Parigi è sempre una buona idea - Nicolas Barreau - La Feltrinelli - Recensione

Parigi è sempre una buona idea
Nicolas Barreau




Forse sono una delle poche persone che ancora non hanno letto nulla di Nicolas Barreau. O meglio: non avevo letto nulla di Nicolas Barreau fino a un paio di settimane fa, quando, in attesa di un treno che mi avrebbe condotto a casa, sono entrata all’interno della Feltrinelli di Milano, Stazione Centrale, e ho notato l’offerta in bella mostra: due libri a  € 9,90. Da  lettrice, che non resiste davanti a un’occasione del genere, ho subito preso in mano il romanzo di Nicolas Barreau e, leggendo la quarta di copertina, ho deciso di acquistarlo.

Parigi è sempre una buona idea, si sa. Innamorati o no, vale sempre la pena di fare una passeggiata per le vie della Ville Lumière. Lì, in rue du Dragon, una deliziosa stradina nel cuore di Saint-Germain, ci si può imbattere in un piccolo negozio con una vecchia insegna di legno, un campanello d’argento démodé sulla porta e, dentro, mensole straripanti di carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, una fetta di tarte au citron nelle giornate storte, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura della papeterie. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, La tigre azzurra ottiene premi e riconoscimenti e si aggiudica il posto d’onore in vetrina. Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, Rosalie pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima ancora che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della Tigre azzurra sia sua…
Una piccola cartoleria parigina e la sua eccentrica proprietaria. Un professore americano e un misterioso manoscritto. Una storia d’amore delicata e appassionante.

Confesso anche che la copertina del libro è stata la prima cosa che mi ha indotto a prendere in mano proprio questo volume. 
Parigi con la Tour Eiffel sul fondo, e una ragazza con un bel cappotto rosso che si afferra a un cancello e si dondola, chiudendo gli occhi. I colori sono allegri, accattivanti e sanno di estate, nonostante la ragazza indossi indumenti invernali. Mi ha dato l’impressione di essere un libro leggero, perfetto da leggere in treno. La trama, poi, mi ha convinto che sì, quello era il libro perfetto per quel lungo viaggio. 
La Parigi descritta da Barreau è quella delle piccole rue, dei giardini, degli hotel poco conosciuti, e dei deliziosi negozi nascosti nei luoghi conosciuti solo dai parigini. Lo stile è leggero e lo scrittore abbonda nelle descrizioni soprattutto nella prima parte, e che, a dire il vero, rendono un po’ lenta la storia. Tre i personaggi principali e tre le storie che vengono raccontate in maniera disgiunta, prima che le stesse entrino l’una dentro l’altra, e diano nuovo brio e velocità all’impianto narrativo. Dal momento in cui Rosalie Laurent, Max Marchais e Robert Sherman, intrecciano le loro vite e le loro avventure e disavventure, il romanzo diventa davvero leggero e piacevolissimo da leggere. “Parigi è sempre una buona idea” non ha la pretesa di essere un ottimo romanzo, ma sicuramente riesce a far sorridere il lettore e farlo entrare in una Parigi magica dove, come in ogni bella storia che fa sognare, c’è anche una delicata storia d’amore piena di romanticismo.

Nicolas Barreau è nato a Parigi nel 1980 da madre tedesca e padre francese, motivo per cui è perfettamente bilingue. Ha studiato Lingue e letterature romanze alla Sorbonne, poi ha lavorato in una piccola libreria sulla Rive gauche. Ha scritto sei romanzi, tutti pubblicati da un piccolo editore tedesco che non ha potuto permettersi di lanciarli con una massiccia campagna promozionale, ma che ciononostante hanno ottenuto un grandissimo successo, cresciuto sempre più soprattutto grazie al passaparola dei lettori.


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