giovedì 16 agosto 2018

Recensiamo

Eufemia Griffo
Sagome di carta
Le streghe di Triora
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice (4 agosto 2018)
 
Disponibile in ebook (Euro 4,99) in tutte le librerie elettroniche e prenotabile in versione cartacea (Euro 15,00) inviando una mail a prenotazioni@lemezzelane.eu

 
Sinossi
Roma, 1996. La giornalista e fotografa Cordelia Malandri viene inviata a Triora, un borgo nell’entroterra ligure, per scrivere un servizio sulla feroce caccia alla streghe avvenuta nel 1587. Lì conoscerà Massimiliano, un ex insegnante di storia, e Bianca Maria, l’ultima discendente delle streghe diTriora, che le farà rivivere gli eventi di quell’anno drammatico raccontandole della carestia che mise in ginocchio il paese, della la quale vennero accusate le donne “sapienti”, additate come “bagiue”, ovvero streghe. Tra le vittime la giovane Angelina Clavenna. La sua storia, il suo amore impossibile per Tommaso Carrega, la prigionia e le torture subite, fanno di lei la vera protagonista del romanzo che, pagina dopo pagina, rivela il legame tra Angelina e Cordelia, i fili dell’odio e dell’amore, del passato e del presente che si intersecano fino all’unico epilogo possibile.
 
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Leggere un libro a volte vuol dire anche “sentirsi a casa”, camminare lungo vie che conosci benissimo e trovare conforto e conferme in ogni parola che incontri. Si sa che le streghe mi piacciono da sempre e che ho un particolare legame con i loro riti magici. Si sa che amo leggere storie di streghe, ed è per questo, ma non solo, che ho deciso di acquistare “Sagome di carta (le streghe di Triora), di Eufemia Griffo, una delle autrici della Casa Editrice Le Mezzelane di Ancona. Nella sua storia ho ritrovato antichi riti legati a religioni pagane, candele rituali e invocazioni che fanno parte del mio vissuto e delle mie convinzioni; nella sua storia ho ritrovato anni e anni di studi, e decine di libri letti per scrivere parole piene di storia e verità; Eufemia Griffo ha mescolato fantasia e realtà in maniera ammirabile. “Sagome di carta” è un po’ saggio e un po’ romanzo e, per questo motivo, differente da ogni altro libro dove si trovano storie di streghe e di stregoneria. Una narrazione che sa essere equilibrata e convincente perché derivante da una conoscenza approfondita dell’argomento e della storia avvenuta a Triora nel 1587. Nel piccolo borgo, che si trova in provincia di Imperia, in quell’anno si scatenò una feroce caccia alle streghe che, come in altre tante situazioni, prese avvio per trovare un capro espiatorio che giustificasse carestie o altre calamità naturali. Accanto a personaggi realmente esistiti l’autrice ne inserisce altri del tutto inventati ma che si amalgamano nella storia in maniera del tutto verosimile e convincente. Angelina è uno di questi personaggi e si stenta a credere che non sia vera. Angelina potrebbe essere una qualsiasi delle migliaia di donne uccise in quel periodo in nome di una Chiesa ottusa e feroce. Angelina è una delle migliaia di vittime della follia collettiva, di un secolo buio che ha cercato di distruggere la sapienza di donne che, da sempre, sono state considerate “elette” perché conoscevano i segreti della Natura, della vita e della morte. Tra le pagine di “Sagome di carta” respiriamo il dolore patito da quelle donne, assorbiamo i sentimenti, i ricordi, il respiro delle anime che ancora si aggirano nei vicoli di Triora.
 
Un romanzo intenso ed emozionante, teso a ridare voce a chi strega non era se non nel senso più alto del termine. Strega, nella cultura celtica, come scrive Eufemia, deriva da wicca, parola che, tradotta, vuol dire saggia. La strega è una donna saggia, e la sua saggezza oggi viene riabilitata grazie ai romanzi di autrici come Eufemia Griffo.  Un romanzo che va letto con il cuore.
 

domenica 29 luglio 2018

Recensiamo


Eufemia Griffo
Sagome di carta
Le streghe di Triora
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice (4 agosto 2018)
 
Disponibile in ebook (Euro 4,99) in tutte le librerie elettroniche e prenotabile in versione cartacea (Euro 15,00) inviando una mail a prenotazioni@lemezzelane.eu
 
Sinossi
Roma, 1996. La giornalista e fotografa Cordelia Malandri viene inviata a Triora, un borgo nell’entroterra ligure, per scrivere un servizio sulla feroce caccia alla streghe avvenuta nel 1587. Lì conoscerà Massimiliano, un ex insegnante di storia, e Bianca Maria, l’ultima discendente delle streghe diTriora, che le farà rivivere gli eventi di quell’anno drammatico raccontandole della carestia che mise in ginocchio il paese, della la quale vennero accusate le donne “sapienti”, additate come “bagiue”, ovvero streghe. Tra le vittime la giovane Angelina Clavenna. La sua storia, il suo amore impossibile per Tommaso Carrega, la prigionia e le torture subite, fanno di lei la vera protagonista del romanzo che, pagina dopo pagina, rivela il legame tra Angelina e Cordelia, i fili dell’odio e dell’amore, del passato e del presente che si intersecano fino all’unico epilogo possibile.

