mercoledì 23 maggio 2018

Recensiamo

Due uomini e una culla
Andrea Simone

Due uomini e una culla
Prefazione di Lella Costa
€ 15,00 - Golem edizioni

Spesso si diventa genitori semplicemente perché da due persone sposate ci si aspetta questo; si mettono al mondo dei figli e si diventa genitori; ci si arroga un diritto riconosciuto nella società e ci si fra chiamare mamma e papà. Spesso si diventa genitori senza averne voglia; qualche volta è un incidente di percorso o qualcosa che doveva accadere, prima o poi. Un bambino può diventare anche il collante in una coppia che scoppia, un alibi o una speranza. Spesso genitore non lo si diventa biologicamente ma lo si può essere per tanti bambini. A volte lo si diventa dopo un lungo e doloroso percorso di inseminazione o di adozione.  Si diventa genitori. Non ho scritto si diventa mamma e papà, perché questo è un dettaglio che, almeno per me, ma spero anche per voi, non fa differenza alcuna. Un figlio ha bisogno di avere accanto a sé due persone che lo amano (ma anche una basterebbe, in realtà), e che lo ameranno per tutta la vita, al di là del sesso delle persone che compongono la coppia genitoriale. 
Quella di cui oggi parliamo è la storia di Anna, che nasce il 2 agosto 2014, in un sabato sera  di un’estate californiana neanche troppo calda.  Quella di cui parliamo è anche la storia di Andrea e Gianni, i papà di Anna che, nel 2012, iniziano a sentire il desiderio di un figlio. Quella di cui parliamo è anche la storia di un lungo e difficile percorso compiuto affinché Anna potesse entrare a far parte di una meravigliosa famiglia che l’attendeva con amore da due anni. Quella che vi raccontiamo è la storia delle Famiglie Arcobaleno, una associazione indipendente nata nel marzo 2005 e composta da coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. 


Anna è nata in un Paese dove la gestazione per altri non è vietata. Come dice  Lella Costa, nella sua prefazione,  anche io spero che l’orribile e dolorosa espressione “utero in affitto” sia stata bandita per sempre. Chi racconta il percorso compiuto per vedere nascere Anna è Andrea Simone, uno dei due papà. Andrea Simone, giornalista e blogger, nasce nel 1974 a Milano dove vive e lavora. Nella seconda metà degli anni Novanta, poco più che ventenne, inizia a lavorare come speaker radiofonico dei notiziari in alcune emittenti private milanesi.
In quegli anni non solo radio, ma anche doppiaggio televisivo e giornalismo (nel 2005 supera l’esame di Stato da giornalista professionista). Attivo principalmente sul web, ha collaborato con alcuni portali video di informazione multimediale, tra cui Corriere.it e Repubblica.it.
Ha lavorato per due anni in Francia in un canale televisivo internazionale all-news e scrive su Teatro.Online, un blog di interviste dedicato agli spettacoli teatrali in scena a Milano.
“Due uomini e una culla” è il suo primo romanzo. Io lo definirei senza alcuna esitazione un romanzo d’amore. In ogni riga traspare l’amore che  Andrea nutre nei confronti di Gianni, suo marito, di Anna, la loro meravigliosa bambina, dei labrador che fanno parte della loro famiglia, degli amici, dei parenti, delle persone che lo circondano. Andrea è una bellissima persona; bella e positiva, e questa positività il lettore la percepisce tutta, arrivando a commuoversi anche davanti alla sua mania di perfezione e al suo raccontare la nascita di Anna in maniera  meticolosa, puntuale, a tratti quasi maniacale (nel senso positivo, ovvio). Un romanzo che ha il sapore di un diario intimo ma anche di denuncia nei confronti di una società che ancora non è in grado di aprirsi al mondo, alla diversità, all’unicità di ogni essere umano. Uno stile semplice e lineare che arriva dritto allo scopo, se si è in grado di lasciare da parte stupidi pregiudizi. Andrea e Gianni sono due professionisti affermati, una coppia che si ama e che è in grado di dare alla loro figlia una vita serena, piena di amore e di attenzione. Il motto delle Famiglie Arcobaleno è “Alla fine è l’amore che crea una famiglia” e, se davvero, iniziassimo a crederci un po’ di più tutti quanti, il mondo sarebbe migliore. 
Anna è una bambina fortunata perché ha due papà che l’adorano, capaci di farle vivere una vita serena che tanti altri bambini che vivono nelle “famiglie normali” (ma cos’è la normalità? Chi ha il diritto di etichettare qualcosa come normale?) non riusciranno mai ad avere, ed è anche fortunata perché uno dei suoi papà le ha lasciato una delle più belle dichiarazioni d’amore che io abbia mai letto. Sì, perché “Due uomini e una culla” è una dichiarazione d’amore rara e delicata e Anna ha due papà ì belli, intelligenti, preparati e pieni d’amore che annullano, con la bellezza della loro anima, tutte le polemiche che qualcuno, leggendo la loro storia, così come quella di tante altre Famiglie Arcobaleno,  sicuramente avrà sollevato. 
Anna, oltre che fortunata, è davvero bellissima e ha due occhi che sprizzano felicità e mettono allegria. 




