sabato 23 settembre 2017

Le presentazioni librarie di Fuori dal Coro - Libri per bambini- 8 ottobre 2017



Le avventure di Silvestrina di Enzo Gentile
Elle Emme 


Sinossi


Silvestrina un giorno scopre che suo padre Silvestro è ancora vivo e, insieme a Miao e Quattro Calzini, i suoi amici di sempre, parte alla ricerca del genitore. Incontrerà tanti nuovi amici e vivrà molte avventure che la porteranno lontano dalla sua casa. Troverà Silvestro? Di sicuro vivrà un'avventura indimenticabile che non potrà non avere un lieto fine
Acquistando Silvestrina aiuterete a finanziare un progetto di ippoterapia per bambini diversamente abili o appartenenti a famiglie disagiate. 















venerdì 22 settembre 2017

La segnalazione del giorno: Evoé Edizioni e Salvatore D'Ascenzo

Eccoci a noi, cari lettori. Questa sera vogliamo farvi conoscere Salvatore D’Ascenzo, uno scrittore di Giulianova (Teramo- Abruzzo), che ha pubblicato due libri con la Evoé Edizioni, che vi presentiamo subito riportando quello che è scritto sul  sito ufficiale della Casa Editrice


Siamo un’associazione culturale senza fini di lucro, nata nel 2014, che si è prefissata lo scopo di dare alle stampe e portare alla più ampia cerchia dei lettori prodotti librari di qualità, nel campo della narrativa, della poesia, della saggistica che, accuratamente, selezioniamo e pubblicizziamo attraverso pubbliche manifestazioni e sui network. Disponiamo di uno staff che lavora con passione e a titolo gratuito nel campo dell’editoria (selezione e revisione dei testi e stampa in proprio), e della promozione, soprattutto attraverso una rete di contatti universitari (da Bologna, a Macerata a Teramo a Roma e Napoli), che si fa garante anche scientifico delle opere da noi edite, nonché personali (realtà locali librerie istituzioni culturali soprattutto abruzzesi).
Il nostro catalogo è arricchito, oltre che dei nuovi lanci, dall’eredità editoriale della Evoé edizioni del dott. Renato Pisciella, che ha chiuso la sua esperienza imprenditoriale nel 2013 e ora collabora con noi. Il nostro obiettivo è quello di favorire l’edizione e la promozione di opere originali, indipendentemente dalla cosiddetta “vendibilità” dei nostri testi.
Nostro intento è quello di  lavorare su un numero ristretto di testi dai quali emergano l’amore e l’attenzione per la nostra lingua, la fantasia, e l’ingegno, a prescindere dal genere.

Salvatore D'Ascenzo

L’Autore
Salvatore D’Ascenzo, giuliese classe ’82, è educatore cinofilo. I suoi interessi vertono, principalmente, sull’etologia e la biodiversità.
Ha svolto attività umanitaria in Italia e all’estero, lavorando presso l’orfanotrofio “Kidane Mehret” di Addis Abeba e presso il Campo “Aida”  di Betlemme. È stato inviato per la Casa editrice Evoé nel Nepal distrutto dal disastroso terremoto del 2015, dando alle stampe il reportage Mattoncini rossi che è stato tradotto e distribuito in Canada col titolo Red Bricks. I fondi raccolti dalla vendita del libro hanno contribuito alla ricostruzione di una scuola nel distretto di Dhading a Kathmandu.
Per la Casa editrice Evoé ha pubblicato anche la raccolta  Colpi di coda. Ha partecipato, inoltre, all’antologia Alla prossima fermata edita da DistanzeLab. Con la Infinito edizioni ha pubblicato The Beagle’s. Con Edizioni Il ciliegio ha in pubblicazione La ballata del sottosuolo.

Oggi vi presentiamo
I numeri dispari sono di troppo

Nato da un progetto di scrittura gestito dallo scrittore Salvatore D’Ascenzo per la casa editrice Evoé, in collaborazione con otto detenuti di alta sicurezza della casa circondariale di Castrogno (Teramo), I numeri dispari sono di troppo è un romanzo ed insieme una raccolta di testimonianze. Protagonisti ne sono gli stessi detenuti che hanno preso parte al progetto, proiettati in una dimensione fantastica che costituisce la manifestazione delle loro attese e delle loro paure. Ne vengono fuori ritratti di uomini comuni, consapevoli dei propri errori e per questo pronti a pagare, ma non a cedere la propria dignità, in una sorta di ricerca dell’unica forma di evasione possibile: il confronto col proprio passato, la scoperta del potere del pensiero, del valore della fantasia. Il lettore si trova così dinanzi non più un collettivo da punire, la cui identità è affidata unicamente ad un numero di matricola, ma uomini col proprio carico emozionale di speranze e tradimenti, che, un giorno, si sono trovati sulla via sbagliata. Uomini al posto dei quali potrebbe trovarsi ciascuno, poiché “il passo è breve”.