Leggere un libro a volte vuol dire anche “sentirsi a casa”, camminare lungo vie che conosci benissimo e trovare conforto e conferme in ogni parola che incontri. Si sa che le streghe mi piacciono da sempre e che ho un particolare legame con i loro riti magici. Si sa che amo leggere storie di streghe, ed è per questo, ma non solo, che ho deciso di acquistare “Sagome di carta (le streghe di Triora), di Eufemia Griffo, una delle autrici della Casa Editrice Le Mezzelane di Ancona. Nella sua storia ho ritrovato antichi riti legati a religioni pagane, candele rituali e invocazioni che fanno parte del mio vissuto e delle mie convinzioni; nella sua storia ho ritrovato anni e anni di studi, e decine di libri letti per scrivere parole piene di storia e verità; Eufemia Griffo ha mescolato fantasia e realtà in maniera ammirabile. “Sagome di carta” è un po’ saggio e un po’ romanzo e, per questo motivo, differente da ogni altro libro dove si trovano storie di streghe e di stregoneria. Una narrazione che sa essere equilibrata e convincente perché derivante da una conoscenza approfondita dell’argomento e della storia avvenuta a Triora nel 1587. Nel piccolo borgo, che si trova in provincia di Imperia, in quell’anno si scatenò una feroce caccia alle streghe che, come in altre tante situazioni, prese avvio per trovare un capro espiatorio che giustificasse carestie o altre calamità naturali. Accanto a personaggi realmente esistiti l’autrice ne inserisce altri del tutto inventati ma che si amalgamano nella storia in maniera del tutto verosimile e convincente. Angelina è uno di questi personaggi e si stenta a credere che non sia vera. Angelina potrebbe essere una qualsiasi delle migliaia di donne uccise in quel periodo in nome di una Chiesa ottusa e feroce. Angelina è una delle migliaia di vittime della follia collettiva, di un secolo buio che ha cercato di distruggere la sapienza di donne che, da sempre, sono state considerate “elette” perché conoscevano i segreti della Natura, della vita e della morte. Tra le pagine di “Sagome di carta” respiriamo il dolore patito da quelle donne, assorbiamo i sentimenti, i ricordi, il respiro delle anime che ancora si aggirano nei vicoli di Triora.
 
Un romanzo intenso ed emozionante, teso a ridare voce a chi strega non era se non nel senso più alto del termine. Strega, nella cultura celtica, come scrive Eufemia, deriva da wicca, parola che, tradotta, vuol dire saggia. La strega è una donna saggia, e la sua saggezza oggi viene riabilitata grazie ai romanzi di autrici come Eufemia Griffo.  Un romanzo che va letto con il cuore.
 
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Loriana Lucciarini
"Ritrovarsi"

BIOGRAFIA:

Loriana Lucciarini, romana, vive in provincia di Viterbo. Scrittrice e blogger ha fondato Magla, l'isola del libro e il blog delle 4Writers e collabora con siti internet e testate web. Con Arpeggio Libero ha pubblicato il romance “Il cielo d'Inghilterra”, il romanzo breve per ragazzi “Una fantastica caccia al tesoro”, la favola “Si può volare senza ali” per Emergency (facente parte di una collana curata e ideata dalla sottoscritta) e il suo racconto breve, Il coraggio di raccontare, fa parte del volume “4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” per BeFree (antologia curata e ideata dalla sottoscritta). Con Le Mezzelane editore, ha pubblicato nel 2018 il romance “Una felicità leggera leggera” e, di imminente uscita, il romance “Ritrovarsi”. Ha all'attivo anche volumi di poesie (“Sotto le nuvole”, “Little Thoughts/short stories”, “I legami sottili dell'anima”) ed è presente in numerose antologie di narrativa e di versi poetici. È socia EWWA (European Writing Women Association) dal 2016. Pubblica, inoltre, gratis online alcune opere su mEEtale e Wattpad. 

