lunedì 30 ottobre 2017


Ti faranno del male
Andrea Ferrari

Titolo: Ti faranno del male
Autore. Ferrari Andrea
Editore: Edizioni Leucotea
http://www.edizionileucotea.it/it/
ISBN-10: 8899067767
ISBN-13: 978-8899067762
Data di pubblicazione: 20/04/2017
Pagine 106

Formati: Cartaceo (12.90 euro), e-book (5.99 euro)


Trama:
Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore.

bio autore:
Nato nel 1986, si diploma geometra e sceglie di continuare gli studi, iscrivendosi a Psicologia. Abbandonata l'università, viaggia per l'Italia per inseguire la sua passione per i concerti. In quel periodo, terrà un diario che pubblicherà sul suo blog personale, seguito da diversi lettori fissi. Nel 2007 per ragioni personali, smette di scrivere. Più avanti comincia a studiare chitarra elettrica e in seguito batteria, nel 2013 riprende con la scrittura e scrive un romanzo. Quell'opera viene ideata durante un ricovero psichiatrico e, una volta spedita, riceve due proposte di pubblicazione. Andrea, non si sente pronto e decide di non portare avanti l'impegno.
Successivamente scrive altri romanzi e vari racconti. Nel 2016 scrive "Odio" che, riceve una proposta di pubblicazione dall'editore 96, rue de-la-Fontaine Edizioni, diventando così uno scrittore esordiente.
Nel 2017, a fine gennaio, riceve una proposta di pubblicazione da Edizioni Leucotea per "Ti faranno del male", il suo secondo romanzo.

Attualmente lavora come disegnatore in area tecnica. I suoi scrittori preferiti sono Irvine Welsh e Charles Bukowski. Le sue seconde grandi passioni sono la musica e il cinema.



Di Maria Sabina Coluccia

Grigio, spumoso, torbido, veloce, ruvido, brillante. Se mi chiedessero di che colore è, che consistenza ha il romanzo di Andrea Ferrari, “Ti faranno del male”, edito ad aprile 2016 da ed. Leucotea, risponderei così. Quindi un romanzo da non leggere? Al contrario, una storia da entrarci dentro fino in fondo, anche se le strettoie ci sono, eccome. Il primo freno per me è arrivato dall’incipit. Qualcosa mi ha colpito forte e fatto pensare: “ma dove vuole andare a parare questo qui?” E se non vado avanti non lo saprò mai. Così ho tolto gli occhiali rosa e ho cominciato a leggere la cruda realtà che Andrea Ferranti mi metteva sotto il naso.
“Per le donne devi essere bello e indistruttibile, altrimenti non vali niente”. Pensiero auto svalutante. Di quei pensieri che ti fanno rotolare in una serie di guai senza fine. È una delle prime ruvidità incontrate. Un assaggio offertomi dal protagonista Andrea che, trentenne, si trova ancora alla ricerca del senso della sua vita, sballottato in una girandola di eventi, al limite dell’umana sopportazione. Rifiutato dalla famiglia d’origine, entra ed esce dalle strutture protette del Dipartimento di salute mentale. Vive in un mondo suo, cammina sempre sul bordo di un precipizio: a volte ci cade dentro, poi ne riemerge, ammaccato, e continua ad attraversare ore, giorni e mesi, senza mai stabilire un contatto profondo con la Vita. Andrea non ha una grande opinione di se stesso: si sente un emarginato, un essere privo di interesse. Eppure ha da poco pubblicato un libro, ma questa esperienza invece di dargli la carica, gli scivola addosso come niente fosse. Il grigio della solitudine interiore è molto scuro. Il muro trasparente, che si frappone tra lui e le donne, che è costretto a guardare e a sognare da lontano, è ruvido e ferisce l’anima. È come se la vita scorresse accanto al protagonista abituato a cadere e rialzarsi, ma provato dalla fatica. A volte si fermano, lui e la Vita, in qualche stazione periferica, dove Andrea può tentare di fare il punto della situazione e trovare una direzione autentica da seguire. Non è facile. Non è un romanzo leggero. È una storia che pone interrogativi grandi, che scorre veloce, ed è scritta bene. Melanconia, tristezza, difficoltà a trovare un punto di equilibrio, i rapporti con le donne, sono le strettoie che comunque il lettore è costretto ad attraversare, per arrivare alla conclusione. È difficile la vita per Andrea, annebbiato dai dosaggi di medicinali, che estraniano la presenza del sé dal qui e ora. Così, nella semi-incoscienza, gli sfugge la possibilità d’amore offertagli da una paziente, incontrata durante uno dei tanti ricoveri, e alla quale lui si nega, per incapacità relazionale del momento. Scivola la vita, scivola l’amore, finché non arriva Carolina, l’unica che saprà dare un senso alla sua esistenza, con la sua sregolatezza portata all’eccesso. E poi ci sono Anna, la prospettiva di una relazione tranquilla, domestica, la cui normalità è messa alla prova da Giulia, giovane e intraprendente collega di lavoro di Andrea, alla quale lui non resiste, e da cui sarà senza scrupoli abbandonato, perché per Giulia un fidanzato vale più di un amante, e quando un possibile fidanzato appare, Andrea viene messo all’angolo. E la vita continua a scivolare, spumosa e grigia, piena di vuoto. Andrea passa da un lavoro all’altro, da una donna all’altra, si avvicina alle donne che praticano l’amore a pagamento e conosce Sabrina. Forse ora la vita può smettere di scivolare. Forse ora tutto può acquistare un significato, quasi salvifico per entrambi. Sabrina e Andrea sembrano amarsi di un amore puro, vero. Forse. Non raccontiamo come finisce la storia, riportiamo solo quel senso di oppressione che avvolge Andrea sul finire del romanzo.
“Non le avrei dato una possibilità, non in questo romanzo”. Eppure a noi piace pensare il contrario, perché ormai Andrea ha toccato con mano la purezza dell’amore. E non crediamo che possa continuare a far sì che la vita continui a scivolare. Chissà che non ci sia un seguito. 
Lettura consigliata per cercatori di umana sofferenza, con la speranza che il sole torni a splendere.