Sinossi

Il libro consta di due parti, una parte romanzata e una parte dedicata alle testimonianze vere di quei detenuti protagonisti del romanzo. Sono le storie di otto reclusi in un in un carcere di alta sicurezza gestito da colui che è chiamato Fantino, un uomo senza volto che si scoprirà essere molto più vicino ai detenuti di quanto possa sembrare. Nel carcere, di cui è emblema la “Stanza del pipistrello”, in cui i puniti, a testa in giù, rivivono le loro colpe, i detenuti, pur controllati a vista, meditano di evadere, ma l’unico modo per allontanarsi dall’orrore in cui sono rinchiusi è riappropriarsi della propria identità, risvegliare le proprie teste riscoprendo dignità e fantasia. Minacciati e traditi, proprio quando tutto sembra perduto ed il progetto di evasione sembra fallito, i detenuti si scoprono vittoriosi e liberi. 
La detenzione, infatti, così come la stessa presenza del Fantino, per quanto reali, rappresentano anche la metafora del viaggio che deve affrontare chi ha compiuto il “passo breve” che spara ciascuno di noi dalla colpa e deve, quindi, scontare una pena che è, per prima, la lotta con la propria coscienza.

e anche The Beagle's, pubblicato la con Infinito Edizioni, che potete conoscere  meglio cliccando qui 

The Beagle’s

Sinossi

13 racconti che vedono per protagonista un giovane Beagle di nome Ebron e la sua cerchia di amici cani, alla continua correzione di un mondo in cui l’essere umano prosegue a considerarsi al di sopra dell’ordine naturale. Ebron si fa, quindi,  interprete e portavoce delle istanze del mondo animale e si ostina a lottare, con l’ironia di cui solo un cane sarebbe capace, contro ogni bruttura. Laddove è costretto a confrontarsi col dolore o con la stupidità  umana, Ebron porta  la sua voglia di trovare la soluzione migliore; e così  libera un elefante in cattività, salva una quaglia ferita, aiuta dei ricci che rischiano di essere investiti dalle auto in corsa. Ed ancora, si confronta col dolore generato dalle pellicce, con quello dei cani chiusi nei canili ma anche di quelli costretti a combattere nelle lotte clandestine.  Storie cariche di rabbia nascosta  ma anche di speranza. 
Il volume è arricchito della prefazione di Luca Spennacchio, istruttore cinofilo ed autore di numerose pubblicazioni.

Se volete saperne di più potete visitare le pagine dell'autore e della Evoé.



