venerdì 21 agosto 2015

Recensiamo: Quattro lettere d'amore, di Niall Williams



"Quattro lettere d'amore" è uno dei magnifici romanzi dello scrittore irlandese Niall Williams, nato a Dublino e vissuto a Kiltumper, nella Contea di Clare, prima di trasferirsi in America. 
Già dal titolo è facile capire che le principali protagoniste della storia saranno quattro lettere che parlano d'amore, ma dallo stesso non potremmo mai capire che Niall Williams è uno scrittore che usa le parole con la stessa precisione con la quale un raffinato chirurgo usa il bisturi. 
Le lettere d'amore che si trovano fra le pagine del romanzo riusciranno a conquistare sicuramente il cuore di chiunque si ritroverà a leggere questo romanzo; anche per caso, così come è capitato a me. Le lettere annoderanno e scioglieranno il filo dell'elegante narrazione, permettendo al lettore di scoprire la vita di Nicholas Coughlan, un ragazzino di Dublino, che si troverà ben presto a fare i conti con un padre che parla con Dio e una madre che non sarà mai più la stessa, e di Isabel, che balla sulle scogliere delle isole Aran , mentre suo fratello suona giga irlandesi. Nicholas e Isabel si incontreranno, dopo che entrambi avranno percorso strade dolorose,   e si ameranno come raramente accade ai comuni mortali. La scrittura di Williams non è leggera e nemmeno facile, per certi versi. I suoi romanzi vanno letti poco alla volta, cercando di assimilare le parole una a una, con calma e riflessione. Williams parla d'amore senza essere volutamente romantico, ed è per questo che il suo narrare è profondo, completo, emozionante. Racconta spesso storie dolorose, piene di forza e di speranza, ma anche reali, crude, vere. Williams racconta le persone, ce le fa vivere e conoscere con le loro debolezze e le loro manie e, nel frattempo, ci fa vivere i luoghi selvaggi e incontaminati nei quali le stesse si muovono, sia che si tratti della periferia di Dublino, sia che si parli delle selvagge isole del nord. Le quattro lettere d'amore riusciranno a commuovere anche i meno sentimentali dei lettori, perché sono lo specchio di un amore puro, totale e devastante e toccano con delicatezza le corde più profonde del nostro cuore. 

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giovedì 20 agosto 2015

Recensiamo


Mariagrazia Pecci
La flagellazione di Piero


Casa Editrice : Arpeggio Libero 
Costo € 14,40


Genere : Thriller

Dopo “Sulle tracce di Matilde”, Maria Grazia Pecci torna in libreria e lo fa superando se stessa con “La flagellazione di Piero”, un thriller che ha il sapore del vero romanzo storico, edito dalla Arpeggio Libero di Lodi.
Abbiamo conosciuto Lisa Giovinelli, la protagonista moderna del romanzo , durante le indagini che la stessa compie ripercorrendo la strada e la vita di Matilde di Canossa. Ma chi è Lisa Giovinelli, e perché si ritrova spesso a dover ripercorrere le strade dei “grandi personaggi”  che hanno vissuto in Toscana? Lisa è una giovane giornalista, nata a Roma e laureata in storia medievale. Scrive cronaca rosa su “Leggere tutti” , fino a quando il suo caporedattore non decide di spedirla in Toscana per scrivere articoli sui misteri del luogo. Da lì non andrà più via, anche grazie all’amore del suo Marco, con il quale è andata a convivere. Lisa gestisce un blog, sul quale racconta ai suoi lettori le diverse leggende del luogo e pare aver dimenticato la brutta avventura  che l’aveva vista protagonista durante la prima indagine. Un giorno, però, la sua curiosità e la sua innata dote di investigatrice vengono risvegliate da una foto pubblicata sul suo blog, molto simile a un dipinto , dove viene ritratto un ragazzo rinchiuso in un tunnel. Ben presto scopre che dal liceo artistico Giovagnoli di Sansepolcro sono scomparsi due studenti: Mauro Valeri e Filippo Bruschi e, malgrado le resistenze di Marco, che vorrebbe dissuaderla,decide di raggiungere il suo amico Verroni, ex commissario di Lucca, ora Questore di Arezzo, che sta svolgendo le indagini all’interno della scuola. La storia del rapimento dei due ragazzi si lega indissolubilmente alla storia di Piero della Francesca, raccontata in maniera sublime dall’autrice, che, in un solo romanzo, ci fa conoscere personaggi storici come i de Medici di Firenze, i Malatesta di Rimini, i D’Este di Ferrara, papa Pio II, i Montefeltro di Urbino e ci regala anche una grande storia d’amore fra due personaggi famosissimi, dei quali non vogliamo rivelarvi i nomi, per far sì che lo scopriate leggendolo. La scrittura della Pecci, in questo secondo romanzo nuovamente ambientato in Toscana è diventata più matura e incisiva e, come già detto nella recensione precedente, è la parte storica a rubare la scena a Lisa Giovinelli, che, però, in questa seconda avventura diventa  più acuta e interessante e calca le scene come una consumata attrice. Ne “La flagellazione di Piero”, Lisa, pur di seguire le ricerche, è costretta a tornare indietro nel  tempo, in un passato doloroso che l’ha vista vittima di bullismo ma che le permetterà di comprendere ciò che per gli altri è impossibile. Mentre i capitoli si avvicendano in un continuo gioco fra presente e passato, fra realtà e sogno, fra storia e ricordi personali, Lisa, ancora una volta, sarà determinante per la soluzione del caso, ma il caso stesso sarà determinante per far sì che lei, dopo tanti anni, faccia pace con il suo passato. Brava a Mariagrazia Pecci che, pur avendo trattato un genere ormai standardizzato, è riuscita a inserire una tematica “sociale” dura e importante, della quale si parla sempre troppo poco.

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