domenica 20 maggio 2018

Comunicazione di servizio

Io e la mia socia Maria Sabina Coluccia siamo piene di impegni e non riusciamo a soddisfare tutte le richieste di recensioni che ci arrivano via mail. Pertanto, fino a nuova data, recensiremo solo i libri che sceglieremo di leggere nel tempo libero e secondo le nostre preferenze. Grazie a tutti e a presto. 

Recensione di Maria Sabina Coluccia

René Dubois, la vita 
ai tempi di Dario Mancuso
 di Giulia Campinoti


Edizioni Il Foglio
€ 15,00

Dario, giovane liceale, vive immerso nello studio e fugge dai rapporti umani. L'unico a cui è permesso "entrare" è Mirko, suo migliore amico. Però, forse, farà un'altra eccezione per il chiodo fisso dai ricci ramati che, ultimamente, affolla i suoi pensieri. L'amicizia, quella vera, rara e preziosa, accompagnerà Dario e Mirko fra i banchi di scuola, e non solo. Ambientato in Sicilia in un futuro prossimo fra le incantevoli bellezze storico-culturali e artistiche di Catania, Messina e Siracusa, il romanzo si tinge di avventura quando Dario, diventato uomo, riceve una misteriosa lettera e... Dario si fermerà a riflettere sulla famiglia, corredo misto di cromosomi e DNA, lineamenti somatici e tratti caratteriali che sottilmente o più evidentemente lega l'uno all'altro, o che si trasmette generazione dopo generazione. La famiglia: è solo quello? Oppure, è qualcosa che va oltre questa definizione?