Come al solito noi vi abbiamo facilitato il compito e ve le postiamo qui e qui

martedì 19 settembre 2017

Vito Ditaranto - Flashback - Recensione a cura di Maria Sabina Coluccia

Flashback
Vito Ditaranto


Di Maria Sabina Coluccia

Scrivere di alieni è difficile. Bisogna prima averli visti, interiorizzati in una immagine mentale, poi si può provare a collocarli nella nostra realtà terrestre. Scrivere di alieni è meno difficile, se in qualche modo essi appartengono già all’immaginario dello scrittore, per motivi che retano ai comuni mortali sconosciuti. Per noi lettori sapere se Vito Ditaranto, autore anche di V.I.T.R.I.O.L. -l’artigliatore e di V.I.T.R.I.O.L. Cailleach, abbia incontrato realmente gli alieni oppure no, non cambia comunque la sostanza della faccenda: Flashback è un piatto gustoso, che Vito Ditaranto ci offre come antipasto di apertura, cui seguono portate ancora più saporite. Flashback, techno thriller, come lo ha definito l’autore stesso, è un misto di fantascienza e brivido. Pubblicato lo scorso anno, si trova su Amazon e intriga parecchio. Ambientato in una tranquilla città del Sud Italia, Martina Franca, baciata per la maggior parte del tempo dal sole, stende subito un velo di mistero sulle abitudini dei suoi abitanti, avvezzi al ritmo rassicurante delle piccole cose quotidiane, che improvvisamente escono dalla normalità. Cosa succede di tanto strano e misterioso? Arrivano gli alieni. Ma in modo discreto, difficili da individuare, con intenzioni tutt’altro che rassicuranti. Sarà Gabriele Santoro, uno scricciolo di ragazzino di soli tredici anni a scoprire il pericolo che incombe sulla sua città, e a suo dire su tutta l’Italia, se gli alieni non verranno fermati. La trama non ve la raccontiamo, sennò non ci sarebbe gusto a leggere questo bel thriller fantascientifico, però alcune domande su cui riflettere, che pone direttamente l’autore sì, quelle ve le offriamo per ragionarci insieme.
Cosa è alieno e cosa non lo è, per esempio. Immaginiamo gli esseri provenienti da un altrove galattico, come noi, o totalmente diversi? Di solito questi esseri vengono immaginati in forma umanoide, perché l’uomo non riesce a raffigurarsi qualcosa che non conosce. E infatti gli alieni di Martina Franca hanno sembianze umane, sono i signori Corvo, appena trasferitisi nella cittadina pugliese. Umani, fino a un certo punto. E questo lo scoprirà il giovanissimo Gabriele. Fantasia e realtà si intrecciano, si sovrappongono, assorbono il lettore, lasciandolo sempre con un filo di ansia, con la classica domanda “e adesso che succederà?”
“Non ho mai creduto molto alla realtà, spesso essa sta alla fantasia come i paletti di legno ai vampiri”. È con questa premessa che Vito Ditaranto ci introduce in Flashback, che già nel titolo contiene il senso di tutto il romanzo. Flashback è infatti il modo in cui gli esseri adimensionali, privi di una loro dimensione specifica, compaiono sulla scena di Martina Franca, tramite lampi di luce. E per rendere meglio l’idea l’autore richiama alla memoria la poesia Il lampo, di Giovanni Pascoli. Il lampo di Ditaranto annuncia l’arrivo degli extraterrestri, ma per fortuna il giovane Gabriele, dotato di un quoziente intellettivo notevole e di qualità psichiche non indifferenti, riuscirà a rimettere le cose a posto. Alieni umanoidi, questi che incontriamo tra le pagine di Flashback, che vogliono appropriarsi dell’energia dei Terrestri. Alieni capaci di muovere a piacimento l’anima di chi gli sta di fronte, giocarci a scacchi, quasi in un gioco perverso di potere. Cose dell’altro mondo? Cose che possono fare solo esseri diversi, composti di altro materiale genetico e dotati di capacità per noi impensabili? No, i vampiri energetici li abbiamo incontrati tutti, almeno una volta nella vita. Sono quelle persone che ci stanno vicino per sfinirci, stancarci, deprivarci della nostra energia personale. Aldilà della fantascienza, sempre affascinante perché stimola la mente, Flashback è un romanzo che fa riflettere sull’essere umano, sul diverso, sulle infinite possibilità, non sempre idilliache, che ci possono attendere, se abbiamo il coraggio di guardare oltre al già noto e rassicurante universo personale. Molti sono i riferimenti alla magia e alle tradizioni mitologiche ed esoteriche dell’umanità. La stessa scelta dei nomi dei personaggi non è casuale. La cornacchia, che presta il nome alla famiglia Corvo, è per esempio presso i nativi americani, custode di grandi misteri, capace di trasgredire le leggi di questo mondo. E con Flashback la trasgressione è assicurata. Fortemente consigliato e da leggere con occhi aperti sull’invisibile.

lunedì 11 settembre 2017

Parliamo di Antonio Masseroni


Antonio Masseroni



Sabato mattina avevo appuntamento con Antonio Masseroni, l'autore di Roseto degli Abruzzi che avete conosciuto qualche giorno fa su questo blog. Dovevamo passare insieme dieci  minuti fra una commissione e l'altra e, invece, i dieci minuti si trasformarono in un'ora e anche più. Quello che potete leggere di seguito è il risultato della nostra bella chiacchierata.


Ciao Antonio e benvenuto sul giardino dei girasoli. Ti va di raccontarci un po' chi sei?