Sinossi: 
Coleen è una donna dal carattere forte, che ha gettato alle spalle un passato infelice per riprendere in mano la propria vita. Vive con sua figlia Emily a Dublino, ha un lavoro che le piace, un'amica pazza con cui passa le serata e un matrimonio fallito alle spalle. Quando sua figlia vince i biglietti per il concerto dei Social Review, Coleen la accompagna e qui rincontra Connor, il suo primo grande amore. L'incontro provoca in Coleen grande emozione e la riporta indietro nel passato, alla notte delle lacrime di fata, quando lui, surfista australiano in vacanza studio in Irlanda, si era unito al gruppo composto da lei e i cugini Walsh. Quella notte lei e Connor si erano amati e per qualche ora era stato tutto perfetto, poi tutto aveva preso una piega tragica e il presente di Coleen si era trasformato in una gabbia di sofferenza. Connor, tornato in Australia, non l'aveva mai più cercata. Ora, il nuovo incontro, a distanza di quindici anni di distanza, apre nuovi scenari e porta alla luce sentimenti mai spenti…

"La rabbia era sparita dalla sua voce, lasciandosi dietro una scia di amarezza. L'aveva covata per tutti quegli anni e ora se n'era andata. Coleen l'aveva cercata durante la notte insonne, rovistando tra i cassetti dei ricordi, girovagando nella sua anima, eppure non ne aveva trovato traccia, non più. Era subentrata l'amarezza. Un sentimento nuovo, intriso di rimpianto e impotenza, che non era pronta a gestire e che le stava facendo male."

La meravigliosa Dublino, descritta benissimo, fa da sfondo alla storia che vede coinvolti Coleen e Connor, i protagonisti del delizioso romance “Ritrovarsi”, scritto da Loriana Lucciarini per la collana Live&Love della Casa Editrice Le Mezzelane di Ancona. L’autrice conosce bene la città e si vede, perché riesce a farci immaginare ogni ambientazione senza difficoltà, e conosce anche gli antichi miti e leggende irlandesi, inseriti nella trama in maniera del tutto naturale e spontanea. È una storia che apre la speranza su una seconda occasione, un’occasione che Coleen, la protagonista, non aspettava proprio. Lei ha sepolto con cura il suo passato e la breve storia avuta con Connor, quando entrambi erano molto giovani. Ma il passato torna quando meno ce lo aspettiamo e Coleen si troverà a fare i conti con i ricordi che ancora sono vivi nel suo cuore. Connor torna a Dublino e, grazie a una strana coincidenza, i due si incontrano di nuovo e…
Non vi racconterò altro della storia perché la dovete leggere tutta senza che qualcuno vi rovini il gusto di farlo, ma vi dirò che “Ritrovarsi” è un romanzo da non perdere perché Loriana Lucciarini è una scrittrice  talentuosa, elegante e capace di far percepire, attraverso le parole, la miriade di emozioni che sconvolgono la vita di Coleen e Connor: rabbia, rancore, desiderio, paura, dolcezza, aspettativa e tanto altro ancora.
In una Dublino moderna, fra i locali pubblici e le strade della città, nelle tipiche case dublinesi, dietro le belle porte colorate, si svolge una storia semplice e, per questo, indimenticabile nella sua dolcezza e leggerezza. Una lettura piacevole, una scrittura lineare e scorrevole, una storia che potrebbe accadere a ognuno di noi e, per questo, ancora più credibile. Il romanzo si legge in poche ore e ha un formato “gioiello”. 
Non conoscere la storia di Coleen e Connor sarebbe un vero peccato.

Formato ebook € 2,99
Formato cartaceo € 7,99




Acquistabile su tutti gli store online, in libreria e sul sito della casa editrice Le Mezzelane

giovedì 19 luglio 2018

Recensiamo


Loriana Lucciarini
"Ritrovarsi"

BIOGRAFIA:

Loriana Lucciarini, romana, vive in provincia di Viterbo. Scrittrice e blogger ha fondato Magla, l'isola del libro e il blog delle 4Writers e collabora con siti internet e testate web. Con Arpeggio Libero ha pubblicato il romance “Il cielo d'Inghilterra”, il romanzo breve per ragazzi “Una fantastica caccia al tesoro”, la favola “Si può volare senza ali” per Emergency (facente parte di una collana curata e ideata dalla sottoscritta) e il suo racconto breve, Il coraggio di raccontare, fa parte del volume “4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” per BeFree (antologia curata e ideata dalla sottoscritta). Con Le Mezzelane editore, ha pubblicato nel 2018 il romance “Una felicità leggera leggera” e, di imminente uscita, il romance “Ritrovarsi”. Ha all'attivo anche volumi di poesie (“Sotto le nuvole”, “Little Thoughts/short stories”, “I legami sottili dell'anima”) ed è presente in numerose antologie di narrativa e di versi poetici. È socia EWWA (European Writing Women Association) dal 2016. Pubblica, inoltre, gratis online alcune opere su mEEtale e Wattpad. 