domenica 8 ottobre 2017

Le recensioni di Maria Sabina Coluccia - Antonino Tarquini- L'eccezionalità dell'anonimato


Antonino Tarquini
L'eccezionalità dell'anonimato




Di Maria Sabina Coluccia
“L’eccezionalità dell’anonimato, un libro di racconti brevi, su argomenti grevi, di cui non si sentiva il bisogno” recita il titolo della raccolta di testi di Antonino Tarquini, pubblicato da Erga Edizioni. Racconti brevi? Insomma, alcuni sì altri no. Racconti grevi? Di peso e densità diversi. Diciamo racconti che attraversano i pensieri di chi legge e fanno scattare corti circuiti. Scintille che bruciano la mente e infiammano l’animo.
Racconti di cui non si sentiva il bisogno, dice ancora il titolo, forse, ma che ora ci sono e non possono essere ignorati. Storie che lasciano, a lettura ultimata, un bottino importante, greve come un macigno, e allo stesso tempo lieve come la risata cristallina di un bambino, o lo sciabordio dell’acqua che si infrange sugli scogli. Scrosci di consapevolezza, che spruzzano lampi di verità scomode e insolite. 
Dodici racconti, di cui uno, Il matto e il curioso, sviluppato in tre parti. All’apparenza slegati, sviscerano i grandi temi che da sempre assillano l’animo umano. Ognuno di essi ha un insegnamento. Alcuni di questi racconti sono di più immediata presa sul lettore, per altri è necessaria una lettura reiterata. Tutti lasciano una sensazione precisa. C’è il racconto amaro, quello acido, quello dolce, piccante e salato. Al lettore il gusto della scoperta e del relativo abbinamento. A noi sono piaciute alcune storie in particolare: Coup du Sort, essere presi alla letteraIl tavolo dei marginali, Whatsapp e il M5SLe storie da fiaba nella realtà. Cos’hanno di speciale quelle storie? Coup du sort, essere presi alla lettera, per esempio è tragico e ha un sapore amaro, tanto amaro. Amore e morte, binomio indissolubile nella letteratura di ogni tempo, trova qui la sua triste apoteosi. Assaggiamolo insieme. “Se si arriva al Nirvana è difficile tornare indietro. La felicità è un’arma a doppio taglio, quando la vivi non puoi farne più a meno. Quindi fammi smettere di respirare e la chiudo qui, passerò dal paradiso al paradiso”. Luigi e Lia, morti ammazzati nella strage del Bataclan, a Parigi, al concerto degli Eagles of Death Metals. “Non volevo essere preso alla lettera, così, credimi” sono le ultime parole di Luigi, già ferito nella sparatoria, prima di morire, rivolte al suo amore, Lia, che chiuderà con lui i suoi occhi sulla vita e sul futuro. E già per digerire queste parole, ci vuole uno stomaco forte. Continuiamo gli assaggi d’amore, nel racconto Le storie da fiaba nella realtà. Si muore anche qui. Non è una morte fisica, ma ideale e sentimentale. Finisce l’illusione, la speranza, il sentimento nutrito e coccolato in un tempo fuori dal tempo, in uno spazio diverso dal quotidiano, eppure intriso di quotidianità. “Mi sei entrata dentro senza che ci sfiorassimo, addirittura senza vederci”. Qui ci sono un uomo innamorato e una ragazza contesa. Il loro sentimento scivola sui tasti di un computer e si intreccia in un contatto virtuale che sì tecnologico, ma è capace di far toccare i cuori dei due giovani. “Mi