Ciao a voi e grazie per questa intervista. Vivo a Roseto degli Abruzzi, una splendida città baciata dal mare, e sono papà di due magnifici bambini. Fin da piccolo ho avuto una grande passione per la musica, interesse che coltivo ancora attivamente. Sono stato sempre un grande divoratore di libri di ogni genere e, da circa tre anni, ho scoperto anche il piacere della scrittura. Per me si è aperto un mondo meraviglioso e inaspettato. Ho attualmente pubblicato due romanzi e il terzo è in uscita ad ottobre.

Qual è stata la tua formazione e quale l'autore che ha influenzato il tuo modo di scrivere?

La mia formazione scolastica è molto lontana dalla scrittura, infatti sono laureato in discipline economiche. Tuttavia la passione per la lettura è riuscita sempre a portarmi in mondi lontani e straordinari, reali o frutto di fantasia. Scoprire di riuscire a creare io stesso quelle storie, quelle avventure immortali, è stata un’esperienza senza precedenti.
Per quanto riguarda le influenze, non ne esistono di particolari, in realtà sono tantissime. Come mi disse una volta un caro amico esperto di scrittura: ognuno di noi, in fondo, scrive ciò che legge. Mi sono perso tante volte tra gli incubi di King, ho viaggiato nello spazio oscuro di Dick e Asimov, nelle grandi avventure di Tolkien, nelle distopie di Ballard e in tantissimi altri luoghi che non finirei più di citare. Credo siano tanti diversi ingredienti che, dosati in quantità ignote e segrete, diano vita allo stile di ogni scrittore.

Il tuo percorso di scrittura: i pro e i contro delle scelte effettuate fino ad oggi

Dal romanzo nel cassetto alla prima pubblicazione, in realtà il passo è stato breve. “La nostalgia dell’acqua” ha visto la luce nel 2014 grazie alla Artemia Edizioni. È stata un’esperienza del tutto nuova e molto emozionante. “Riverberi d’ombra” era pronto neanche un anno dopo; un lavoro per certi versi più maturo e più difficile, visti i temi trattati, una sfida con me stesso che mi ha regalato anche la soddisfazione di essere premiato al premio internazionale Città di Cattolica.
Non parlerei di pro e contro, diciamo che credo che ogni scelta sia stata giusta nel momento in cui si è presentata. In genere cerco di trarre qualche insegnamento e una piccola lezione da ogni momento, anche quelli che sembrano difficili.

Il tuo ultimo romanzo verrà pubblicato con la Infinito Edizioni, una casa editrice Non a Pagamento di Modena. Come ti sei trovato a lavorare con loro?

Lavorare con la Infinito Edizioni si sta dimostrando un’esperienza che mi sta arricchendo molto. Con loro ho avuto fin da subito un’impressione di grande professionalità, oltre a tanta simpatia, che è un valore aggiunto impagabile. Per la mia attività di scrittore si è trattato indubbiamente di un passo molto importante, soprattutto perché “Le lune di Avel”, il mio terzo romanzo in uscita a breve, potrà contare su una distribuzione nazionale e sul supporto di un ottimo team editoriale. Pubblicare con loro è innanzitutto un piacere e trovo che ci sia stata da subito una grande sintonia.

Al tuo romanzo è legato anche un progetto molto particolare, che, però, nulla a che fare con la pubblicazione. Di cosa si tratta?

Si tratta del crowdfunding, ovvero la possibilità di acquistare in prevendita il romanzo, diventando di fatto sostenitori effettivi del progetto. È una forma di marketing digitale che spesso viene erroneamente confusa con altre pratiche di editoria a pagamento. Niente di tutto questo… Il crowdfunding accorcia i tempi e le distanze, estende il mercato a segmenti altrimenti difficilmente raggiungibili. Ho tanti amici lontani che avranno il piacere di leggere il romanzo non appena uscito, ricevendolo direttamente a casa e sentendosi un po’ parte della sua realizzazione.
Sono stato entusiasta di provare questo nuovo e innovativo canale di vendita, dalle grandi potenzialità. “Le lune di Avel” può essere già acquistato in prevendita a questo link: www.becrowdy.com/le-lune-di-avel

Essere scrittore in una piccola città e voler farsi conoscere da un vasto pubblico non è facile e non sempre scontato. Quali consigli potresti dare a chi, come te, scrive o vorrebbe scrivere?

