nino, che non l’ama fino in fondo. Lei si accontenta delle briciole di quell’amore, convinta sotto sotto, non meritare più amore da un uomo. Flora vive di rabbia e con la rabbia, quella sua e di sua madre Lena, a sua volta abbandonata e ancora furiosa per questo. Eppure un modo per salvarsi deve esserci. La via che sceglie Flora è quella dello scollamento dalla realtà. Ecco così l’insorgere della follia, che cresce piano piano, fino a culminare con il chiasso delle Voci, che le si agitano nella testa e la inducono a un atto criminale. Sembra la fine di una tragedia annunciata, invece è l’inizio della rinascita. L’ennesimo abbandono, quello del fidanzato Nino, portano Flora al trattamento sanitario obbligatorio, e in clinica inizia a risalire la china, ma come e grazie a chi si salverà lo scoprirete solo leggendo. 
È un romanzo forte, che impegna nella lettura e stimola interrogativi profondi. Da leggere con la dovuta calma e fiducia. Gli spostamenti temporali, dall’oggi alla seconda guerra mondiale, non disturbano, anche se costringono a qualche salto in lungo, e anzi, servono a comprendere bene come le Voci della follia si siano formate all’interno di Flora. Le Voci in fondo appartengono a qualcuno. Quando la protagonista capirà chi parla nella sua testa, i nodi cominceranno a sciogliersi. Sullo sfondo, una Napoli decadente che toccherà le corde degli animi più malinconici. Ricca la bibliografia e la sitografia finale, e i precisi e puntuali riferimenti ai fatti storici narrati nel testo.

Roberta Andres



Nata nel 1965, vive a Pescara; insegna Italiano nella Scuola secondaria e Scrittura creativa presso la Facoltà di Psicologia Clinica dell’Università “D’Annunzio” a Chieti (2009-2016). A partire dal 2007 tiene gruppi di scrittura creativa per l’Associazione Artis di Pescara; ha partecipato come relatrice a svariati Convegni sui temi della violenza di genere (congresso Sil, Bari 2007) e della scrittura autobiografica e terapeutica (Artelieu, Pescara 2009; Ewwa, Fermo 2016)Parallelamente ha collaborato con riviste di letteratura e didattica (Culturiana, Italialibri.net), curato la rubrica “Letteratura e psicologia” su Pagineblu e pubblicato articoli sul sito di Ewwa (European Women Writers Association) di cui è socia dal 2014. Ha iniziato a pubblicare raccolte di racconti per Bonacci (“Due estati a Siena” e “Margherita e gli altri”, Roma 1999). Ha vinto alcuni concorsi di narrativa, partecipato con suoi racconti ad alcune antologie e in particolare ad “Eva non è sola”, progetto per la raccolta di fondi contro la violenza di genere, presentato in varie manifestazioni e in alcune scuole. Readings dei suoi testi sono stati realizzati presso l’Associazione Lo Sbaraglio di Vimercate e la Scuola di teatro Artis di Pescara. 
A settembre 2015 è uscito il suo primo romanzo in ebook, “Le foto di Tiffany” edito da EEE. A marzo del 2017 “Perfetto blu” per Rizzoli, collana Youfeel. A luglio 2017 “Flora la pazza” per Amarganta edizioni. 

sabato 5 agosto 2017

Cattivi! (di Simona Barba)




In questi giorni molte persone si stanno compiacendo: è stata trovata la ONG cattiva.
La nostra società ama additare i colpevoli: gli scafisti sono i colpevoli, e le ONG se collaborano in qualche modo sono cattive anche loro. 
Vorrei soffermarmi sul significato delle parole " aiuti umanitari": vuole dire aiutare l'uomo in estrema difficoltà.
Ora se io so che ci sono migliaia di disperati sulle coste della Libia, che vengono torturati, violentati, uccisi, bloccati per mesi o per addirittura anni, ecco, se io potessi, se io fossi una ONG, se io capissi il vero significato profondo delle parole "aiuti umanitari" , allora io andrei direttamente in quelle prigioni libiche, in quei campi di concentramento a liberarli e metterli sulla mia barca. Se io non potessi arrivare sulle coste, allora cercherei di avvicinarmi il più possibile e anche di capire le rotte degli scafisti, perché, non scordiamocelo, i gommoni affondano dopo 2 h. di navigazione, e loro in mare ci vanno comunque, ed io voglio salvare vite umane, non dare esempi agli altri del tipo : " vedi quanto è facile morire, non ci provare per niente". Se dall'altra parte già muori, non ti fa più nessuna differenza.
Parlano di ONG taxi del mare, io sogno ONG ponti del mare, perché solo loro ormai hanno chiaro quello che sta succedendo. Se mettersi d'accordo con uno scafista, sapere quando arriva, ti fa salvare 500 tra uomini, donne e bambini, tu che faresti? non proveresti ?? non tenteresti?? Loro partirebbero comunque, questo dobbiamo averlo chiaro.
è un modo di pensare occidentale: se sai cosa rischi , se sai che affonda, non prenderai quella barca.
Ma loro non hanno più la parola rischio o pericolo nel loro vocabolario, loro conoscono ormai solo la parola sopravvissuto: sono sopravvissuto al deserto, alle torture, al mare; oppure : non sono sopravvissuto, ed il mio cadavere puoi trovarlo nel deserto, in prigione, in fondo al mare...

