venerdì 9 febbraio 2018

Filippo Semplici - Il Faro- La nostra recensione

 
Filippo Semplici
Il  Faro
 

Horror - romanzo breve (105 pagine, € 2,99 ) - Un viaggio inaspettato tra gli orrori di H. P. Lovecraft.
 
"Sono talmente stanco dell'umanità e del mondo che nulla suscita la mia attenzione se non comporta almeno due omicidi a pagina o se non tratta di innominabili orrori provenienti da altri spazi." 
(H.P. Lovecraft)
 
Nessun’altra frase di Lovecraft avrebbe potuto racchiudere lo stile narrativo di Filippo Semplici, autore di horror che ho conosciuto qualche mese fa grazie al suo romanzo “Ti guarderò morire”.  
 
Prima di lasciarvi le mie impressioni su “Il Faro”, il nuovo horror pubblicato con Delos Digital, vi presento subito l’autore:

Filippo Semplici  nasce il 21 settembre 1976. Lavora come impiegato e ama scrivere. I generi che preferisce sono horror, fantascienza, thriller e tutto quello che in qualche modo lo allontana dalla realtà, che vive sulla pelle tutti i giorni e che a lungo andare annoia. Esordisce nel 1999 con il racconto Il cucciolo, pubblicato da Fanucci e selezionato da Valerio Evangelisti. Nel 2006 pubblica il romanzo breve Senza paura per Tabula Fati. Pubblica inoltre numerosi racconti per la rivista Inchiostro e siti web. Nel 2009 è il momento de Il giorno dei morti, romanzo edito da Edizioni Esordienti Ebook. Nel 2015 pubblica il racconto Best Seller nell'antologia Esecranda 2015. Nel 2016 è finalista al torneo Io scrittore edito da GeMs, con il romanzo Il paese, e sempre nello stesso anno vince il secondo premio del Premio Letterario Terni Horror Festival con il romanzo Il faro, selezionato da Tullio Dobner.
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Rinunceremmo a un incarico di sei mesi in una splendida e deserta isola tropicale, al termine del quale saremmo ricchi? Solo uno stupido lo farebbe. Ma prima di accettare, faremmo meglio ad assicurarci che quel posto sia davvero… deserto. 

Con questo romanzo Filippo Semplici vinse, nel 2016, il secondo premio al Premio letterario Terni Horror festival e lo stesso è, proprio come si può ben capire anche grazie alla citazione che apre la narrazione, un omaggio a uno degli autori che ama di più: Howard Phillips Lovecraft.
“Il Faro” è molto diverso dal precedente lavoro: qui non troviamo spargimenti di sangue ma la tensione emotiva è forse anche più forte e coinvolgente. Un horror “weird fiction” dove, come anche lo fu per Lovecraft, il termine weird è inteso nel senso di “strano”. Lo scrittore ha approfondito aspetti diversi dal solito, concentrandosi soprattutto sul terrore psicologico che dal protagonista si ripercuote sul lettore  e lo tiene ugualmente inchiodato  alle pagine (seppur digitali).

Tommaso, il protagonista principale, è soffocato dai debiti contratti con uno strozzino e per denaro accetta un ingaggio che lo renderà ricco dopo sei mesi. Deve trasferirsi con tutta la famiglia su un’isola tropicale al largo del Pacifico e sarà il guardiano del faro. Così parte insieme a Giulia, la sua compagna, a suo figlio Marco e a Luna, la cagnetta di casa. Tommaso racconta la sua storia attraverso le pagine di un diario che, inizialmente, hanno toni entusiastici e ci rimandano l’immagine di un vero e proprio paradiso terreste. Ben presto, però, la prospettiva muta in maniera drastica e il sogno si trasforma in un vero e proprio incubo. 
 
Lo stile usato è come sempre immediato, diretto e lineare. La tensione emotiva/psicologica cresce di riga in riga e inquieta il lettore che non capisce contro cosa o chi si trova a combattere Tommaso. Il risvolto psicologico della storia è molto interessante e contribuisce a rendere questo horror davvero diverso dagli altri.


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