Credo che essere scrittore sia soprattutto un piacere che va coltivato in quanto tale. Essere letti da un numero sempre maggiore di persone regala delle grandissime soddisfazioni, ma questo non deve mai far dimenticare la meraviglia e lo stupore che si provano quando si è chiusi in una stanza, davanti ad una tastiera, e improvvisamente intorno a te si manifesta un mondo che prima non esisteva. La piccola città ha il vantaggio del passaparola, delle amicizie su cui si può contare, soprattutto quando si è poco conosciuti. È come avere una barca a cui aggrapparsi, in un mare immenso. Molte persone mi hanno sostenuto e hanno creduto in me, quando ancora scrivere era nulla più di un sogno. Quello che sto facendo oggi è anche merito del loro supporto.
Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole scrivere è: non cercate di essere ciò che non siete, non cercate le parole nel modo di scrivere degli altri. Non si può ingannare a lungo la pagina bianca, alla fine il vero te verrà fuori inevitabilmente, per cui conviene farci i conti da subito e accettare ciò che esce dalle proprie mani. E poi siate umili, perché non si smette davvero mai di imparare, ma rispettate voi stessi: in fondo, sono le vostre emozioni che scrivete sulla carta!

Come nascono le idee per i tuoi romanzi?

Spesso da sogni, oppure da immagini che mi colpiscono. Molte volte si tratta di emozioni che chiedono a gran voce di essere tradotte in storie e parole. Sono tanti pensieri orfani che iniziano letteralmente a ronzarmi in testa, in attesa di crescere e svilupparsi.
Molto spesso mi capita di pensare come prima cosa alla fine di una storia, al suo momento culminante. Da lì in poi, torna lentamente indietro, ricostruendo la storia, prima a grandi linee, poi arricchendosi sempre di più di personaggi, sfumature e dettagli.

Chi è o dovrebbe essere il tuo lettore ideale?

Il mio lettore ideale è chi leggendo si appassiona. Chiunque sia in grado di vivere le storie come se ne fosse il protagonista, di provare paura, commozione, rabbia, di piangere davanti ad una pagina. Provo emozioni molto forti mentre scrivo e la mia più grande gioia è scoprire, tempo dopo, di averle trasmesse al lettore attraverso la magia di una successione di parole.

Sei a favore del self publishing?

Non particolarmente, in quanto ritengo fondamentale il lavoro professionale svolto da una casa editrice, soprattutto in termini di editing. Se però l’alternativa è pagare per una pubblicazione con un editore, allora ritengo più utile impiegare quelle risorse per sfruttare al meglio i canali di self-publishing attualmente disponibili, ce ne sono di ben fatti.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente continuare a scrivere! Le idee non mancano, anzi il problema spesso è quello opposto, gli spunti si sovrappongono e scegliere di volta in volta a quale dedicarsi diventa una scelta talvolta difficile. Ad ogni modo, creare nuove storie è sempre un piacere incredibile e penso che, in fondo, questa sia la mia più grande fortuna. Nel frattempo, stiamo facendo grandi passi, con il nuovo editore, con le iniziative che si fanno sempre più grandi e accattivanti. Spero di avere sempre più persone con cui poter condividere le mie avventure, perché sapere di aver regalato emozioni è qualcosa di indescrivibile.

Grazie e ciao a tutti!

domenica 10 settembre 2017

La segnalazione del giorno: Antonio Masseroni e "Le Lune di Avel"

Presto potremo leggere il nuovo romanzo di Antonio Masseroni, il bravissimo autore abruzzese che già abbiamo avuto il piacere di conoscere grazie a “La nostalgia dell’acqua”, il suo romanzo di esordio, e con “Riverberi d’ombra”, con il quale ha vinto nella categoria Emotion al Premio Letterario Internazionale di Cattolica. "Le lune di Avel" sarà in libreria in ottobre e Antonio ci ha concesso l'onore di presentarvelo in anteprima.

"Le lune di Avel "

La Terra era ormai diventata un luogo inospitale, dilaniata e ferita dal male scatenato dagli stessi uomini. Fuggire sembrava essere l’unica soluzione, in quel momento oscuro in cui i conflitti e la distruzione parevano ormai destinati a durare in eterno. 
Eppure nessun luogo sulla Terra sembrava essere sufficientemente lontano, né abbastanza sicuro.
Poi, improvvisamente, un richiamo ci giunse dalle stelle, dalle remote e sconosciute profondità del cosmo. Qualcuno voleva salvarci, portarci via, offrirci protezione sul loro pianeta lontano, dove avremmo potuto vivere al sicuro da ogni sofferenza. Avel ci aspettava, per concederci finalmente la pace interiore che sognavamo da sempre.
Quella terra promessa, quel paradiso caldo e accogliente, aveva soltanto un piccolo prezzo… Avremmo dovuto smettere di essere tutto ciò che eravamo prima, avremmo dovuto dimenticare ogni cosa.
Ma un uomo è qualcosa di più dei suoi ricordi.
Era questo che la gente delle stelle non avrebbe mai potuto capire.

