OGGI PARLIAMO DI

"CONCEDETECI UNA LICENZA"
STASERA PARLIAMO DEL THRILLER STORICO
"L'ENIGMA DEL BATTISTA" 
di Lorena Marcelli

Un viaggio lungo settecento anni, alla ricerca di una Reliquia che potrebbe cambiare la storia e svelare molti segreti. Un viaggio che inizia nel 35 d.C. , alla corte del Tetrarca Erode, quando Salomè chiede la testa del Battista. Non il 33, ma il 35, perché fin dalle prime pagine è chiaro che non tutto è quello che sembra....

Dal prologo:

Galilea, 35 d.c.

* * *

Le due donne passeggiavano lentamente lungo il porticato della lussuosa villa. La prima, più anziana, sembrava quasi sovrastare, con la sua fisicità e imponenza, la splendida ragazza che le camminava accanto. I servi e i soldati, seppur non avrebbero dovuto farlo, non riuscivano a tenere gli occhi bassi, quando lei passava. Il viso, di un pallore diafano, era circondato da lunghi capelli neri come la notte, che portava alti sulla nuca e increspati ad arte. Li adornava spesso con perle e pietre preziose e le stesse gemme rilucevano intorno ai polsi e al collo, incredibilmente sottile e flessuoso. Gli occhi, grandi e scurissimi, avevano un taglio obliquo perfetto e sembravano rivolgere mute domande alla sua interlocutrice, che, però, continuava a parlare solo di ciò che le interessava, senza curarsi di darle risposte. Le labbra, carnose e sensuali, erano costantemente schiuse e lasciavano intravedere una dentatura perfetta e minuscola, da bambina. Il corpo perfetto, agile e scolpito da ore di danza, s’intravedeva sotto la semplice tunica di lino ocra e i piedi, coperti da leggeri sandali di pelle scurita dal sole, avevano dita piccolissime, ognuna dipinta con l’henné.  La ragazza camminava in silenzio, ascoltando con muto rispetto le parole della madre.
«Ha osato dire proprio queste parole. Quel vile ciarlatano, quel falso profeta, quel pazzo predicatore coperto di cenci puzzolenti, quel povero mangiatore di miele selvatico e locuste del deserto ha osato dire al re Non licet tibi habere uxorem fratris tui!  Ti rendi conto? Ha osato offendere il re dicendogli che non era lecito sposare la donna che era la moglie di suo fratello, come se avesse il diritto di intromettersi nei nostri affari! Fino a quando quel maledetto Profeta rimarrà in vita io, Erodiade, non avrò pace e nella mia memoria e nel mio cuore rimarranno impresse le sue parole, come se lui lo avesse marchiato con il più ardente dei fuochi! Il suo oltraggio merita solo di essere punito in maniera esemplare!» il tono della donna era duro, secco, senza pietà.
La giovane scosse la testa, alzando gli occhi verso il viso della madre, stravolto dalla rabbia «Madre, sapete che vostro marito non permetterà mai di fare del male a Iokanaan. Lo teme molto e crede in quello che lui dice e predica. Il tetrarca sa che gode del favore del popolo, dal quale è venerato e considerato. Pensano che sia il profeta di quel Dio che loro adorano, anche se nessuno l’ha mai visto.»

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Cosa lega Dame Alice Kyteler, una nobildonna irlandese, vissuta fra il XIII e il XIV secolo a Kilkenny, in Irlanda, e Alessia Lamb, giovane donna del XXI Secolo? Quale destino le accomuna? Perché Alice fu accusata di stregoneria e Alessia, dopo settecento anni, si ritrova a percorrere gli stessi passi di quella che veniva chiamata “la strega di Kilkenny”?
Galilea, 35 d.C. 
Salomè è l’unica saltatrice della serata ed Erode impazzisce di desiderio per la giovane e bellissima figliastra. Alla fine della danza, il tetrarca, completamente in sua balìa, le promette che le concederà tutto quello che desidera, anche se fosse la metà del suo Regno. La ragazza chiede la testa del Battista. 

