Recensiamo


"Il profumo del Sud"
di Linda Bertasi



 E-book € 1,99
lunghezza: 279 pagine
In vendita su www.amazon.it

Linda Bertasi ritorna con una nuova edizione de “Il profumo del Sud”, romanzo storico-sentimentale ambientato nell’America del diciannovesimo secolo, con contenuti inediti e la prefazione di Adele Vieri Castellano.

SINOSSI:
Porto di Genova 1858 - Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera. Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie. Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza. 
  
Dal Prologo:
La ‘Lanterna’ spiccava sul porto di Genova in tutti i suoi centodiciassette metri. Aguzzò la vista. Eccoli: i due grifoni che reggevano lo scudo con l’insegna di San Giorgio, una croce rossa in campo bianco, la coda e le ali alte, quasi a sfiorare la corona che li sormontava, rigorosamente chiusa, simbolo tangibile di sovranità. 

Sulla banchina, di fronte a lui, sostava qualche parente venuto a tendere l’ultimo flebile legame con famigliari emigranti, ansiosi di lasciarsi la penisola alle spalle e di approdare su terre più fortunate e rigogliose. Ansiosi di raggiungere il Nuovo Mondo, emblema di speranza e di futuro in quegli anni burrascosi.  Sorrise della loro ingenuità, spostando lo sguardo dai nastri colorati, tesi sino alla nave, ai pochi passeggeri sul ponte di quel piroscafo a vapore, più simile a un brigantino che a un transatlantico. Alzò gli occhi, osservando l’alberatura e il fumaiolo alto e stretto che s’innalzava verso il cielo azzurro. Sarebbe stata una traversata lunga e piuttosto scomoda. Fece un rapido calcolo dei passeggeri: una trentina senza contare l’equipaggio, per lo più emigranti tricolori. Ed ecco i nastri tendersi sempre più,il piroscafo si stava muovendo. Le grida di un paio di ragazzini alla sua destra lo distolsero. Lanciò uno sguardo infastidito nella loro direzione e la vide addossata alla ringhiera di legno, la presa ferrea, le dita livide, intenta a fissare un punto imprecisato tra le acque.


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Scrivere un romanzo è difficile di per sè; scrivere un romanzo storico, a volte, è, oltre che difficile, molto rischioso, perché basta poco per tramutare il romanzo in saggio, togliendo al proprio lavoro il pàthos necessario per far sì che il lettore venga travolto e coinvolto dalla storia. Un romanzo come “Il profumo del Sud” presuppone una conoscenza approfondita del periodo storico in cui la storia è ambientata, ma, soprattutto,una capacità non comune a tutti i narratori: quella di prendere per mano il lettore e fargli vivere la storia come se anche lui ne fosse parte integrante, offrendogli uno spaccato di vita, senza fargli rendere conto che sta, nel contempo, ricevendo un’approfondita lezione di storia. Linda Bertasi riesce a fare tutto ciò e lo fa con delicatezza e bravura e con uno stile che incanta e stupisce, tanto è la naturalezza con la quale parla di fatti accaduti due secoli fa, come se anche lei li avesse vissuti personalmente. La trama del suo romanzo è interessante e travolgente e le descrizioni dei luoghi sono perfette, così come lo sono quelle dei personaggi che impariamo a conoscere e ad amare pagina dopo pagina: Anita,una giovane donna di diciannove anni, che lascia alle sue spalle una vita che credeva perfetta e che, dal momento in cui il piroscafo si stacca dalla banchina di Genova, decide di farsi chiamare Isabella; l’irriverente Justin Henderson, un uomo che sa quello che vuole; Margherita, la donna che diventa la migliore amica di Anita/Isabella, e poi Emma, Grace Hamilton e poi tutti gli altri, che rivestono il difficile ruolo di protagonisti secondari, ma assolutamente necessari per l’intera storia.

Non può passare inosservato nemmeno lo stile narrativo e linguistico dell’autrice. I dialoghi, poi, sono il classico esempio di come le parole possano diventare camei preziosi. Nei dialoghi fra i protagonisti l’autrice ci rivela il loro modo di pensare , che altro non è che il naturale riflesso del tempo che vivono, della Nazione in cui si trovano e del contesto sociale cui appartengono. Lo stile è fluido, scorrevole, colmo di metafore ma mai sovrabbondante.La storia si conclude nel 1867 e il finale è sorprendente, ma non posso anticiparvi nulla, come ben potrete comprendere. Vi invito solo a leggere questo romance storico e vi esorto a farvi trasportare nel passato,così come è accaduto a me.

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