Sul romanzo e il progetto di crowdfunding:

“Le lune di Avel” è un romanzo di fantascienza che racconta la storia di esuli umani, fuggiti alla distruzione del mondo e ospitati in un luogo lontano e sconosciuto da una razza aliena evoluta e illuminata. Il prezzo che gli uomini hanno dovuto pagare per meritare questo lontano paradiso, è la cancellazione della propria memoria e dei propri istinti.
I personaggi si ritrovano, dunque, a vivere le loro nuove vite come tante scatole vuote che bramano disperatamente di essere di nuovo riempite, ombre vacue che si muovono, del tutto prive del senso dell’orientamento, in quello che sembra essere uno scenario totalmente sconosciuto.
E così, oltre la linea narrativa, tra le pieghe della storia, si intravede un disagio ancora più grande: quello di diventare profughi, non solo a livello fisico e territoriale, ma soprattutto emotivamente. Si tratta di uno specchio implacabile su un disagio angosciante della nostra società, quello della solitudine emozionale, il rischio di trovarsi costretti a vivere rinchiusi nel proprio mondo individuale mentre tutto intorno ci appare estraneo, ostile e impenetrabile.

In attesa dell’uscita del romanzo nelle librerie, è attualmente attiva una campagna di crowdfunding che permette di prenotare, già da adesso, il libro in prevendita.
L’obiettivo di tale iniziativa è quello di favorire una diffusione più ampia sul territorio, attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi di marketing digitale.
I sostenitori, oltre ad avere la possibilità di prenotare il romanzo prima dell’uscita ufficiale, prevista per ottobre, potranno usufruire di particolari pacchetti ricompensa, con omaggi esclusivi.
L’importanza di progetti come questo è fondamentale per garantire respiro e diffusione a lavori editoriali che meritano di essere distribuiti. Un’occasione per sostenere giovani autori, diventando acquirenti privilegiati.
Il progetto di lancio de “Le lune di Avel” può essere sostenuto al seguente link:
www.becrowdy.com/le-lune-di-avel

Chi è l'autore:
Antonio Masseroni

Antonio Masseroni, scrittore e musicista abruzzese, nasce nel 1978 e vive a Roseto degli Abruzzi. Nel 2014 ha pubblicato per Artemia “La nostalgia dell’acqua”, suo romanzo di esordio. A distanza di circa un anno, il suo secondo romanzo “Riverberi d’ombra”, vince nella categoria Emotion al Premio Letterario Internazionale di Cattolica. Le sue storie viaggiano dal genere fantastico, al thriller, alla fantascienza, seguendo sempre il filo conduttore della centralità delle emozioni umane.
Il suo sito internet è www.antoniomasseroni.com

martedì 5 settembre 2017

La Chioma di Berenice e le interviste al contrario: Vito Ditaranto


Salve scrittori, oggi Berenice è stata chiamata dalle profondità dello spazio cosmico per rispondere alle domande di uno scrittore molto bravo, ma ancora poco conosciuto, e per questo meritevole di più attenzione: Vito Ditaranto, autore del recente e già noto Vitriol – l’artigliatore, edito con la casa editrice Le Mezzelane. Ma Vito ha scritto anche altre storie, ed è un blogger e recensore di successo.  Vediamo subito cosa vorrebbe sapere il nostro autore dalla Chioma di Berenice.

Vito Ditaranto: Berenice dimmi, sarò in grado di controllare il futuro attraverso il mio passato?

Berenice: qui ci vuole mago Merlino per rispondere a una domanda così potente, ma come saprai Merlino è intrappolato nella foresta di Brocelandia, perché scioccamente confidò a Viviana, la Dama del lago, la magia suprema. Proverò a risponderti, pensando proprio a quanto è accaduto al povero Merlino. Se resterai nel tuo potere personale di scrittore e non cederai a lusinghe di alcun tipo sì, controllerai il tuo futuro partendo dal tuo passato. 
Dovrai restare fedele al tuo genere se non vorrai diventare invisibile, come il povero mago Merlino.





