domenica 20 maggio 2018

Recensione di Maria Sabina Coluccia

René Dubois, la vita 
ai tempi di Dario Mancuso
 di Giulia Campinoti


Edizioni Il Foglio
€ 15,00

Dario, giovane liceale, vive immerso nello studio e fugge dai rapporti umani. L'unico a cui è permesso "entrare" è Mirko, suo migliore amico. Però, forse, farà un'altra eccezione per il chiodo fisso dai ricci ramati che, ultimamente, affolla i suoi pensieri. L'amicizia, quella vera, rara e preziosa, accompagnerà Dario e Mirko fra i banchi di scuola, e non solo. Ambientato in Sicilia in un futuro prossimo fra le incantevoli bellezze storico-culturali e artistiche di Catania, Messina e Siracusa, il romanzo si tinge di avventura quando Dario, diventato uomo, riceve una misteriosa lettera e... Dario si fermerà a riflettere sulla famiglia, corredo misto di cromosomi e DNA, lineamenti somatici e tratti caratteriali che sottilmente o più evidentemente lega l'uno all'altro, o che si trasmette generazione dopo generazione. La famiglia: è solo quello? Oppure, è qualcosa che va oltre questa definizione?

Recensione a cura di Maria Sabina Coluccia
Che cos’è l’amore? È quel sentimento che nasce, vive e non muore mai, anche se una pallottola può perforare un’anima innocente. Diana è morta. Ma Dario non si arrende alla morte dell’amata, come non si arrende all’evidenza dei fatti, l’uccisione dei suoi genitori. René Dubois, la vita ai tempi di Dario Mancuso, di Giulia Campinoti, edizioni Il Foglio è un romanzo che a prima vista si potrebbe definire di formazione. Ma a leggere dentro e tra le righe troviamo molto di più. 
Troviamo l’amore interrotto, sacrificato, annientato dal Male assoluto, la mafia. Troviamo la disperazione del protagonista, che si trasforma nel desiderio salvifico di chiudere i conti col passato e proiettarsi con il fratellino Ignazio in un futuro, che sia una rinascita e un’occasione di vita. La vita. La vita a ogni costo, anche a quello di agire sul filo traballante che definisce da una parte ciò che è giusto e dall’altra ciò che non lo è. L’amicizia, l’amore, il sacrificio, l’astuzia, il rischio, la speranza, il coraggio. Lo sforzo eroico di un ragazzo normale, Mirko, che è costretto dal sentimento di affetto profondo che lo lega al protagonista Dario, a trasformarsi in un supereroe. Mirko e Dario sono i due combattenti principali. La loro guerra è contro la mafia in primis, e contro un destino che sembra segnato. La loro guerra è fatta di astuzia e stratagemmi geniali, raccontati con una prosa fluida, accattivante, che suscita a volte ilarità, a volte tenerezza e spesso genera quella tensione, necessaria a tenere il lettore incollato al romanzo. L’autrice è abile nella descrizione degli ambienti e dei personaggi e mescola sapientemente più generi letterari. In René Dubois c’è infatti un po’ del poliziesco, un po’ del thriller ed elementi magici tipici della fiaba. Interessante si rivela in questo romanzo l’uso del doppio e della maschera, mutuati dalla commedia dell’arte ma qui rivisti in chiave narrativa, che reggono l’impianto del romanzo e stemperano alcuni passaggi molto densi di pathos. Sicuramente una buona lettura, che non manca di far riflettere sulla tragicità della vita e sulle ingegnose soluzioni, che possono risolvere anche i casi cosiddetti “impossibili”. Sicuramente una buona lettura che spinge a riflettere sulla profondità dei sentimenti più puri, in grado di smuovere le montagne e ribaltare il futuro

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