Recensione a cura di Maria Sabina Coluccia
Che cos’è l’amore? È quel sentimento che nasce, vive e non muore mai, anche se una pallottola può perforare un’anima innocente. Diana è morta. Ma Dario non si arrende alla morte dell’amata, come non si arrende all’evidenza dei fatti, l’uccisione dei suoi genitori. René Dubois, la vita ai tempi di Dario Mancuso, di Giulia Campinoti, edizioni Il Foglio è un romanzo che a prima vista si potrebbe definire di formazione. Ma a leggere dentro e tra le righe troviamo molto di più. 
Troviamo l’amore interrotto, sacrificato, annientato dal Male assoluto, la mafia. Troviamo la disperazione del protagonista, che si trasforma nel desiderio salvifico di chiudere i conti col passato e proiettarsi con il fratellino Ignazio in un futuro, che sia una rinascita e un’occasione di vita. La vita. La vita a ogni costo, anche a quello di agire sul filo traballante che definisce da una parte ciò che è giusto e dall’altra ciò che non lo è. L’amicizia, l’amore, il sacrificio, l’astuzia, il rischio, la speranza, il coraggio. Lo sforzo eroico di un ragazzo normale, Mirko, che è costretto dal sentimento di affetto profondo che lo lega al protagonista Dario, a trasformarsi in un supereroe. Mirko e Dario sono i due combattenti principali. La loro guerra è contro la mafia in primis, e contro un destino che sembra segnato. La loro guerra è fatta di astuzia e stratagemmi geniali, raccontati con una prosa fluida, accattivante, che suscita a volte ilarità, a volte tenerezza e spesso genera quella tensione, necessaria a tenere il lettore incollato al romanzo. L’autrice è abile nella descrizione degli ambienti e dei personaggi e mescola sapientemente più generi letterari. In René Dubois c’è infatti un po’ del poliziesco, un po’ del thriller ed elementi magici tipici della fiaba. Interessante si rivela in questo romanzo l’uso del doppio e della maschera, mutuati dalla commedia dell’arte ma qui rivisti in chiave narrativa, che reggono l’impianto del romanzo e stemperano alcuni passaggi molto densi di pathos. Sicuramente una buona lettura, che non manca di far riflettere sulla tragicità della vita e sulle ingegnose soluzioni, che possono risolvere anche i casi cosiddetti “impossibili”. Sicuramente una buona lettura che spinge a riflettere sulla profondità dei sentimenti più puri, in grado di smuovere le montagne e ribaltare il futuro

domenica 13 maggio 2018

Doppia segnalazione

Doppia segnalazione per la Casa  Editrice Lupieditore

Andrea del Castello 
Come si scrive un Thriller di successo


€ 10,00
149 Pagine 
Prefazione di Romano De Marco


Questo manuale ha uno scopo preciso: aiutare chi aspira a migliorare la propria scrittura. In particolare fornisce strumenti a chi si occupa di gialli. Ma anche gli scrittori che non raccontano storie criminali vi troveranno consigli utili alla loro attività creativa. Non è questo un corso di scrittura base. Anzi, non è proprio un corso. È un vademecum su come affrontare la stesura di un racconto o di un romanzo. Infatti se ti stai apprestando a leggere "Come si scrive un thriller", hai già un'idea precisa su che tipo di opera vuoi scrivere e perciò suppongo che tu abbia già le conoscenze basilari sulla scrittura. Ma quali sono gli strumenti utili a te che scrivi? Sono fermamente convinto che il primo strumento utile a chi scrive sia la capacità di leggere. Non "leggere e basta", ma "leggere e interpretare", cioè prendere coscienza dei messaggi espliciti e impliciti che il testo veicola, saper decodificare le tecniche di scrittura, riconoscere stili e correnti letterarie, insomma avere piena consapevolezza dell'opera.

Walter Miraldi
Rock 'N' Rust

€ 14,95
205 pagine
Estate anni '80. Ritmo non sincopato in quattro quarti, armonie di spazio ampie e progressione dissonante. Un Ragazzo si prepara per giocare la partita di pallone più importante. Si dice che gli Stranieri siano più forti dell'anno prima. La Ragazza che gli piace sarà lì a guardarlo. L'alcolizzato urla parole liquide mentre il Collezionista di cicatrici tamburella la malinconia sui guscio vuoto di un cocomero. L'arbitro fischia l'inizio. Comincia il viaggio del protagonista e il suo tentativo di conquistare l'autunno, con note alterne di vento e di uva, tra le rovine calde di un circo di eroi cialtroni. In un agosto fatto di ossa, ruggine e di echi rudi di un passato remoto