V. Il mio libro Vitriol-l’artigliatore rappresenta un viaggio interiore tra passato, presente e futuro dal punto di vista esoterico-simbolico. Potrebbe rappresentare la ricerca della mia anima perduta nel tempo?

B. cominciamo a osservare il tuo tema natale e diciamo subito che la tua anima ha viaggiato nel Tempo, ma non si è perduta. È simbolicamente rappresentata dalla Luna, che nel tuo caso specifico è collocata nel segno concreto di Terra della Vergine.
Significa che si sta organizzando le idee. Dalle fiducia. Ha viaggiato nello spazio e nel tempo, ma ora è qui.


V. Qual è la scrittura che più rispecchia il mio modo di essere attraverso le stelle? La Luna che spesso illumina le mie opere incontrerà un giorno la luce del Sole?

B. Sei nato scrittore. È vero che il tuo Sole di nascita è in Toro, segno stabile e concreto di terra, che cerca e da sicurezze materiali e affettive, guidato dalla gentile Venere, che ti illumina anche dal tuo ascendente, in Bilancia. È vero pure che Venere esalta la tua sensibilità e la tua ricerca del bello e dell’equilibrio. Non scriverai mai qualcosa di non bello o disarmonico. L’astro che però determina il tuo successo di scrittore è Mercurio, il pianeta dell’intelligenza agile, brillante, dell’eloquio che ammalia, della penna fluida, incantatrice. Il tuo Mercurio di nascita si trova nel tuo segno di nascita, il Toro, e questo può essere solo un bene, perché combatte la naturale pigrizia dei nativi Toro. 


Inoltre è collocato nell’ottava casa, quella del mistero e dell’occulto. Hai notevoli doti intuitivi, al limite del paranormale. I tuoi campi di indagine più fecondi sono quelli legati all’esoterismo, e Vitriol ne è la conferma.

V. Potrei scrivere un libro più sentimentale dedicato magari a mia figlia Miriam, rispetto ai thriller che scrivo solitamente?

B. La linea del successo passa nel tuo tema natale attraverso il segno del Cancro, simbolicamente collegata ai figli. Questo mi porta a dirti che una buona parte del successo per te arriverà dai figli. Sicuramente per te sarà una forte realizzazione personale, che passerà anche attraverso la scrittura di un romanzo, o una fiaba, che abbia come argomento i figli.

V. A volte penso di aver bisogno di una spugna per cancellare il passato, e un bacio della Luna per salutare il futuro, magari con un libro che possa lasciare il segno?

B. Il passato si alimenta solo se gli diamo potere. Saturno, il Signore del Karma, nel tuo piano natale ti ha portato la capacità di decidere per il meglio in ogni situazione, e ti invita ad agire con razionalità e intuito allo stesso tempo. Saturno è collocato nell’ottava casa, un posto buio, dove è facile perdersi, sulla soglia dell’invisibile. Eppure lui ti sta infondendo la capacità di essere una roccia, pur nelle difficoltà. Il bacio della Luna sta arrivando, non è lontano e lascerà il segno.

V. Amo i thriller e i noir, ma credi che loro amino me, o meglio, ho sempre pensato che uno vive se c’è un altro che crede in lui. Mi basterebbe sapere che le stelle credano in me, e che magari a volte mi sorridano. Che ne pensi?

B. Penso che il primo a dover credere in te sei proprio tu. Però ti faccio felice perché le stelle credono in te, e ti hanno donato alla nascita, ottimi strumenti per riuscire a realizzare la tua strada di scrittore. È chiaro che gli attrezzi da soli non si muovono, ci vuole l’atto di volontà da parte tua, e prima ancora il sogno. Plutone in Vergine ti rende medianico, quindi la tua scrittura potrebbe arrivare anche da altri mondi e da altre dimensioni, a te solo in parte sconosciute. Giove in prima casa ti invita a credere nella Fortuna, che arriva quando meno te lo aspetti, come conferma Urano dal tuo ascendente. Improvvisi cambi di scena ci sono stati e ci saranno, ma Urano ti regala anche la via d’uscita, improvvisa, inaspettata, e Giove la Fortuna. 