eri entrata visceralmente dentro, ed era proprio per recuperare terreno che avevo deciso di prendere il treno, lasciare la mia vita quotidiana…e fare questo viaggio”, afferma il protagonista maschile. E ancora: “già era inusuale fare una cosa del genere, farla per una ragazza che non conoscevo, e che non avevo mai visto, poi denotava il mio principio di pazzia”. Amore nato sul social, amore morto nella realtà, nel momento in cui lei apre la porta di casa non al suo innamorato lontano, conosciuto su facebook, ma al modello che le ha rubato il cuore. Alla fine di questo racconto raccogliamo ciò che resta di un cuore sbriciolato: sapore dolce-amaro.
Andiamo avanti, anzi in realtà torniamo un po’ indietro, e ci soffermiamo su Lette Raperta. Non è un orrore di grammatica, e neppure un errore di battitura. È l’inno all’amore che non ci aspetteremmo mai. Come suonano le lettere d’amore, di solito? Più o meno cosi: ti amo perché. E giù a elencare le mille virtù e qualità, e le bellezze interiori ed esteriori della donna desiderata e amata. Ecco, scordatevi tutto ciò. Questa è una dichiarazione d’amore alla rovescia e accidenti se colpisce! “Ti odio perché con te sono felice” e ancora, “ti odio perché credo di amarti”. Piccante e dolce allo stesso tempo.
Dicevamo all’inizio, che altri racconti ci hanno favorevolmente colpito. Il tavolo dei marginali per esempio, porta in primo piano personaggi secondari, come il lui della canzone Pazza idea, di Patty Pravo; Tinio, il figlio di Tonio, personaggio che si incontra al sesto capitolo dei Promessi Sposi, legato a Don Abbondio in un losco affare poi saltato, e Piero, della Guerra di Piero, di De André. Infine ridiamo con gusto e una punta di amarezza, con Whatsapp e il M5S, piccolo spaccato di satira sulla comunicazione veloce moderna, così diretta, così impietosa. 
“Lucia Wind2 ha creato il gruppo Regalo di laurea per Alfredo”.
Lucia 2WIND: “ragazzi cosa regaliamo ad Alfredo per la laurea? Iniziamo per tempo”
SIMO.SIFFREDI: “Quale laurea?”
MARIOMESSI: “Quanto dobbiamo mettere @titti 90 non buttarti giù, ci facciamo una cenetta come l’altra volta e passano i problemi”.
BRUNO: “ragazzi voi scrivete ossessivamente. Avete rotto. Silenzio il gruppo”.
“Lucia 2Wind è uscita dal gruppo, vuoi eliminare definitivamente il gruppo? La risposta unanime è SI’.” 
Conclude l’autore: “l’invenzione del gruppo Whatsapp e il relativo uso hanno dimostrato che la tanto decantata democrazia diretta, baluardo del Movimento 5 Stelle e consistente nel rimettere qualsiasi decisione, ogni volta, alla base per farla votare a maggioranza è un sistema che non funziona. Assolutamente”. Il resto della conversazione invece, è da leggere tra le pagine di questo racconto, concludiamo noi, assolutamente. Interessanti anche gli altri racconti, più intimisti, forse, che inducono il lettore a rivolgere lo sguardo all’interno di sé, piuttosto che fuori. 

lunedì 2 ottobre 2017

Diari di donne in panchina - Fiorella Carcereri- Recensione

"Diari di donne in panchina"
Fiorella Carcereri
Arpeggio Libero Editore


Dopo il successo di "Amore latitante" Fiorella Carcereri torna sulla scena editoriale con "Diari di donne in panchina". 