Additare, colpire, mettere sotto accusa chi sta tentando di fare qualcosa, chi sta cercando di salvare vite umane, ci fa sentire meglio ? equiparando  l'emigrante  a merce di contrabbando la nostra coscienza è più tranquilla?
 Pensare che intralciare lo scafista o bloccarlo fermi la disperazione di queste intere popolazioni, è un modo molto astuto da parte della politica di sedare i le nostri menti già addormentate. Gli stati Europei, se fossero stati con la S maiuscola,  appronterebbero dei trasporti legali e degli aiuti in loco, invece no, ci fermiamo a litigare sul famoso ultimo miglio, senza capire quale lunga strada ci sia dietro...

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco coinvolto con il regime Nazista, tanto da usufruire per la sua fabbrica di personale a basso costo, gli ebrei.
La posizione di Schindler, il suo coinvolgimento con i cattivi, gli ha permesso di salvare 1200 persone, ed è stato proclamato Giusto tra i giusti. La storia lo onora.

Se fosse successo oggi in Italia sarebbe stato probabilmente inquisito per la sua collusione.

venerdì 4 agosto 2017

Ciao, sono Lorena Marcelli e ancora non so cosa voglio fare da grande




O meglio, lo so e ci spero, ma quando mi viene spontaneo dire: "sono una scrittrice", un timore reverenziale quasi me lo impedisce, e allora dico che racconto le storie dei personaggi che vengono a trovarmi e bussano fra i miei pensieri fino a quando non li faccio uscire. 
Se dicessi "sono una scrittrice", dovrei dire addio al sogno di una vita intera. Da ragazzina sognavo di diventare Sveva Casati Modigliani e di arrivare a pubblicare con una grande Casa Editrice. I sogni si inseguono tenacemente; si diventa quasi una stalker dei propri desideri e, alla fine, con tenacia e impegno, si riesce a raggiungere il traguardo previsto. Conta molto anche la fortuna, sapete? Essere nel posto giusto al momento giusto. A me è accaduto e ne sono felice. Ma essere arrivati dove si voleva arrivare non significa essere arrivati. Un bel gioco di parole che mi ripeto ogni giorno. In realtà non si arriva mai, ma si riparte sempre. Perché il grande nome editoriale non deve essere la tua àncora. Non devi pensare che, una volta arrivata lì, puoi metterci le radici. Le radici è meglio metterle nelle piccole realtà, quelle dove non sei solo un numero o un dato statistico. Se la CE è seria, la grandezza non fa la differenza; tanto di scrittura non camperemo mai! 

Scrivo di tutto o quasi. Non mi sono ancora approcciata al Fantasy, alla Fantascienza e al genere Horror, ma non escludo di farlo, un giorno. La sperimentazione è importante e ti fa capire dove non sei in grado di arrivare. Al momento so che la saggistica e la poesia non vedranno mai la mia firma. Almeno due certezze le ho acquisite, in questi anni. 

