lunedì 30 novembre 2015


Giovanna Barbieri


Dopo il successo ottenuto con La stratega. Anno Domini 1164, Giovanna Barbieri pubblica il secondo romanzo: “Cangrande, paladino dei Ghibellini” , acquistabile sul sito della Arpeggio Libero Editore attraverso questo link:
L’autrice torna nei territori veronesi agli inizi del Trecento e di seguito vi offriamo la possibilità di leggere un estratto del  prologo:
Anno Domini 1302
L’esilio dalla sua città natale aveva molto provato messer Dante Alighieri. Non si era aspettato di essere condannato a morte sul rogo. Inoltre gli era stato decretato il confino per baratteria, cioè l’accusa di aver tratto benefici personali dalle sue cariche pubbliche. Era stata la fine della sua carriera politica e l’inizio, come per molti altri Bianchi di prestigio, della paura di subire violenze di ogni tipo. Per di più il suo amor proprio era umiliato dalla necessità di dover dipendere dagli umori dei protettori che gli concedevano asilo.
Nei primi mesi del 1302 si era rifugiato a Gargonza e a San Godenzo del Mugello, fra Toscana e Romagna. Quella mattina stava partecipando all’incontro di Gargonza insieme ad altri fuoriusciti Bianchi, desiderosi di organizzare una prova di forza contro i guelfi Neri di Firenze.
«Messer Dante, vi abbiamo scelto come cancelliere nel Consiglio dei dodici. Avete esperienza politica e una capacità di vergare epistole in latino senza eguali» disse Lapo degli Uberti. «Accettate?»
«Messer Dante, vi abbiamo scelto come cancelliere nel Consiglio dei dodici. Avete esperienza politica e una capacità di vergare epistole in latino senza eguali» disse Lapo degli Uberti. «Accettate?»
Dante lo squadrò irritato nonostante il complimento. Si era scontrato con il nobile dieci anni prima, durante la battaglia nella piana di Campaldino.
Represse il suo stato d’animo e disse: «Accetto» Anche perché lo avrebbero pagato e gli servivano fiorini per vivere.

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Tra il 1312 e il 1314 la guerra contro la guelfa Padova diventa più cruenta. In città entra il poeta Dante Alighieri a cui il signore di Verona concede riparo. Il rimatore decide di terminare “il Paradiso” nella Biblioteca Capitolare e di cercare i figli Pietro e Iacopo. Le vicende di Dante e di Cangrande s' intrecciano con il casato Aligari di Fumane, dove sono reclutati i cavalieri, senza terra e ricchezza, Paolo e Julien de Grenier, d'origine franca. Il cavalier Julien conduce una faida contro una famiglia di orfani d'origine ebraica. Paolo e Caterina, la maggiore dei ragazzi perseguitati, s'incontrano per caso nel bosco Belo e s'innamorano a prima vista. La loro relazione però è osteggiata dal padre di lui. Giovanna Barbieri stupisce, ancora una volta, per il modo in cui riesce a descrive un’epoca che, evidentemente, deve amare molto e deve conoscere alla perfezione, perché attraverso le sue parole riesce  a raccontare i fatti in maniera attinente alla realtà, con dovizia di particolari e con uno sguardo sempre attento, mirato a ricostruire l’atmosfera cruda e crudele di quel periodo. Grazie all’autrice scopriamo il lato intimo e privato di Cangrande e anche quello del poeta Dante Alighieri, che si inserisce, all’interno della storia narrata, quasi “timidamente”. In questo secondo romanzo Giovanna Barbieri  riesce a intrecciare la fantasia con la realtà in maniera fluida e convincente, senza dare, al lettore, la sensazione di leggere qualcosa di “sbagliato” o “irreale” , rappresentando un medioevo convincente e  veritiero, anche nelle sue accezioni negative. Lo stile non ha sbavature inutili; la prosa è scorrevole e di facile lettura, e il lettore appassionato del romanzo storico non potrà non apprezzare “Cangrande, paladino dei ghibellini.”

giovedì 26 novembre 2015

VI CONSIGLIAMO


GIOVANNA BARBIERI
CANGRANDE PALADINO DEI GHIBELLINI




http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/romanzo-storico/cangrande-paladino-dei-ghibellini.html € 14,60

Tra il 1312 e il 1314 la guerra contro la guelfa Padova diventa più cruenta. In città entra il poeta Dante Alighieri a cui il signore di Verona concede riparo. Il rimatore decide di terminare “il Paradiso” nella Biblioteca Capitolare e di cercare i figli Pietro e Iacopo. Le vicende di Dante e di Cangrande s' intrecciano con il casato Aligari di Fumane, dove sono reclutati i cavalieri, senza terra e ricchezza, Paolo e Julien de Grenier, d'origine franca. Il cavalier Julien conduce una faida contro una famiglia di orfani d'origine ebraica. Paolo e Caterina, la maggiore dei ragazzi perseguitati, s'incontrano per caso nel bosco Belo e s'innamorano a prima vista. La loro relazione però è osteggiata dal padre di lui.