martedì 1 maggio 2018

La segnalazione del giorno


Doppia segnalazione per la Casa  Editrice Lupieditore

Andrea del Castello 
Come si scrive un Thriller di successo


€ 10,00
149 Pagine 
Prefazione di Romano De Marco


Questo manuale ha uno scopo preciso: aiutare chi aspira a migliorare la propria scrittura. In particolare fornisce strumenti a chi si occupa di gialli. Ma anche gli scrittori che non raccontano storie criminali vi troveranno consigli utili alla loro attività creativa. Non è questo un corso di scrittura base. Anzi, non è proprio un corso. È un vademecum su come affrontare la stesura di un racconto o di un romanzo. Infatti se ti stai apprestando a leggere "Come si scrive un thriller", hai già un'idea precisa su che tipo di opera vuoi scrivere e perciò suppongo che tu abbia già le conoscenze basilari sulla scrittura. Ma quali sono gli strumenti utili a te che scrivi? Sono fermamente convinto che il primo strumento utile a chi scrive sia la capacità di leggere. Non "leggere e basta", ma "leggere e interpretare", cioè prendere coscienza dei messaggi espliciti e impliciti che il testo veicola, saper decodificare le tecniche di scrittura, riconoscere stili e correnti letterarie, insomma avere piena consapevolezza dell'opera.

Walter Miraldi
Rock 'N' Rust

€ 14,95
205 pagine
Estate anni '80. Ritmo non sincopato in quattro quarti, armonie di spazio ampie e progressione dissonante. Un Ragazzo si prepara per giocare la partita di pallone più importante. Si dice che gli Stranieri siano più forti dell'anno prima. La Ragazza che gli piace sarà lì a guardarlo. L'alcolizzato urla parole liquide mentre il Collezionista di cicatrici tamburella la malinconia sui guscio vuoto di un cocomero. L'arbitro fischia l'inizio. Comincia il viaggio del protagonista e il suo tentativo di conquistare l'autunno, con note alterne di vento e di uva, tra le rovine calde di un circo di eroi cialtroni. In un agosto fatto di ossa, ruggine e di echi rudi di un passato remoto


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Paolo Bertulessi
Esistenze proibite
Cartaceo € 15,90
Ebook € 5,49

Il tormentato, torbido e viscerale rapporto di Adam con il sesso femminile: l’indole di questo ragazzo borderline della Milano bene, in bilico tra il bene e il male sin dalla sua infanzia, innesca una serie di eventi che marchieranno a fuoco lo scorrere della sua vita. Una narrazione di esperienze spudoratamente uniche, intrise di una deviata e algida ginofilia legata a doppio filo all’egocentrismo e alla venalità del protagonista; sesso, perversione, mistero, soprannaturale, denaro, motori, avventura, arte, poesia e morte: tutto si fonde in una perfetta miscela che avvince e rapisce. Si può sicuramente affermare che in questo libro esistono due protagonisti, profondamente diversi a livello caratteriale, le cui vite si fondono assieme per creare una unica esistenza ricca di forti emozioni, obiettivi ambiziosi e traguardi raggiunti. I dialoghi tra i due protagonisti dell’opera, Adam e Traxebru, stigmatizzano al meglio la loro comune spietata visione della vita e della società, dosando al meglio lessico aulico ed espressioni taglienti. A loro si affianca una meravigliosa piccola Dea, autistica e sensitiva: Aneta, con la sua impressionante purezza e la sua eterea presenza, sovralimenterà quel motore emozionale che li farà viaggiare sempre più velocemente verso facili successi economici, ma anche inquietanti e sconvolgenti vicende, per poi volgere a un drammatico e sconcertante epilogo.