Il mio modo di scrivere è rigoroso, tecnico e studiato a tavolino. Io sono una che progetta e pianifica con calma e lo faccio anche davanti a una storia lunga. I racconti no. Quelli nascono così, di getto, in meno di un'ora. I romanzi, secondo me, sono un'altra cosa. Per reggere devono avere delle fondamenta solide e la struttura deve rispettare  sempre un equilibrio spazio/temporale credibile e verificabile. Come si intuisce non sono una persona che scrive guidata dal sacro fuoco dell'ispirazione. Quella c'è all'inizio, quando la storia mi scoppia in mente, ma poi il tutto viene guidato dalla ragione e dallo studio dei dettagli. Qualcuno penserà che sia noioso e poco creativo, questo mio modo di lavorare. Io credo che ognuno di noi debba trovare il "suo modo" di lavorare. D'altronde una persona che è cresciuta a suon di "Rispetto, Onestà e Dignità", un po' di rigore lo avrà assorbito, non credete?
Quando, una decina (ma anche meno), di anni fa, iniziai a vincere concorsi letterari, ogni volta che ricevevo le mail di comunicazione mi pareva di toccare il cielo con un dito. Partecipavo a tutti i concorsi o quasi; anche a quelli delle Pro loco dei piccoli paesi di montagna. Oggi guardo quegli attestati con un sorriso, ma ho smesso di partecipare alla fiera della vanità. Negli anni, e grazie all'esperienza acquisita, oltre che ai colpi inferti da esperienze negative (che, in ogni caso, mi hanno insegnato qual è la strada da non percorrere), sono diventata molto selettiva e, ora, scelgo principalmente quelli che posso citare sul curriculum letterario senza far storcere la bocca a chi lo legge.
Non so se e quando potrò definire me stessa "scrittrice", ma so che scrivo sempre, anche quando non lo faccio materialmente. Scrivo osservando le persone e i luoghi, assaporando i piatti locali e inspirando i profumi o i cattivi odori. Scrivo e leggo; leggo e scrivo. Non cucino, sappiatelo, e non sono del tipo che può essere definito "angelo del focolare". Io a casa ci sto poco assai, e, se potessi, viaggerei sempre. Quando non posso farlo sul serio viaggio grazie alle storie che scrivo.

mercoledì 2 agosto 2017

La segnalazione del giorno


Corina Bomann
Una Finestra sul Mare

Una finestra sul mare
Corina Bomann
Traduttore: R. Salerno
Editore: Giunti Editore
€16,00

La storia di una passione proibita sullo sfondo delle coste selvagge della Cornovaglia. Un romanzo carico di emozione e di speranza.

Sul ciglio di una scogliera a picco sul mare tempestoso della Cornovaglia, una giovane donna fissa il vortice delle onde. La vecchia "guardiana degli scogli", Janet, che da sempre vigila su quella costa selvaggia, non ha alcun dubbio: la ragazza sta pensando di togliersi la vita. Le parole rassicuranti di Janet distolgono Kim dal suo intento, e la convincono a seguire la donna nella sua vecchia casa affacciata sul mare. Qui Kim le rivela il motivo della sua disperazione: la morte dell'uomo che amava in un incidente aereo. Per infonderle coraggio, Janet consegna alla ragazza un vecchio diario, scritto nel 1813 da Leandra, una giovane che come Kim aveva perso ogni speranza. Figlia di un ricco mercante, Leandra è sordomuta e perciò costretta a un matrimonio combinato con un uomo tanto facoltoso quanto meschino. Ma proprio quando Leandra sta per gettarsi nelle onde per sfuggire al suo dolore, Christian Hayes, il misterioso guardiano del faro, interviene per salvarla, e tra i due nasce un legame fortissimo, che somiglia pericolosamente all'amore...

martedì 1 agosto 2017

Parigi è sempre una buona idea - Nicolas Barreau - La Feltrinelli - Recensione

Parigi è sempre una buona idea
Nicolas Barreau




Forse sono una delle poche persone che ancora non hanno letto nulla di Nicolas Barreau. O meglio: non avevo letto nulla di Nicolas Barreau fino a un paio di settimane fa, quando, in attesa di un treno che mi avrebbe condotto a casa, sono entrata all’interno della Feltrinelli di Milano, Stazione Centrale, e ho notato l’offerta in bella mostra: due libri a  € 9,90. Da  lettrice, che non resiste davanti a un’occasione del genere, ho subito preso in mano il romanzo di Nicolas Barreau e, leggendo la quarta di copertina, ho deciso di acquistarlo.

