"Sarai il mio giocattolo" Mariella Mogni - Youfeel mood "erotico" - Recensione

Sarai il mio giocattolo
Mariella Mogni

Avevano preso strade diverse, ma ci sono amori che non finiscono. Elisa, moglie tradita e libraia sull'orlo del fallimento, rincontra per caso Lorenzo, l'amore della sua adolescenza. Tra antichi rancori e un'attrazione mai sopita, Elisa e Lorenzo riprendono a frequentarsi. Lui le propone una torrida relazione erotica da cui sono esclusi i sentimenti. L'unica relazione che Elisa, intenzionata a salvare il proprio matrimonio per non danneggiare i figli, possa permettersi. Nonostante il proposito di dargli tutto di sé tranne il cuore, Elisa presto scopre di amare ancora Lorenzo. Ma vale la pena di mettere sottosopra la propria esistenza per un uomo che la considera solo un giocattolo? Un romanzo che ha al centro una donna divisa, tra la vita perfetta che aveva costruito per sé, i propri doveri di madre e la propria piena realizzazione.

Conosco la scrittura di Mariella e seguo questa fantastica autrice da sempre. Ho letto tutti i suoi titoli e, me ne scuso con le altre fantastiche autrici di Youfeel, i suoi romanzi sono  sempre i primi che acquisto, ogni fine mese. 
“Sarai il mio giocattolo”, che trovate su Amazon e su tutti gli store online, si è fatto attendere un po’, questa volta, ma la soddisfazione di averlo letto ha ripagato abbondantemente chi, come me, lo ha fatto tutto d’un fiato. Mariella Mogni è una scrittrice estremamente raffinata, e le sue storie non potranno mai essere considerate banali. Quello che più mi piace, in lei, è la capacità che ha di distinguersi nella massa, inventando personaggi che difficilmente potranno essere fatti rientrare nei classici standard di quelli visti e stravisti nei romanzi “rosa”. 
Fuori da tutti gli standard e da tutti i cliché, i protagonisti diventano “persone” (lode a Mariella che come poche altre  autrici non teme di raccontare storie di persone “adulte”).
In “Sarai il mio giocattolo” la protagonista è una donna matura, sposata e con figli. Una donna che vive un matrimonio un po’ spento e che ha perso di vista “la donna” che è in lei. Elisa, questo è il suo nome, è un po’ l’emblema di tutte le donne della sua età, sposate da molti anni, e con un marito che cerca di trovare un nuovo guizzo di virilità fra le braccia di una donna più giovane. Elisa si guarda allo specchio e scopre che sta invecchiando, che sul suo viso ci sono molte rughe e che il suo corpo, diventato ancora più morbido, forse non è più desiderabile come una volta. Paure che ci avvicinano a lei; consapevolezze che sono in fondo alle nostre anime; empatia immediata verso quella donna, che ci induce a seguire e a non giudicare le sue mosse successive. In un momento in cui Elisa non si sente più “donna”, arriva Lorenzo, il suo amore  giovanile mai dimenticato. 
Cosa sarebbe accaduto se Lorenzo fosse arrivato prima della scoperta fatta da Elisa? Forse nulla di quello che, poi andremo a leggere. Elisa è una donna piena di valori e con una vita che scorre dentro binari ben precisi. Eppure il viaggio cambia improvvisamente direzione e la travolge, così come travolge noi, che la stiamo conoscendo attraverso le parole dell’autrice. Salvare un matrimonio che presenta delle crepe sempre più profonde, o tornare a vivere e a scoprire la gioia di una sessualità senza inibizioni? Tornare sui propri passi, o lasciarsi andare fra le braccia di Lorenzo, che non l’ha mai dimenticata? 
Un romanzo “erotico” non è solo una mera descrizione di atti fisici, come qualcuno crede. L’erotismo ha senso compiuto quando è contornato dai sentimenti forti, coinvolgenti, contraddittori e “pesanti” come quelli che legano Elisa e Lorenzo: amore, dolore, voglia di vendetta, rimpianto, delusione, tormento, paura, sensi di colpa… e si potrebbe andare avanti all’infinito.
Un sottile erotismo che non risulta mai pesante o mera esibizione di una indiscutibile capacità stilistica. Mariella riesce a conquistare il lettore fin dalle prime battute con una scrittura fluida ed emotiva, oltre che raffinata e matura. Mia cara, cosa rimane da dire, se non Chapeau?

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