Paolo Bertulessi

Paolo Bertulessi, cresciuto in una famiglia eterogenea, con madre novarese, padre e nonni paterni bergamaschi, nonna materna torinese, nonno materno barese, poi viceprefetto a Padova, e una prozia austriaca, nasce a Bergamo, ma la sua famiglia dopo un anno si trasferisce a Padova, città nella quale poi vive fino all’età di quarant’anni.
Viene educato sin da bambino al culto della lingua italiana e all’amore per la letteratura, spaziando dai grandi classici alle opere contemporanee anche di nicchia: il suo primo libro, “Ventimila leghe sotto i mari”di Jules Verne, lo legge a cinque anni.
Consegue la maturità classica appassionandosi in modo viscerale alla lettura e, conseguentemente, alla scrittura, che coltiverà con sempre crescente passione.
All’età di 25 anni perderà prematuramente e traumaticamente il padre, docente liceale di matematica e fisica, e la madre, pittrice. Lavora per diversi anni nella grande distribuzione alimentare ricoprendo il ruolo di gerente e direttore di filiale.Ex pugile dilettante e successivamente istruttore sportivo per molti anni, dal 2005 è titolare di una enoteca a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. Oltre che essere un amante della lettura e della scrittura è un cinefilo e un amante dei videogames.
Ha già operato nel settore letterario nella veste di ghostwriter, scrivendo per diversi autori locali in crisi d’ispirazione e fornendo loro trame interessanti: il suo talento nel creare storie da raccontare e pubblicare è stato da sempre molto spiccato.
Solo negli ultimi anni decide di dare spazio a se stesso come autore e di avere il proprio nome stampato in una copertina.



Recensiamo

Lingerie
Demetra Kanakis

Collana Live&Love
Pubblicazione: aprile 2018
Cartaceo € 7,99
Ebook € 2,99

Sinossi:
Laura è innamorata di Manuel, che l’ha coinvolta in un intrigante gioco erotico: provarsi biancheria sexy nei camerini dei negozi, fotografarsi e mandargli le foto. Un giorno viene scoperta mentre, in un negozio del centro di Milano, si riprende in un camerino. Mandata dal direttore, lui le intima di non farsi più vedere in quel negozio. Dopo questa figuraccia, Laura sconvolta arriva da Manuel con diverse ore di ritardo e lo scopre con un’altra donna. Capisce di aver idealizzato la loro storia e, disperata e umiliata, scappa via. Settimane dopo un’amica le chiede di accompagnarla proprio nel negozio da cui è stata cacciata, lì rincontra il direttore, che le fa una scenata. L’indomani però lui la chiama per scusarsi e la invita per un aperitivo. Spinta dal desiderio di rivincita, Laura accetta. Iniziano a frequentarsi e lui, convinto che la biancheria intima sia una fissazione della ragazza, le regala capi pregiati e sexy, ma lei ne è infastidita. Dopo molti dubbi ed equivoci, Laura chiede all’uomo di trascorrere insieme un fine settimana sul Lago Maggiore: è l’ultima occasione per capire se la loro storia abbia un futuro.

Recensione:
Demetra Kanakis è il nom de plume di un’autrice che ha già al suo attivo diversi romanzi, scelto per scrivere storie di amore e di piacere, di emozioni e di erotismo. Lingerie, il romanzo di cui vi parleremo questa sera, racchiude, nelle 124 pagine di un delizioso formato 11x15 (i romanzi Live&Love della Casa Editrice Le Mezzelane sono proprio dei veri e propri gioellini), un vero e proprio concentrato di amore, piacere, emozioni ed erotismo. Scrivere storie molto erotiche come quella di Lingerie equivale a camminare su una corda tesa nel nulla. In un attimo si può scivolare e cadere nel volgare, se non si è in grado di dominare la storia e di dosare con sapienza i vari aspetti di quella che, in ogni caso, rimane sempre una storia d’amore. Demetra Kanakis ha la capacità di restare elegante, raffinata e mai eccessiva anche quando non tralascia i particolari più forti ed eccitanti. In poche battute (ricordiamo che i romanzi della linea Live&Love non possono superare le 120 cartelle editoriali), l’autrice riesce, anche, a delineare perfettamente i personaggi e a trasmettere un messaggio importante. Dei libri che leggo non amo raccontare la storia nel dettaglio; quella la potete intuire dalla sinossi, se vi prendete due minuti per leggerla. Quello che mi piace fare è cercare di analizzare lo stile dell’autore e di scoprire, dietro le parole, i messaggi nascosti. In Lingerie il messaggio è chiaro e impossibile da non vedere. Demetra Kanakis spinge le lettrici (è un messaggio destinato soprattutto al genere femminile) a reagire, a essere sempre se stesse e a ritrovare la propria autostima. Laura lo fa dopo quello che, in realtà, si rivela essere un errore che potrebbe rovinarla. Tutte dovremmo farlo anche quando pensiamo che siamo arrivate a toccare il fondo. Si cade e ci si rialza più forti di prima e, scopriremo anche, più amate di prima.
Una storia completa, piacevole, eccitante e profonda. Consigliata vivamente.