Giovanna Barbieri
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Giovanna Barbieri nasce a Verona il 15/01/1974 e risiede ad Arbizzano di Valpolicella, comune di Negrar, Verona. Dal 2001 lavora come contabile e impiegata amministrativa.
Appassionata da anni di Medioevo, alto e basso, nel 2013 apre un blog a tema medievale, dove posta numerosi articoli riguardanti la vita del periodo; racconti; recensioni di libri e film e altro ancora.  http://ilmondodigiovanna.wordpress.com/
Nel 2014 pubblica come indipendente il suo primo romanzo surreale-storico “La stratega, anno domini 1164.”
Nel 2015 pubblica sempre come indipendente una racconta di racconti gratuiti a tema medievale “Amor e Patimento”
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lunedì 16 novembre 2015

RECENSIAMO


LINDA BERTASI


Sinossi
ROMANZO BREVE (99 pagine) - ROMANCE - Nell'Inghilterra di Enrico VIII una storia di seduzione e inganno, di passione e omertà, dove niente è come sembra. Una serva divisa tra un duca e un ricco avvocato, tormentata da incubi inspiegabili e da un desiderio proibito.

Essex 1522. Jane Rivers ha solo sedici anni quando incontra Charles Brandon, il duca di Suffolk. Una tempesta fortuita li costringerà a ripararsi in un capanno tra i boschi e la passione li travolgerà. Ma Jane è una serva e Charles un duca, non c'è spazio per l'amore. I genitori della ragazza, per nascondere l'onta, la costringeranno a un matrimonio riparatore con il promettente avvocato e amico di famiglia Richard Howard. Per Jane una nuova vita si profila all'orizzonte e una tenuta opulenta in cui trascorrerla. Ma cosa nasconde questa villa e perché un gentiluomo dovrebbe scegliere di dare scandalo e sposare una contadina? Cosa si cela dietro gli incubi che da anni tormentano Jane e che riaffioreranno non appena varcata la soglia di Manor House? Nell'Inghilterra di Enrico VIII tra seduzioni e inganni, una storia di passione e omertà che affonda le sue radici nel silenzio.
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Se avevo apprezzato la penna di Linda Bertasi, leggendo “Il profumo del Sud”, divorando “Il silenzio del peccato”, ho decisamente ammirato la capacità che ha questa scrittrice di mescolare la storia e la fantasia, riuscendo a rappresentare atmosfere vive e reali, anche se il periodo storico nel quale  ha ambientato il suo racconto breve non è, certo, uno dei più semplici.
Che l’autrice sia un’appassionata dell’epoca Tudor si capisce dalla facilità con la quale riporta quasi un ventennio di storia in meno di cento pagine, facendo sì che il romanzo diventi anche un affresco storico ineccepibile e accattivante e non solo il racconto di una storia d’amore e passione.
Janine, la giovane protagonista, si trova a dover interagire con dei personaggi che, per la loro importanza e il loro spessore, potrebbero farla diventare una semplice comparsa. Enrico VIII, Anna Bolena, Caterina d’Aragona e lo stesso Charles Brandon, intimo amico del re, avrebbero potuto mettere in ombra la sua figura ma Linda Bertasi, scrivendo la storia della giovane contadina che, in un giorno di pioggia incontra l’uomo che le cambierà la vita per sempre, non è caduta in questo errore e ha fatto sì che anche lei diventasse parte integrante degli avvenimenti del tempo .
L’autrice racconta la vicenda di Janine e lei, a sua volta, ci racconta la storia di un re e delle sue regine, degli intrighi di corte e dei giochi politici del tempo.  Riga dopo riga, impareremo anche  ad apprezzare Richard Howard; uomo che sembra silente e poco importante, ma che, come tutte le persone silenziose e profonde, ci riserverà una sorpresa finale, che lo renderà il “vero” protagonista maschile della storia.  
Linda Bertasi mescola gli ingredienti con equilibrio e delicatezza, senza mai eccedere, soprattutto quando descrive gli incontri appassionati fra i protagonisti, e lo fa sempre con un linguaggio appropriato e con dialoghi che convincono e coinvolgono il lettore.
Naturalmente l’autrice non ci risparmia il colpo di scena finale, che ci fa presagire di tanto in tanto e che, nelle ultime pagine del romanzo darà una svolta importante alla vita di Janine, ma soprattutto la darà ai suoi sentimenti.
Una lettura piacevole, interessante e piena di sfumature, capace di catturare l’attenzione del lettore fino a quando non  giunge alla parola “fine”.
Un’autrice che promette bene e che potrebbe, anzi dovrebbe, scrivere qualcosa di molto più articolato sui Tudor e sulle vicende di quel periodo storico che, personalmente, adoro. Brava Linda!

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