mercoledì 23 maggio 2018

Recensiamo

Due uomini e una culla
Andrea Simone

Due uomini e una culla
Prefazione di Lella Costa
€ 15,00 - Golem edizioni

Spesso si diventa genitori semplicemente perché da due persone sposate ci si aspetta questo; si mettono al mondo dei figli e si diventa genitori; ci si arroga un diritto riconosciuto nella società e ci si fra chiamare mamma e papà. Spesso si diventa genitori senza averne voglia; qualche volta è un incidente di percorso o qualcosa che doveva accadere, prima o poi. Un bambino può diventare anche il collante in una coppia che scoppia, un alibi o una speranza. Spesso genitore non lo si diventa biologicamente ma lo si può essere per tanti bambini. A volte lo si diventa dopo un lungo e doloroso percorso di inseminazione o di adozione.  Si diventa genitori. Non ho scritto si diventa mamma e papà, perché questo è un dettaglio che, almeno per me, ma spero anche per voi, non fa differenza alcuna. Un figlio ha bisogno di avere accanto a sé due persone che lo amano (ma anche una basterebbe, in realtà), e che lo ameranno per tutta la vita, al di là del sesso delle persone che compongono la coppia genitoriale. 
Quella di cui oggi parliamo è la storia di Anna, che nasce il 2 agosto 2014, in un sabato sera  di un’estate californiana neanche troppo calda.  Quella di cui parliamo è anche la storia di Andrea e Gianni, i papà di Anna che, nel 2012, iniziano a sentire il desiderio di un figlio. Quella di cui parliamo è anche la storia di un lungo e difficile percorso compiuto affinché Anna potesse entrare a far parte di una meravigliosa famiglia che l’attendeva con amore da due anni. Quella che vi raccontiamo è la storia delle Famiglie Arcobaleno, una associazione indipendente nata nel marzo 2005 e composta da coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. 


Anna è nata in un Paese dove la gestazione per altri non è vietata. Come dice  Lella Costa, nella sua prefazione,  anche io spero che l’orribile e dolorosa espressione “utero in affitto” sia stata bandita per sempre. Chi racconta il percorso compiuto per vedere nascere Anna è Andrea Simone, uno dei due papà. Andrea Simone, giornalista e blogger, nasce nel 1974 a Milano dove vive e lavora. Nella seconda metà degli anni Novanta, poco più che ventenne, inizia a lavorare come speaker radiofonico dei notiziari in alcune emittenti private milanesi.
In quegli anni non solo radio, ma anche doppiaggio televisivo e giornalismo (nel 2005 supera l’esame di Stato da giornalista professionista). Attivo principalmente sul web, ha collaborato con alcuni portali video di informazione multimediale, tra cui Corriere.it e Repubblica.it.
Ha lavorato per due anni in Francia in un canale televisivo internazionale all-news e scrive su Teatro.Online, un blog di interviste dedicato agli spettacoli teatrali in scena a Milano.
“Due uomini e una culla” è il suo primo romanzo. Io lo definirei senza alcuna esitazione un romanzo d’amore. In ogni riga traspare l’amore che  Andrea nutre nei confronti di Gianni, suo marito, di Anna, la loro meravigliosa bambina, dei labrador che fanno parte della loro famiglia, degli amici, dei parenti, delle persone che lo circondano. Andrea è una bellissima persona; bella e positiva, e questa positività il lettore la percepisce tutta, arrivando a commuoversi anche davanti alla sua mania di perfezione e al suo raccontare la nascita di Anna in maniera  meticolosa, puntuale, a tratti quasi maniacale (nel senso positivo, ovvio). Un romanzo che ha il sapore di un diario intimo ma anche di denuncia nei confronti di una società che ancora non è in grado di aprirsi al mondo, alla diversità, all’unicità di ogni essere umano. Uno stile semplice e lineare che arriva dritto allo scopo, se si è in grado di lasciare da parte stupidi pregiudizi. Andrea e Gianni sono due professionisti affermati, una coppia che si ama e che è in grado di dare alla loro figlia una vita serena, piena di amore e di attenzione. Il motto delle Famiglie Arcobaleno è “Alla fine è l’amore che crea una famiglia” e, se davvero, iniziassimo a crederci un po’ di più tutti quanti, il mondo sarebbe migliore. 
Anna è una bambina fortunata perché ha due papà che l’adorano, capaci di farle vivere una vita serena che tanti altri bambini che vivono nelle “famiglie normali” (ma cos’è la normalità? Chi ha il diritto di etichettare qualcosa come normale?) non riusciranno mai ad avere, ed è anche fortunata perché uno dei suoi papà le ha lasciato una delle più belle dichiarazioni d’amore che io abbia mai letto. Sì, perché “Due uomini e una culla” è una dichiarazione d’amore rara e delicata e Anna ha due papà ì belli, intelligenti, preparati e pieni d’amore che annullano, con la bellezza della loro anima, tutte le polemiche che qualcuno, leggendo la loro storia, così come quella di tante altre Famiglie Arcobaleno,  sicuramente avrà sollevato. 
Anna, oltre che fortunata, è davvero bellissima e ha due occhi che sprizzano felicità e mettono allegria. 




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