Sinossi: 
Coleen è una donna dal carattere forte, che ha gettato alle spalle un passato infelice per riprendere in mano la propria vita. Vive con sua figlia Emily a Dublino, ha un lavoro che le piace, un'amica pazza con cui passa le serata e un matrimonio fallito alle spalle. Quando sua figlia vince i biglietti per il concerto dei Social Review, Coleen la accompagna e qui rincontra Connor, il suo primo grande amore. L'incontro provoca in Coleen grande emozione e la riporta indietro nel passato, alla notte delle lacrime di fata, quando lui, surfista australiano in vacanza studio in Irlanda, si era unito al gruppo composto da lei e i cugini Walsh. Quella notte lei e Connor si erano amati e per qualche ora era stato tutto perfetto, poi tutto aveva preso una piega tragica e il presente di Coleen si era trasformato in una gabbia di sofferenza. Connor, tornato in Australia, non l'aveva mai più cercata. Ora, il nuovo incontro, a distanza di quindici anni di distanza, apre nuovi scenari e porta alla luce sentimenti mai spenti…

"La rabbia era sparita dalla sua voce, lasciandosi dietro una scia di amarezza. L'aveva covata per tutti quegli anni e ora se n'era andata. Coleen l'aveva cercata durante la notte insonne, rovistando tra i cassetti dei ricordi, girovagando nella sua anima, eppure non ne aveva trovato traccia, non più. Era subentrata l'amarezza. Un sentimento nuovo, intriso di rimpianto e impotenza, che non era pronta a gestire e che le stava facendo male."

La meravigliosa Dublino, descritta benissimo, fa da sfondo alla storia che vede coinvolti Coleen e Connor, i protagonisti del delizioso romance “Ritrovarsi”, scritto da Loriana Lucciarini per la collana Live&Love della Casa Editrice Le Mezzelane di Ancona. L’autrice conosce bene la città e si vede, perché riesce a farci immaginare ogni ambientazione senza difficoltà, e conosce anche gli antichi miti e leggende irlandesi, inseriti nella trama in maniera del tutto naturale e spontanea. È una storia che apre la speranza su una seconda occasione, un’occasione che Coleen, la protagonista, non aspettava proprio. Lei ha sepolto con cura il suo passato e la breve storia avuta con Connor, quando entrambi erano molto giovani. Ma il passato torna quando meno ce lo aspettiamo e Coleen si troverà a fare i conti con i ricordi che ancora sono vivi nel suo cuore. Connor torna a Dublino e, grazie a una strana coincidenza, i due si incontrano di nuovo e…
Non vi racconterò altro della storia perché la dovete leggere tutta senza che qualcuno vi rovini il gusto di farlo, ma vi dirò che “Ritrovarsi” è un romanzo da non perdere perché Loriana Lucciarini è una scrittrice  talentuosa, elegante e capace di far percepire, attraverso le parole, la miriade di emozioni che sconvolgono la vita di Coleen e Connor: rabbia, rancore, desiderio, paura, dolcezza, aspettativa e tanto altro ancora.
In una Dublino moderna, fra i locali pubblici e le strade della città, nelle tipiche case dublinesi, dietro le belle porte colorate, si svolge una storia semplice e, per questo, indimenticabile nella sua dolcezza e leggerezza. Una lettura piacevole, una scrittura lineare e scorrevole, una storia che potrebbe accadere a ognuno di noi e, per questo, ancora più credibile. Il romanzo si legge in poche ore e ha un formato “gioiello”. 
Non conoscere la storia di Coleen e Connor sarebbe un vero peccato.

Formato ebook € 2,99
Formato cartaceo € 7,99

Acquistabile su tutti gli store online, in libreria e sul sito della casa editrice Le Mezzelane


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Elena Ungini
Mia  Fata dei Boschi


Collana Black Moon Street
Autore Elena Ungini
Editor Chiara De Giorgi
Versione cartacea € 15,90 
Pagine 341
Ebook € 5,49
Link di acquisto Le Mezzelane - negozio