Parigi è sempre una buona idea, si sa. Innamorati o no, vale sempre la pena di fare una passeggiata per le vie della Ville Lumière. Lì, in rue du Dragon, una deliziosa stradina nel cuore di Saint-Germain, ci si può imbattere in un piccolo negozio con una vecchia insegna di legno, un campanello d’argento démodé sulla porta e, dentro, mensole straripanti di carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, una fetta di tarte au citron nelle giornate storte, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura della papeterie. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, La tigre azzurra ottiene premi e riconoscimenti e si aggiudica il posto d’onore in vetrina. Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, Rosalie pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima ancora che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della Tigre azzurra sia sua…
Una piccola cartoleria parigina e la sua eccentrica proprietaria. Un professore americano e un misterioso manoscritto. Una storia d’amore delicata e appassionante.

Confesso anche che la copertina del libro è stata la prima cosa che mi ha indotto a prendere in mano proprio questo volume. 
Parigi con la Tour Eiffel sul fondo, e una ragazza con un bel cappotto rosso che si afferra a un cancello e si dondola, chiudendo gli occhi. I colori sono allegri, accattivanti e sanno di estate, nonostante la ragazza indossi indumenti invernali. Mi ha dato l’impressione di essere un libro leggero, perfetto da leggere in treno. La trama, poi, mi ha convinto che sì, quello era il libro perfetto per quel lungo viaggio. 
La Parigi descritta da Barreau è quella delle piccole rue, dei giardini, degli hotel poco conosciuti, e dei deliziosi negozi nascosti nei luoghi conosciuti solo dai parigini. Lo stile è leggero e lo scrittore abbonda nelle descrizioni soprattutto nella prima parte, e che, a dire il vero, rendono un po’ lenta la storia. Tre i personaggi principali e tre le storie che vengono raccontate in maniera disgiunta, prima che le stesse entrino l’una dentro l’altra, e diano nuovo brio e velocità all’impianto narrativo. Dal momento in cui Rosalie Laurent, Max Marchais e Robert Sherman, intrecciano le loro vite e le loro avventure e disavventure, il romanzo diventa davvero leggero e piacevolissimo da leggere. “Parigi è sempre una buona idea” non ha la pretesa di essere un ottimo romanzo, ma sicuramente riesce a far sorridere il lettore e farlo entrare in una Parigi magica dove, come in ogni bella storia che fa sognare, c’è anche una delicata storia d’amore piena di romanticismo.

Nicolas Barreau è nato a Parigi nel 1980 da madre tedesca e padre francese, motivo per cui è perfettamente bilingue. Ha studiato Lingue e letterature romanze alla Sorbonne, poi ha lavorato in una piccola libreria sulla Rive gauche. Ha scritto sei romanzi, tutti pubblicati da un piccolo editore tedesco che non ha potuto permettersi di lanciarli con una massiccia campagna promozionale, ma che ciononostante hanno ottenuto un grandissimo successo, cresciuto sempre più soprattutto grazie al passaparola dei lettori.


Nuove uscite : Loriana Lucciarini "Una felicità leggera leggera"





Nuove uscite della Casa Editrice Le Mezzelane
Loriana Lucciarini Autrice
Carlo Porrini Editor
Gaia Cicaloni Designer Cover



Domani, 2 agosto 2017, verrà pubblicato in Ebook il nuovo romanzo di  Loriana Lucciarini, autrice di talento e dalla penna "romantica". "Una felicità leggera leggera" è un romanzo d'amore, un omaggio all'amore tenace, quello che non molla. Un amore straordinario, magari raro, ma reale, vero. 
Non conosciamo ancora la trama e, se come noi, siete curiosi di scoprirla, vi invitiamo a visitare il sito della Casa Editrice Le Mezzelane
Non dimenticate che il cartaceo uscirà il 28 agosto.
Stay tuned!

La segnalazione del giorno

Mario Grasso

Negozio Le Mezzelane            
Ebook  € 4,99
Cartaceo € 12,99
Un assassino che lascia indizi e un commissario arguto e intuitivo. Un horror di Mario Grasso, edito da Le Mezzelane, che vi lascerà senza fiato.
Editor: Silvia Laporta
Serie: Ossessioni