La segnalazione del giorno


Paolo Bertulessi
Esistenze proibite
Cartaceo € 15,90
Ebook € 5,49

Il tormentato, torbido e viscerale rapporto di Adam con il sesso femminile: l’indole di questo ragazzo borderline della Milano bene, in bilico tra il bene e il male sin dalla sua infanzia, innesca una serie di eventi che marchieranno a fuoco lo scorrere della sua vita. Una narrazione di esperienze spudoratamente uniche, intrise di una deviata e algida ginofilia legata a doppio filo all’egocentrismo e alla venalità del protagonista; sesso, perversione, mistero, soprannaturale, denaro, motori, avventura, arte, poesia e morte: tutto si fonde in una perfetta miscela che avvince e rapisce. Si può sicuramente affermare che in questo libro esistono due protagonisti, profondamente diversi a livello caratteriale, le cui vite si fondono assieme per creare una unica esistenza ricca di forti emozioni, obiettivi ambiziosi e traguardi raggiunti. I dialoghi tra i due protagonisti dell’opera, Adam e Traxebru, stigmatizzano al meglio la loro comune spietata visione della vita e della società, dosando al meglio lessico aulico ed espressioni taglienti. A loro si affianca una meravigliosa piccola Dea, autistica e sensitiva: Aneta, con la sua impressionante purezza e la sua eterea presenza, sovralimenterà quel motore emozionale che li farà viaggiare sempre più velocemente verso facili successi economici, ma anche inquietanti e sconvolgenti vicende, per poi volgere a un drammatico e sconcertante epilogo.

Paolo Bertulessi


Paolo Bertulessi, cresciuto in una famiglia eterogenea, con madre novarese, padre e nonni paterni bergamaschi, nonna materna torinese, nonno materno barese, poi viceprefetto a Padova, e una prozia austriaca, nasce a Bergamo, ma la sua famiglia dopo un anno si trasferisce a Padova, città nella quale poi vive fino all’età di quarant’anni.
Viene educato sin da bambino al culto della lingua italiana e all’amore per la letteratura, spaziando dai grandi classici alle opere contemporanee anche di nicchia: il suo primo libro, “Ventimila leghe sotto i mari”di Jules Verne, lo legge a cinque anni.
Consegue la maturità classica appassionandosi in modo viscerale alla lettura e, conseguentemente, alla scrittura, che coltiverà con sempre crescente passione.
All’età di 25 anni perderà prematuramente e traumaticamente il padre, docente liceale di matematica e fisica, e la madre, pittrice. Lavora per diversi anni nella grande distribuzione alimentare ricoprendo il ruolo di gerente e direttore di filiale.Ex pugile dilettante e successivamente istruttore sportivo per molti anni, dal 2005 è titolare di una enoteca a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. Oltre che essere un amante della lettura e della scrittura è un cinefilo e un amante dei videogames.
Ha già operato nel settore letterario nella veste di ghostwriter, scrivendo per diversi autori locali in crisi d’ispirazione e fornendo loro trame interessanti: il suo talento nel creare storie da raccontare e pubblicare è stato da sempre molto spiccato.
Solo negli ultimi anni decide di dare spazio a se stesso come autore e di avere il proprio nome stampato in una copertina.


