Le interviste


SIMONA COLAIUDA





La bellissima e simpatica Simona Colaiuda, autrice della raccolta di racconti  "Storie d'amore",  edita da Lettere Animate, è anche una mia carissima amica e, per questo, sono davvero felice di farvela conoscere attraverso questa interessante intervista.

Ciao Simona, iniziamo con una domanda molto semplice: chi è Simona Colaiuda nella vita di tutti i giorni?
Ciao Lorena e grazie per avermi ospitata nel tuo blog. Domanda tutt’altro che semplice la tua, per una persona che ama descrivere tutto e tutti fuorché se stessa, soprattutto nella vita di tutti i giorni, che poi è la parte più intima di noi. Sono semplicemente una donna che cerca di esprimere se stessa attraverso l’amore per la propria famiglia e per il proprio lavoro. Sono alla continua ricerca di quel fragile equilibrio che mi permetta di dividermi tra impegni lavorativi, impegni familiari e passione per la ricerca e la scrittura.
Ho la fortuna di avere alle spalle una prestigiosa tradizione familiare in campo assicurativo. Ma l’avere un’agenzia di assicurazioni, non mi ha impedito di diventare un Life and Business Coach. Il coaching, al pari della scrittura è una mia grande passione, e faccio parte dell’ordine professionale dei coach, ICF Italia, International Coach Federation, dove rappresento l’Abruzzo e il Molise.  

Tu sei una scrittrice emergente e da poco hai pubblicato una raccolta di racconti con Lettere Animate, dal titolo “Storie d’amore”. Non è la tua prima pubblicazione e non è la prima volta che racconti l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature. Ci puoi dire come nasce il tuo stile e, soprattutto, come nasce la passione per le storie che parlano di donne?
Sono una donna, descrivere l’universo femminile mi viene quasi automatico. Non so definire il mio stile, ma, quando scrivo, cerco di essere onesta con me stessa e con il lettore. Scrivo cose che anch’io leggerei volentieri. Cestino tutto quello che non mi convince. Non so se sia lo stesso anche per te o per le altre scrittrici e scrittori, ma io vivo essenzialmente in due mondi distinti e paralleli. Schizofrenia a parte, ho una fervida immaginazione. La mia professoressa di latino del liceo mi diceva che avevo la testa sempre altrove, ebbene oggi dopo tanto tempo devo darle ragione: vivo qui, ma vivo anche altrove. In momenti diversi della giornata mi vengono a trovare le mie storie. Le immagino, le vivo fino a quando il rumore che fanno nella mia testa è così forte che le devo raccontare: sono loro a voler prendere forma sulle pagine e io non posso che appassionarmi per loro.

Per scrivere racconti brevi bisogna essere un’attenta osservatrice. Pensi di essere avvantaggiata perché sei una coach?
Mi affascinano i particolari, da sempre. Inoltre ascolto con attenzione le persone, ma si tratta di una caratteristica innata più che di una vera a propria deformazione professionale.

Ti rispecchi nei tuoi personaggi, oppure cerchi di descrivere persone completamente diverse da te?
Mi piace descrivere persone diverse da me, diventa quasi una sfida. Però in ogni personaggio c’è un frammento di me.

Molte delle tue storie sono ambientate a L’Aquila, la tua città, nel periodo post terremoto.  Parlare di quell’evento attraverso le storie altrui può essere stato un modo per esorcizzare quella terribile esperienza?
Ho scritto una raccolta di racconti dedicata alla mia città e al terremoto che l’ha devastata. L’Aquila è tuttora e nonostante tutto una città bellissima e mi piace portarla a rivivere attraverso le mie storie. Sarebbe più glamour parlare di una metropoli o di New York, ma io amo la mia terra e il calore dei miei conterranei. Benedetto Croce scriveva: “Quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese!"
Sono fiera di essere abruzzese, ecco perché ambiento i miei racconti e i miei romanzi a L’Aquila e in Abruzzo.  Amo la mia terra e vorrei riuscire a dipingerne la sua bellezza, i suoi colori, i suoi profumi e il suo cuore vibrante che batte.

Qual è il libro del tuo cuore?
Forse quello che ha cambiato la mia prospettiva e che mi ha spinta a intraprendere nuove sfide: ‘Pensieri lenti e veloci’ di Daniel Kahneman.

Quale genere ti rimane proprio indigesto e non scriverai mai?
L’horror, salvo solo Dylan Dog.

Quale dei tuoi libri o racconti ti rispecchia di più?
Forse uno dei miei primi racconti: ‘Intervista con la madre’.

Novità su progetti futuri?
Posso anticiparti che ho da poco finito di scrivere un saggio sul coaching che verrà pubblicato da una titolata casa editrice.
Sto attualmente lavorando su diversi progetti creativi.  

Qual è il libro che vorresti scrivere e che non hai ancora scritto?
Non ho ancora scritto un saggio di neuro-economia, ma anche quello comincia a far rumore nella mia testa.

Con quest'ultima risposta Simona saluta tutti e vi invita a leggere i suoi racconti d'amore. Noi la ringraziamo per la sua disponibilità e le diamo appuntamento a presto. 

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