Le fiabe sono davvero capaci di compiere magie: fanno diventare il mondo più bello e allietano le giornate pesanti. 
Elena Ungini, scrittrice ed editor della Casa Editrice “Le Mezzelane” di Ancona, con “Mia fata dei boschi” fa un meraviglioso regalo ai suoi lettori: la spensieratezza.  
Nel mondo fatato di Mia di accede attraverso una porta nascosta in cima a un grande albero nel folto del bosco. C’è tutto quello che una giovane fatina possa desiderare, però Mia è affascinata dal mondo di fuori e non perde occasione per uscire di nascosto dalla scuola. Incontrerà gnomi dispettosi, risveglierà la malvagia strega Soraia e incontrerà Nathan, un ragazzo umano che le farà scoprire la magia della musica e la poesia dell’amore. Il destino del bosco di Mia, tuttavia, è in pericolo, e la giovane fatina dovrà usare tutto il suo coraggio perché il suo popolo sia salvo e i suoi sogni possano diventare realtà. 
Mia nasce senza le scarpette e questo farà di lei una fata davvero speciale. Nel suo mondo c’è tutto quello che qualsiasi persona (o fata) potrebbe desiderare, ma a Mia quel mondo non basta: lei è attratta da quello degli umani, che ha avuto modo di conoscere quando ha dovuto cercare da sola la strada per trovare le altre fate, nate prima di lei. Mia non perde occasione per uscire di nascosto dalla scuola, coperta dalla sua amica Aida, per raggiungere la casa di Alice, la sua piccola amica umana, e Nathan, il giovane di cui si innamora, ricambiata. Non sto qui a raccontarvi tutta la storia che Elena Ungini ha scritto per la Casa Editrice Le Mezzelane di Ancona perché voglio lasciare a voi il piacere di farlo, ma voglio solo indurvi in tentazione dicendovi che la storia che Elena racconta è davvero capace di fare una magia: rende tutto più bello e magico, ci allevia le pene della giornata e ci fa sognare a occhi aperti. La storia, apparentemente semplice e scritta per piccoli lettori, in realtà nasconde una struttura solida e ben costruita. Si sente in ogni parola che la scrittrice padroneggia la storia e che sa benissimo come la deve raccontare. In ogni pagina, inoltre, si sente e si legge l’amore che l’autrice nutre per la musica. Tantissimi i brani citati e gli autori, al punto che molti spezzoni di strofa sono riportati  quasi ogni volta che sulla scena compare Nathan, il bel musicista che fa battere il cuore a Mia. Tanti i messaggi che Elena invia ai suoi lettori, primo fra tutti quello dell’integrazione fra razze diverse. L’integrazione e l’unione aiuteranno i nostri protagonisti a combattere e vincere il male. E, come in ogni fiaba che si rispetti, anche qui la storia si chiude con il lieto fine, altrimenti che fiaba sarebbe?

Recensiamo - Mia Fata dei Boschi - di Elena Ungini - Le Mezzelane Casa Editrice


Elena Ungini
Mia  Fata dei Boschi

Collana Black Moon Street
Autore Elena Ungini
Editor Chiara De Giorgi
Versione cartacea € 15,90 
Pagine 341
Ebook € 5,49
Link di acquisto Le Mezzelane - negozio

Le fiabe sono davvero capaci di compiere magie: fanno diventare il mondo più bello e allietano le giornate pesanti. 
Elena Ungini, scrittrice ed editor della Casa Editrice “Le Mezzelane” di Ancona, con “Mia fata dei boschi” fa un meraviglioso regalo ai suoi lettori: la spensieratezza.  
Nel mondo fatato di Mia di accede attraverso una porta nascosta in cima a un grande albero nel folto del bosco. C’è tutto quello che una giovane fatina possa desiderare, però Mia è affascinata dal mondo di fuori e non perde occasione per uscire di nascosto dalla scuola. Incontrerà gnomi dispettosi, risveglierà la malvagia strega Soraia e incontrerà Nathan, un ragazzo umano che le farà scoprire la magia della musica e la poesia dell’amore. Il destino del bosco di Mia, tuttavia, è in pericolo, e la giovane fatina dovrà usare tutto il suo coraggio perché il suo popolo sia salvo e i suoi sogni possano diventare realtà. 
Mia nasce senza le scarpette e questo farà di lei una fata davvero speciale. Nel suo mondo c’è tutto quello che qualsiasi persona (o fata) potrebbe desiderare, ma a Mia quel mondo non basta: lei è attratta da quello degli umani, che ha avuto modo di conoscere quando ha dovuto cercare da sola la strada per trovare le altre fate, nate prima di lei. Mia non perde occasione per uscire di nascosto dalla scuola, coperta dalla sua amica Aida, per raggiungere la casa di Alice, la sua piccola amica umana, e Nathan, il giovane di cui si innamora, ricambiata. Non sto qui a raccontarvi tutta la storia che Elena Ungini ha scritto per la Casa Editrice Le Mezzelane di Ancona perché voglio lasciare a voi il piacere di farlo, ma voglio solo indurvi in tentazione dicendovi che la storia che Elena racconta è davvero capace di fare una magia: rende tutto più bello e magico, ci allevia le pene della giornata e ci fa sognare a occhi aperti. La storia, apparentemente semplice e scritta per piccoli lettori, in realtà nasconde una struttura solida e ben costruita. Si sente in ogni parola che la scrittrice padroneggia la storia e che sa benissimo come la deve raccontare. In ogni pagina, inoltre, si sente e si legge l’amore che l’autrice nutre per la musica. Tantissimi i brani citati e gli autori, al punto che molti spezzoni di strofa sono riportati  quasi ogni volta che sulla scena compare Nathan, il bel musicista che fa battere il cuore a Mia. Tanti i messaggi che Elena invia ai suoi lettori, primo fra tutti quello dell’integrazione fra razze diverse. L’integrazione e l’unione aiuteranno i nostri protagonisti a combattere e vincere il male. E, come in ogni fiaba che si rispetti, anche qui la storia si chiude con il lieto fine, altrimenti che fiaba sarebbe?