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In uscita a maggio
"In tasca la paura di volare"
 Lorenzo Foltran

 Oèdipus Edizioni 


In tasca la paura di volare  è una raccolta di 67 poesie divise in tre sezioni: Donne sparse, I lampioni e nessun altro e In tasca la paura di volare. Nella prima sezione, composta essenzialmente da liriche amorose, il senhal, elemento classico della poesia d’amore fin dai provenzali, perde il suo ruolo di richiamo all’unicità della donna e cambia, si maschera sotto altre forme. Ne derivano le immagini del teatro e dell’affabulazione (le prime poesie, Margherita e “Filo d’erba” rimandano al prato del Decameron dove i giovani fiorentini scampati alla malattia “cominciarono di novellare sopra la materia”). La figura della donna è quella dell’attrice (Dietro le quinte) che assume ruoli e caratteristiche diversi in base al personaggio da interpretare (si veda l’ammiccante ambiguità dell’indeterminato nel titolo You and me). La prima sezione è, quindi, finzione, manierismo e per tale motivo propone testi anche banali come “Quando la guardo, tutto” che utilizzano le forme più stereotipate del linguaggio della lirica d’amore. La sezione si conclude con la presa di coscienza della distanza incolmabile tra la io lirico e tu, tra chi guarda e chi è guardato. I testi poetici diventano reperti consacrati a un’istanza museale. La lirica d’amore, intesa come dialogo io-tu, binomio poeta-musa, è considerata come Storia che deve essere musealizzata.

Nella seconda sezione, al fallimento del rapporto io-tu (Peccato che non ci siamo incontrati oggi...Eravamo così vicini...) ne consegue quello della poesia tout-court (“Non c’è più posto per la poesia”). Il poeta è costretto a uscire dal museo, dal teatro, dalla biblioteca (“Senza l’amore di lontano”) in cui si rifugiava, a confrontarsi con la ripetitività e l’apparente facilità di vicende terrene che sconfinano spesso nella dimensione usuale e mondana (rappresentate, per esempio, dalle rime in -are e dal lessico quotidiano in Sabato sera) e a tornare a casa (I lampioni e nessun altro) prendendo atto che tutto ciò che ha scritto/vissuto è stato pura illusione.

Alla staticità della prima sezione si oppone il dinamismo della terza, segnata dal viaggio, dalla migrazione, dalla mescolanza linguistica, dal lavoro. L’io poetico in fuga dalla finzione di Donne sparse e dalla realtà evocata in I lampioni e nessun altro, si trova disorbitato tra lo slancio spaziale verso il futuro (“Immensa consapevolezza”) e la gravità temporale che lo riporta verso il passato (“Bevendo un infuso dei tuoi profumi”). La raccolta si conclude con le stazioni di un pellegrinaggio (Boulogne - Varenne, Brest, Le Barcarès - Saint Laurent de la Salanque, Saint-Cloud) e dalle riflessioni esistenziali che le accompagnano.

 Lorenzo Foltran

Nel novembre del 2011, ha conseguito la laurea magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre con la tesi La Musa e il Poeta: la relazione io-tu nella lirica amorosa tra origini e contemporaneità. Successivamente, si è diplomato in management dei beni e delle attività culturali dopo aver seguito un master di secondo livello tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’École Supérieure de Commerce de Paris. Ha lavorato per importanti istituzioni culturali come la Casa delle Letterature (Festival delle Letterature) e l’Institut français (Festival della narrativa francese) a Roma e la Fête de la Gastronomie e il Pavillon de l’Eau a Parigi, dove attualmente risiede. In tasca la paura di volare è la sua prima raccolta poetica.

  https://www.instagram.com/lorenzofoltran_libriepoesia/

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