Kilkenny, Irlanda, 1324 
Alice Kyteler, una delle donne più ricche e importanti della cittadina di Kilkenny, è accusata di stregoneria dal Vescovo di Ossory, Richard De Ledrede. Il processo contro la strega di Kilkenny, scatena una lotta feroce fra l’emissario del Papa e i seguaci dei Figli della luce, ai quali Alice appartiene, come il resto della sua gente. La condanna finale è il rogo ma Alice, incredibilmente, riesce a fuggire. Dove? Da chi è aiutata durante la fuga, e cosa conduce con sé? 
Italia, 24 giugno 2012 
È il giorno in cui si celebra la nascita di San Giovanni Battista e Alessia Lamb, una giovane italo irlandese, che ha aperto da poco un’erboristeria, come da antica tradizione familiare, il giorno del suo ventiseiesimo compleanno riceve una telefonata da un avvocato di Dublino. Deve recarsi immediatamente in Irlanda perché qualcuno l’ha nominata sua erede. Alessia è interdetta perché a Dublino, dove ha vissuto fino all’età di dieci anni, non ha più parenti in vita. Chi l’ha nominata sua unica erede, e cosa le ha lasciato? Sull’isola la giovane scopre che, chi ha aspettato una vita per incontrarla, non le ha lasciato semplicemente dei beni materiali, ma un’antica storia, che la lega indissolubilmente a una donna vissuta settecento anni prima. Chi sono le persone che l’hanno convocata e perché hanno atteso tutto quel tempo, prima di contattarla? Perché tutti pensano che lei sia l’eletta? Qual è il destino che dovrà compiere, risolvendo un antico enigma?
Recensioni:
Questo romanzo di Lorena Marcelli s’impone da subito al lettore, trascinandolo in un susseguirsi di eventi concatenati che non gli permettono una tregua, costringendolo a proseguire capitolo dopo capitolo per soddisfare la propria avidità di conoscerne l’epilogo. Il romanzo si snoda tra diversi periodi storici adottando un linguaggio curato e appropriato ai periodi stessi. Lorena sa descrivere le protagoniste Alice e Alessia come se fossero reali, con le loro personalità che fanno da ossatura alla storia e all’intreccio.La vicenda è ispirata alla vita di Alice Kyteler, considerata una strega, e alla sua discendente moderna Alice che dovrà chiudere il cerchio di un enigma durato secoli. Non è compito di chi scrive anticipare la trama ma certamente è un dovere segnalare la bravura dell’autrice nel narrare episodi storici realmente accaduti, descrivendone sia personaggi reali sia frutto della fantasia, con l’appoggio di studi e ricerche pazientemente condotte.Le descrizioni dei cavalieri, ad esempio, sono efficaci, così come quelle dei luoghi odierni, che invogliano a visitare gli affascinanti paesaggi scozzesi. Non manca il tocco femminile nel raccontare sentimenti e atteggiamenti delle donne protagoniste, siano esse abili nell’arte amatoria e di seduzione oppure ingenue e moderne fanciulle.L’enigma del Battista è un ottimo libro e definirlo un thriller storico è, a mio avviso riduttivo, poiché offre un’ampiezza di generi al suo interno, godibile anche da diverse fasce di lettori i quali, per certo, potranno fruire di spunti di riflessione e discussione.Assolutamente consigliato per originalità, stile e accuratezza. Daniela Vasarri (scrittrice)



Non è vero che “L’enigma del Battista” si legge tutto d’un fiato, ma non è un difetto. Anzi! Nella storia si entra in punta di piedi e con estrema attenzione perché ogni pagina, ogni singolo rigo, non è casuale, mai banale e tantomeno sensazionalistico. C’è cura che è rispetto per il lettore che viene condotto per mano in un intreccio per niente facile che si snoda in tre periodi storici. L’autrice lo fa con estrema congruenza e senza sbavature, con un tocco da narratrice cinematografica tanto è dettagliata (ma non noiosa o pedante) la descrizione di luoghi, interni, situazioni. Chissà se intimamente pensa già ad una prosecuzione sul grande schermo?I personaggi sono tratteggiati nell’intimo e ci si sente a loro vicini nei gesti e nelle emozioni. Interessanti le descrizioni delle situazioni per così dire “sensuali” ove con chiarezza si denota la femminilità e la delicatezza dell’autrice. Da non credere che questa sia “un’opera prima” quando, nel mercato del libro, vengono incensati e pontificati autori che non compiono neanche un centesimo della ricerca e ricostruzione storica della Marcelli.Unico dubbio è che si sia “tagliato” troppo e che pagine in più non sarebbero state sgradite (almeno da chi scrive). Più che un sequel mi piacerebbe un approfondimento su Alice, sulla sua vita dopo la fuga in Scozia associata alla storia di questa terra che nell’immaginario significa libertà, almeno per me che adoro le terre dell’estremo Nord.Ero perplesso, a una cinquantina di pagine dalla fine, sulle modalità di chiusura e temevo che la Marcelli potesse perdersi nel finale. Così non è stato ed è il suggello perfetto al libro. I finali, si sa, sono cosa spinosa ed uscire fuori, anche qui mi ripeto, in maniera lineare fa dell’autrice una “promessa” della quale sentiremo sicuramente parlare in futuro. In parole povere…brava! Roberto Di Giovannantonio (Presidente Circolo virtuoso "Il nome della rosa")

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