Bari. Il sole sta sorgendo e tra poche ore inizierà la festa di San Nicola, quando una donna viene trovata massacrata in un cimitero; accanto una lapide rotta e un crocifisso spezzato. Il commissario Angiulli, incaricato di occuparsi del caso, nota anche il mozzicone di una candela nera e un volantino di San Nicola. Sul volantino è stata scritta una frase: "Saggio è nutrire l’anima, per non allevarvi draghi e diavoli in seno". Il frutto di una mente malata, una pura casualità oppure è avvenuto un rito satanico, e la donna ne era il sacrificio? Le domande di Angiulli non trovano risposta e per seguire tutte le piste possibili, la polizia decide di coinvolgere nelle indagini la brillante antropologa Letizia Fanelli, da sempre un prezioso aiuto per la polizia in merito al tema sette. A distanza di soli tre giorni un altro omicidio: stesso copione e lo stesso volantino di San Nicola, ma con un altro messaggio: "Calma la mente, e l’anima parlerà." Vanni Ossarg, giornalista investigativo conosciuto per il suo talento, viene a sua volta coinvolto nelle indagini. Qualche giorno dopo, il cadavere di una bambina di soli 13 anni viene trovato sul lungomare. Questa volta sul volantino di San Nicola c'è scritto: "Salute e vigore valgono più di tutto l’oro". Sarà proprio l’intuito di Vanni a svelare la chiave dei messaggi, lasciati come indizi dall’assassino.

"Sarai il mio giocattolo" Mariella Mogni - Youfeel mood "erotico" - Recensione

Sarai il mio giocattolo
Mariella Mogni

Avevano preso strade diverse, ma ci sono amori che non finiscono. Elisa, moglie tradita e libraia sull'orlo del fallimento, rincontra per caso Lorenzo, l'amore della sua adolescenza. Tra antichi rancori e un'attrazione mai sopita, Elisa e Lorenzo riprendono a frequentarsi. Lui le propone una torrida relazione erotica da cui sono esclusi i sentimenti. L'unica relazione che Elisa, intenzionata a salvare il proprio matrimonio per non danneggiare i figli, possa permettersi. Nonostante il proposito di dargli tutto di sé tranne il cuore, Elisa presto scopre di amare ancora Lorenzo. Ma vale la pena di mettere sottosopra la propria esistenza per un uomo che la considera solo un giocattolo? Un romanzo che ha al centro una donna divisa, tra la vita perfetta che aveva costruito per sé, i propri doveri di madre e la propria piena realizzazione.

Conosco la scrittura di Mariella e seguo questa fantastica autrice da sempre. Ho letto tutti i suoi titoli e, me ne scuso con le altre fantastiche autrici di Youfeel, i suoi romanzi sono  sempre i primi che acquisto, ogni fine mese. 
“Sarai il mio giocattolo”, che trovate su Amazon e su tutti gli store online, si è fatto attendere un po’, questa volta, ma la soddisfazione di averlo letto ha ripagato abbondantemente chi, come me, lo ha fatto tutto d’un fiato. Mariella Mogni è una scrittrice estremamente raffinata, e le sue storie non potranno mai essere considerate banali. Quello che più mi piace, in lei, è la capacità che ha di distinguersi nella massa, inventando personaggi che difficilmente potranno essere fatti rientrare nei classici standard di quelli visti e stravisti nei romanzi “rosa”. 
Fuori da tutti gli standard e da tutti i cliché, i protagonisti diventano “persone” (lode a Mariella che come poche altre  autrici non teme di raccontare storie di persone “adulte”).
In “Sarai il mio giocattolo” la protagonista è una donna matura, sposata e con figli. Una donna che vive un matrimonio un po’ spento e che ha perso di vista “la donna” che è in lei. Elisa, questo è il suo nome, è un po’ l’emblema di tutte le donne della sua età, sposate da molti anni, e con un marito che cerca di trovare un nuovo guizzo di virilità fra le braccia di una donna più giovane. Elisa si guarda allo specchio e scopre che sta invecchiando, che sul suo viso ci sono molte rughe e che il suo corpo, diventato ancora più morbido, forse non è più desiderabile come una volta. Paure che ci avvicinano a lei; consapevolezze che sono in fondo alle nostre anime; empatia immediata verso quella donna, che ci induce a seguire e a non giudicare le sue mosse successive. In un momento in cui Elisa non si sente più “donna”, arriva Lorenzo, il suo amore  giovanile mai dimenticato. 
Cosa sarebbe accaduto se Lorenzo fosse arrivato prima della scoperta fatta da Elisa? Forse nulla di quello che, poi andremo a leggere. Elisa è una donna piena di valori e con una vita che scorre dentro binari ben precisi. Eppure il viaggio cambia improvvisamente direzione e la travolge, così come travolge noi, che la stiamo conoscendo attraverso le parole dell’autrice. Salvare un matrimonio che presenta delle crepe sempre più profonde, o tornare a vivere e a scoprire la gioia di una sessualità senza inibizioni? Tornare sui propri passi, o lasciarsi andare fra le braccia di Lorenzo, che non l’ha mai dimenticata? 
Un romanzo “erotico” non è solo una mera descrizione di atti fisici, come qualcuno crede. L’erotismo ha senso compiuto quando è contornato dai sentimenti forti, coinvolgenti, contraddittori e “pesanti” come quelli che legano Elisa e Lorenzo: amore, dolore, voglia di vendetta, rimpianto, delusione, tormento, paura, sensi di colpa… e si potrebbe andare avanti all’infinito.
Un sottile erotismo che non risulta mai pesante o mera esibizione di una indiscutibile capacità stilistica. Mariella riesce a conquistare il lettore fin dalle prime battute con una scrittura fluida ed emotiva, oltre che raffinata e matura. Mia cara, cosa rimane da dire, se non Chapeau?