martedì 10 luglio 2018

Le recensioni di Maria Sabina Coluccia "Angels, lacrime di sale"


Barbara S.Sanlei
Angels , Lacrime di sale
Lupi Editore € 10,00

Di Maria Sabina Coluccia
«E alla fine di tutto sono sola. Io sono morta. Condannata a vivere per sempre, ma morta». E ancora: «Sono un Angelo. Il mio compito è di vegliare e proteggere. Se sarò fortunata potrò avere sprazzi di gioia, ma nulla di più. Figlia della luce, ma condannata alle tenebre». Ecco un brevissimo estratto dalla prima pagina di Angels – lacrime di sale, di Barbara S. Sanley, per i tipi di Lupi Editore. La prima pagina, ossia l’epilogo. È così che comincia questo fantasy, avvincente opera prima di una autrice che ha le sue radici nella misteriosa Scozia, dove è tornata a vivere, e dove ha trovato l’ispirazione per il romanzo di cui parliamo oggi. Divide il suo tempo tra l’ospedale di Inverness, per cui lavora, la sua famiglia e la sua passione, la scrittura. Le magiche Higlands l’hanno stregata, nel senso migliore del termine, ed ecco nascere Angels-lacrime di sale. Un fantasy, dicevamo, ma attenzione: non si aspetti il lettore di veder svolazzare tra le pagine del libro della Sanley angioletti aureolati e provvisti di soffici piumette bianche. No. Qui siamo di fronte a un archetipo, materializzato da uomini e donne in carne e ossa, che hanno scelto di lavorare nell’ombra, a favore di una Causa. Quale? La giustizia. Laddove le leggi ordinarie non riescono a portare giustizia e pace arrivano gli Angels. Shanya, la protagonista della storia, si troverà suo malgrado a diventare un Angelo. È il suo destino e si compirà, tra mille colpi di scena, e situazioni molto umane e poco divine. Shanya conoscerà la sofferenza, l’abbandono, l’amore, l’amicizia. Farà insomma tutte le esperienze tipiche di una giovane donna europea nella capitale del Regno Unito. Ma ha il destino segnato, e alla fine di tutto farà un gran salto nel buio. E così torniamo all’epilogo, la prima pagina, che spinge a leggere e a sfogliare questo libro come se fosse un’urgenza. In effetti un’urgenza esiste: quella di scoprire gli stessi segreti in cui si trova coinvolta la protagonista. Non è una storia banale quella raccontata da Barbara Sanley, né troppo semplice. È certo l’eterna lotta tra il bene e il male, ma raccontata in un modo avvincente, profondo, con grande attenzione a non cedere troppo al fantastico, calibrando con sapienza le vicende umane e terrene con gli aspetti più propriamente sovrasensibili, intersecati alla trama. La lettura è scorrevole, fluida. I personaggi sono ben caratterizzati e portano alla luce tutte le umane debolezze, ma pure le qualità migliori a cui possiamo attingere: un paio tra tutte, il coraggio e il senso di giustizia. È un romanzo ricco di colpi di scena, dove niente può essere dato per scontato né prevedibile. L’amore si manifesta nei suoi tratti più intensi e a volte drammatici, il sacrificio di sé, la scelta di operare per la Causa del bene, pur non conoscendone tutti i segreti, dimostrando sempre piena fiducia nell’organizzazione denominata Angeli, sottende a tutta la narrazione. E alla fine tutto si scioglie, tutto si chiarifica, in una nuova alba. C’è ancora però spazio per l’imprevisto, fino all’ultima riga. C’è ancora spazio per una domanda “e poi?”. Non resta che tuffarsi in questa emozionante avventura, e andare a conoscere da vicino Shanya e i suoi Angeli.