V. A volte nei miei romanzi penso di aver patito di irrealtà raccontata dalla realtà dei fantasmi delle mie opere, e che magari si materializzeranno nei sogni di un lettore incapace di sognare?

B. Venere quadrata a Plutone ti porta a esagerare nel dramma, dove per fortuna non ti perdi, grazie a Marte, in Gemelli, che ti sveglia la mente e favorisce la concentrazione. La tua è una intelligenza di tipo scientifico, portata alle novità tecnologiche. I fantasmi che ti aleggiano intorno abitano la tua ottava casa, ma non devi preoccuparti, perché sai dominarli.

V. Allora per concludere, secondo te, il futuro che colore avrà? Rosa, nero oppure porpora?


B. Sarà porpora, perché ti esprimerai bene miscelando le tinte del cuore, dei sentimenti, ma saprai aggiungerci il rosso della passione e un po’ di nero, per quel brivido dell’occulto che non guasta mai. Se vorrai fare qualcosa di diverso, prova anche col giallo. Credo che ti piaccia e non stona col il tuo tema natale. Il mistero ci sarà sempre, la ricerca esoterica lo stesso. L’amore, anche. L’erotismo…no!

Berenice ora ti saluta e va.


domenica 3 settembre 2017

La Chioma di Berenice e le interviste al contrario


Buona domenica a tutti, cari lettori. Oggi vi facciamo conoscere la nostra "Berenice", che già vi abbiamo presentato qualche giorno fa, e le sue interviste al contrario. Non è lei a intervistare l'autore del mese, ma è lo stesso autore che potrà chiederle quello che vuole, dopo che la magica Berenice avrà studiato la sua Casa natale e i suoi astri. Per bisogno e per diletto sono stata la prima a sottopormi all'analisi di Berenice e...quello che lei ha scoperto è incredibilmente vero. Vi va di leggere? Se l'intervista al contrario vi piacerà non esitate a contattarci tramite messaggio privato sulla pagina Facebook. Berenice vi contatterà per sottoporsi alle vostre domande e  per soddisfare la vostra curiosità. ( Servizio gratuito)

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Berenice scuote la sua chioma e come polvere di stelle piovono risposte agli interrogativi dei nostri autori, curiosi di conoscere quali doni sono nascosti per loro nelle profondità siderali.
La prima scrittrice che si spinge fino a Berenice è Lorena Marcelli, creatrice di questo blog e autrice di romanzi noti e appassionanti, citiamo come esempio lo storico L’Enigma del Battista. Ma Lorena è versatile anche in altri tipi di scrittura.
Lorena: Berenice dimmi, che luce speciale irradiano le stelle su di me?

Berenice: tu Lorena sei una Bilancia, un’esteta, una che cerca la bellezza e la perfezione. Inoltre il tuo ascendente è anch’esso in Bilancia, quindi nel tuo caso parliamo di segno puro. Tutte le qualità e tutti i difetti sono amplificati.


L. Qual è la scrittura che più si addice al mio tema natale? 

B. La quinta casa, quella della creatività, in questo caso artistica, nel tuo tema natale occupa il segno dei Pesci, il più sensibile, il più vicino all’infinito, il più fantasioso e delicato, romantico e complesso. In questa quinta casa troviamo Saturno, il pianeta del Tempo, del passato, della Storia.


L. Quindi non è un caso aver scritto un romanzo storico?

B. No, non è un caso. L’Enigma del Battista era scritto nelle stelle, come pure i romanzi erotici.


L. C’è un influsso particolare sulla scrittura erotica?

B. Certo, è il pianeta Mercurio, che ispira la scrittura, collocato nel sensualissimo segno dello Scorpione. Anche questo era scritto nelle stelle. Le storie d’amore che nascono in Paesi stranieri, sono suggerite invece da Venere, il pianeta dell’amore collocato nel Sagittario, legato ai viaggi all’estero. Nascono così gli amori stranieri che vivono tra le pagine dei tuoi romanzi.

L. E la strega di Kilkenny? Quale pianeta me l’ha ispirata? 

B. Nettuno, il pianeta che governa i Pesci, il segno più sensitivo dello zodiaco, nel tuo tema natale si trova in Scorpione, il segno dell’occulto, del mistero. Strega per destino di nascita stellare, non poteva essere altrimenti.




L. Mi lasci un indizio per il futuro?

B. Continua sulla strada che le stelle ti hanno tracciato davanti. Berenice ora va.






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