Ciao, sono Andreina Moretti e sono una mamma che racconta storie.

La poetessa di Roseto degli Abruzzi pubblica una nuova raccolta di poesie con Amarganta, casa editrice reatina. 
Oggi le abbiamo chiesto di parlarci di lei. 

Ciao, sono Andreina Moretti e sono una mamma che racconta le storie. Ho scritto fin da bambina e nella mia difficile vita la scrittura ha avuto la capacità di allontanarmi  dalle difficoltà che vivevo, regalandomi le vie d'uscita per le situazioni che non riuscivo ad affrontare e per le emozioni che non riuscivo a gestire. Asserisco con certezza che la scrittura è stata terapeutica, e  sono certa che, se applicata come "medicina" in alcuni disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza, potrebbe essere di grande aiuto. Mi sono sposata e ho avuto 6 figli. Il ruolo di mamma mi ha rapita alla scrittura e ha occupato tutto il mio spazio vitale per molto tempo. Ho sempre avuto la sicurezza che un giorno avrei scritto ancora, riassaporando l'aurea magica che la scrittura  mi aveva donato in gioventù. Ho ricominciato a scrivere 5 anni fa; ho partecipato a tanti concorsi letterari vincendone molti. Nel 2015 ho pubblicato il mio primo libro: "Nel cielo di Erode" Nel 2016 "Aspettandoti" con Il Viandante Nel 2017 "La fontana del Santo" con Il Viandante e "Odore di alga e luoghi nascosti" con Amarganta Edizioni.


Lo trovate su Amazon


Lorena

lunedì 31 luglio 2017

Ciao, mi chiamo Alessandra Montali e sono una scrittrice

Oggi abbiamo deciso di presentarvi Alessandra Montali, autrice marchigiana, alla quale abbiamo chiesto di parlarci di lei senza dare alle sue parole la forma di una classica intervista. Ci sembra che ci sia riuscita, voi cosa ne pensate?

Mi chiamo Alessandra Montali e sono nata a Chiaravalle, dove vivo. Ho scritto il primo romanzo a 11 anni insieme alla mia migliore amica. La nostra professoressa, al ritorno dalle vacanze estive lo fece leggere a puntate a tutta la classe, e da lì non mi sono più fermata. Ho scritto racconti e piccoli gialli per bambini e ragazzi, e un paio di romanzi per adulti. Penso che la scrittura sia un grande dono che può essere anche d'aiuto nei periodi meno belli della vita. In questo periodo, dopo aver pubblicato un giallo per ragazzi con la casa editrice
"Le Mezzelane" 
sto scrivendo la biografia di una signora che
mi ha contattata per scrivere ciò che lei chiama "il libro della sua vita" con il quale vuole aiutare le persone che stanno vivendo un particolare momento di vita come a lei stessa è capitato, ma dal quale ha saputo tirar fuori la vera donna che si nascondeva in lei. Sulla scia di questa storia, altre due giovani donne mi hanno chiesto di fare altrettanto con le loro vite. Questi due progetti li condividerò con una mia amica di penna in un lavoro di scrittura "cooperativa" dopo aver frequentato un paio di corsi su questa modalità di scrittura che a me incuriosisce tanto. Adoro gli animali, soprattutto i cani e i gatti; sono tanto golosa di tutti i dolci dell'universo, ma non posso toccare il cioccolato per una grave forma di allergia. Posso aggiungere che amo l'amicizia nel vero senso della parola. Il rispetto che ho per gli amici è sacro.

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