Recensiamo "Una canzone per te" di Emily Pigozzi


Emily Pigozzi
"Una canzone per te"


  • Ebook - € 3,99
  • Editore: HarperCollins Italia (29 giugno 2018)

Le note morbide della chitarra riempiono la sera tutto intorno a noi. I colori del tramonto, il profumo dell'erba fresca, la brezza leggera... è tutto così dolce, pieno di vita e di promesse di felicità. Sto ferma e lo assaporo, pensando che non c'è altro posto dove vorrei essere...

Sono passati sei anni e la vita di Iris è stata completamente stravolta. Prima la morte del padre e poi quella del nonno l'hanno resa adulta di colpo, costringendola a mettere da parte i sogni e a lavorare sodo per non perdere la tenuta di famiglia in Toscana. Le manca tutto della sua spensierata adolescenza, le manca soprattutto Enea, che se n'è andato per inseguire la sua carriera di musicista senza guardarsi indietro, lasciandole solo ricordi e una canzone. 
Poi all'improvviso rieccolo Enea, il ragazzo della sua adolescenza, ma anche l'uomo affascinante e di successo che è diventato. E ha una nuova canzone per lei.

Il nuovo romanzo di Emily Pigozzi, pubblicato meno di due settimane fa, mi ha convinta ancora una volta e mi ha confermato l’idea che mi ero fatta in merito allo stile e alla bravura di questa giovane e brava scrittrice  che, passo dopo passo, si sta facendo strada nel panorama letterario italiano. I due protagonisti di “Una canzone per te” sono Iris ed Enea, due giovani che erano stati innamorati e che si incontrano ancora una volta dopo sei anni. Il tempo delle nuove possibilità è giunto anche per loro e per il loro amore che non è mai finito del tutto. In fondo un grande amore non potrà mai finire, non credete anche voi?
Enea torna al paese in cui vive Iris dopo sei anni di assenza. È diventato un famosissimo cantautore e il successo lo ha allontanato dai suoi affetti più veri e da Iris, la ragazza della quale era innamorato da sempre. Enea è in crisi e non riesce più a scrivere canzoni convincenti, e, per questo motivo, decide di rifugiarsi in quello che è stato il paese della sua infanzia, alla ricerca di ispirazione. Ma Enea torna anche per Iris, perché, dopo sei anni, ha capito di non averla mai dimenticata e vuole vederla di nuovo per tentare di riallacciare un rapporto che, in realtà, non  è mai finito. 
Iris gli darà una seconda possibilità?
La storia è raccontata da Iris in prima persona, ma la narrazione non è piatta perché Emily dà anche a Enea la possibilità di raccontare la storia secondo il suo punto di vista, usando l’escamotage delle lettere che lui scrive alla ragazza per farle capire i suoi sentimenti. 
Lo stile di Emily è inconfondibile perché semplice, accurato, fluido, scorrevole e terribilmente adatto alle sue storie. Come sempre non manca un tocco di malinconia che rende tutto molto più romantico e struggente, e non manca nemmeno il messaggio di fondo che l’autrice nasconde abilmente all’interno della storia: una donna ha sempre la forza per rialzarsi più forte di prima e di fare della sua vita un capolavoro. 
La storia è ambientata principalmente in Val d’Orcia e le immagini visive che ci regala Emily sono talmente vivide e reali che pare di essere immersi in quella terra, fra le vigne e le colline che odorano di uva e di fiori. 
I personaggi secondari sono a loro volta protagonisti assoluti di una storia che, senza uno solo di loro, non sarebbe così completa e perfetta. 
Altre protagoniste principali sono le canzoni citate fra le pagine. Canzoni d’amore che accompagnano i sentimenti e gli stati d’animo dei protagonisti e che sono state scelte con cura e attenzione estrema. 
Emily è in grado di far dimenticare le preoccupazioni e i pensieri per almeno un paio di ore e di far trascorrere il tempo con spensieratezza, facendoci innamorare delle sue storie.