Abbiamo letto per voi le cinque  storie di amori cercati e non trovati. Amori non trovati in cinque figure maschili, volutamente etichettate dall’autrice con diversi stati anagrafici. Figure maschili assai differenti tra di loro ma che, poste in determinate situazioni, reagiscono allo stesso modo, o in modo simile, a dimostrare che gli uomini, nel profondo, non cambiano. La narrazione, nei cinque racconti, rivela tratti di acuta ironia, a volte addirittura di goffaggine, che si alternano con momenti di crudeltà, talvolta di brutalità, e di spietato desiderio di vendetta da parte della protagonista di turno. Cinque storie di malintesi, sentimenti calpestati ed odio che corrono sul filo dell’alta tensione ma che rispecchiano, con triste verosimiglianza, molte storie di vita reale. L’autrice punta a mettere in evidenza non tanto i tratti caratteriali più ottusamente maschilisti o più fermamente femministi dei suoi personaggi, quanto l’abissale diversità esistente tra la fragile, intricata e complessa sensibilità femminile e l’animo maschile, più primitivo ed istintivo. Ed ogni volta, come ai primordi dell’umanità, Eva si ritrova tragicamente a ricercare comprensione e complicità proprio in Adamo, l’essere che per lei non rappresenta l’altra metà della mela, quanto piuttosto l’altro lato della medaglia o la metà oscura della luna. L’altro, contrario ed incompatibile, l’altro sé

Dedicato a tutte le donne che hanno compreso sulla loro pelle, la differenza tra amare e amare ad ogni costo. Dedicato a tutti gli uomini che non si riconoscono nei protagonisti di queste storie.

Questa è la dedica di Fiorella Carcereri, e questa dedica, in quattro righe, racchiude la personalità delle cinque donne e dei cinque uomini  le cui storie sono racchiuse in 94 pagine piene di sentimenti. 
Paola e Arturo, Ilaria e Fabio, Antonella e Gianluca, Claudia e Stefano, Alessia e Riccardo. Questi i nomi delle protagoniste e dei protagonisti, ma gli stessi potrebbero chiamarsi, e si chiamano, in mille modi diversi. Storie che si ripetono ogni giorno anche accanto a noi, forse nella nostra stessa vita. Chi, di noi, non è stata una donna in panchina almeno una volta? Non tutte, certo, ma molte di sicuro. Donne che hanno atteso per mesi o per anni che arrivasse il loro turno; donne che mi hanno fatto tanta rabbia e che mi hanno fatto domandare cosa spinge, una di noi, a sopportare tutto, a perdere la dignità pur di non perdere un uomo o per averne uno accanto, per dimostrare alla società che qualcuno ci ama.
Cinque storie in forma di diario intimo, dove i sentimenti delle protagoniste si esternano senza filtri e senza pudori fino a quando, le stesse, non maturano la consapevolezza del “non essere nulla se non una donna in panchina”.
La stessa panchina che è nell’immagine di copertina e che, secondo me, racchiude il senso più intimo dei cinque racconti di Fiorella Carcereri: quella panchina è vuota; non c’è una donna, seduta lì sopra. Quella panchina è vuota perché le donne sanno farsi molto male ma sanno anche farsi del bene, quando riacquistano la consapevolezza del dover essere altro da un “oggetto”.
Quella panchina vuota lascia una speranza per il futuro, lascia un messaggio per chi quel posto lo occupa ancora: ”lasciatela vuota e non sedetevi, se il vostro ruolo è solo quello della donna di riserva.” 
Le storie di Fiorella Carcereri scavano sempre l'animo umano, soprattutto quello femminile, e lasciano un segno indelebile, fatto di lacrime e sorrisi.

"Diari di donne in panchina" - Arpeggio Libero Editore - € 10,00     

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