mercoledì 23 maggio 2018

Recensiamo

Due uomini e una culla
Andrea Simone

Due uomini e una culla
Prefazione di Lella Costa
€ 15,00 - Golem edizioni

Spesso si diventa genitori semplicemente perché da due persone sposate ci si aspetta questo; si mettono al mondo dei figli e si diventa genitori; ci si arroga un diritto riconosciuto nella società e ci si fra chiamare mamma e papà. Spesso si diventa genitori senza averne voglia; qualche volta è un incidente di percorso o qualcosa che doveva accadere, prima o poi. Un bambino può diventare anche il collante in una coppia che scoppia, un alibi o una speranza. Spesso genitore non lo si diventa biologicamente ma lo si può essere per tanti bambini. A volte lo si diventa dopo un lungo e doloroso percorso di inseminazione o di adozione.  Si diventa genitori. Non ho scritto si diventa mamma e papà, perché questo è un dettaglio che, almeno per me, ma spero anche per voi, non fa differenza alcuna. Un figlio ha bisogno di avere accanto a sé due persone che lo amano (ma anche una basterebbe, in realtà), e che lo ameranno per tutta la vita, al di là del sesso delle persone che compongono la coppia genitoriale. 
Quella di cui oggi parliamo è la storia di Anna, che nasce il 2 agosto 2014, in un sabato sera  di un’estate californiana neanche troppo calda.  Quella di cui parliamo è anche la storia di Andrea e Gianni, i papà di Anna che, nel 2012, iniziano a sentire il desiderio di un figlio. Quella di cui parliamo è anche la storia di un lungo e difficile percorso compiuto affinché Anna potesse entrare a far parte di una meravigliosa famiglia che l’attendeva con amore da due anni. Quella che vi raccontiamo è la storia delle Famiglie Arcobaleno, una associazione indipendente nata nel marzo 2005 e composta da coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. 


Anna è nata in un Paese dove la gestazione per altri non è vietata. Come dice  Lella Costa, nella sua prefazione,  anche io spero che l’orribile e dolorosa espressione “utero in affitto” sia stata bandita per sempre. Chi racconta il percorso compiuto per vedere nascere Anna è Andrea Simone, uno dei due papà. Andrea Simone, giornalista e blogger, nasce nel 1974 a Milano dove vive e lavora. Nella seconda metà degli anni Novanta, poco più che ventenne, inizia a lavorare come speaker radiofonico dei notiziari in alcune emittenti private milanesi.
In quegli anni non solo radio, ma anche doppiaggio televisivo e giornalismo (nel 2005 supera l’esame di Stato da giornalista professionista). Attivo principalmente sul web, ha collaborato con alcuni portali video di informazione multimediale, tra cui Corriere.it e Repubblica.it.
Ha lavorato per due anni in Francia in un canale televisivo internazionale all-news e scrive su Teatro.Online, un blog di interviste dedicato agli spettacoli teatrali in scena a Milano.
“Due uomini e una culla” è il suo primo romanzo. Io lo definirei senza alcuna esitazione un romanzo d’amore. In ogni riga traspare l’amore che  Andrea nutre nei confronti di Gianni, suo marito, di Anna, la loro meravigliosa bambina, dei labrador che fanno parte della loro famiglia, degli amici, dei parenti, delle persone che lo circondano. Andrea è una bellissima persona; bella e positiva, e questa positività il lettore la percepisce tutta, arrivando a commuoversi anche davanti alla sua mania di perfezione e al suo raccontare la nascita di Anna in maniera  meticolosa, puntuale, a tratti quasi maniacale (nel senso positivo, ovvio). Un romanzo che ha il sapore di un diario intimo ma anche di denuncia nei confronti di una società che ancora non è in grado di aprirsi al mondo, alla diversità, all’unicità di ogni essere umano. Uno stile semplice e lineare che arriva dritto allo scopo, se si è in grado di lasciare da parte stupidi pregiudizi. Andrea e Gianni sono due professionisti affermati, una coppia che si ama e che è in grado di dare alla loro figlia una vita serena, piena di amore e di attenzione. Il motto delle Famiglie Arcobaleno è “Alla fine è l’amore che crea una famiglia” e, se davvero, iniziassimo a crederci un po’ di più tutti quanti, il mondo sarebbe migliore. 
Anna è una bambina fortunata perché ha due papà che l’adorano, capaci di farle vivere una vita serena che tanti altri bambini che vivono nelle “famiglie normali” (ma cos’è la normalità? Chi ha il diritto di etichettare qualcosa come normale?) non riusciranno mai ad avere, ed è anche fortunata perché uno dei suoi papà le ha lasciato una delle più belle dichiarazioni d’amore che io abbia mai letto. Sì, perché “Due uomini e una culla” è una dichiarazione d’amore rara e delicata e Anna ha due papà ì belli, intelligenti, preparati e pieni d’amore che annullano, con la bellezza della loro anima, tutte le polemiche che qualcuno, leggendo la loro storia, così come quella di tante altre Famiglie Arcobaleno,  sicuramente avrà sollevato. 
Anna, oltre che fortunata, è davvero bellissima e ha due occhi che sprizzano felicità e mettono allegria. 




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