Recensione - Le nuove confessioni di Eva - Rita Angelelli


Le nuove confessioni di Eva
Rita Angelelli




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Recensire un romanzo erotico non è semplice; non lo è nemmeno per chi lo scrive e dovrebbe avere dimestichezza con l’argomento. Recensire il romanzo erotico di Rita Angelelli è ancora più difficile perché gli argomenti, le situazioni, le scene e le conversazioni che si trovano nelle pagine del suo romanzo non offrono appigli facili o standard intorno ai quali scrivere delle considerazioni generali o scontate. 
Secco, immediato, forte e schietto, il linguaggio dell’autrice ci catapulta nel quotidiano di Eva, la protagonista. L’unico appiglio per spiegare la storia di Eva (ma forse no), lo troviamo nell’insolita dedica alla noia

La Noia 
Si nutre di cattivi pensieri,
spesso banali,
di cliché che ti sbattono addosso.
Qualche volta ti avvolgi di vuoto,
e poi sprofondi nel nulla assoluto,
combatti contro gli zeri
- è ciò che ti senti-
e zero è ciò che rimani.
Pensi di assassinare la noia
cantando canzoni con la voce stonata,
per riempire silenzi che risuonano a morte,
o scrivendo versi che aggiungono niente,
tanto chi vuoi che li legga.
È già tanto se torno a sfogliarli.
Spesso nemmeno una bistecca
ha un buon sapore,
nonostante la fame viva nei crampi.
Nulla appare allettante.
Niente ti soddisfa,
nemmeno una buona scopata.
A volte
ti senti una merda.
A volte
le parole sono vuote,
tuttavia piene di vita.

Eva si annoia e ha bisogno di vivere situazioni forti e non convenzionali, o ha proprio la necessità di vivere in questo modo? Il sesso, per lei, è indispensabile tanto quanto respirare, in fondo. 



Pur di uscire dalle ali protettive di una famiglia soffocante, Eva va a vivere con un facoltoso e intraprendente avvocato di Opera, socio di uno degli studi legali più importanti di Milano. Pur riempiendola di costosi regali, l’uomo si considera il suo padrone e la tratta come una vera e propria slave. Eva non disdegna il trattamento, sia perché pensa di essere innamorata di Luigi sia per la sua indole masochista. Presto però si accorge che il compagno la tratta come un oggetto,la tradisce ed è coinvolto in affari poco puliti. Sfruttando la sua bellezza e la sua curiosità nei confronti del sesso, Eva inizia a cercare di rendersi indipendente e presto entra in contatto con uomini facoltosi disposti a pagare per poterla avere anche solo per poche ore. Il giorno della sua laurea segna il futuro di Eva: Luigi scopre la sua attività, la picchia e la tortura. La ragazza fugge da quella schiavitù portando con sé documenti, denaro e gioielli del compagno, trova un lavoro di copertura a Milano e diventa una Prodomme. Luigi però è sulle sue tracce, pronto a fare terra bruciata intorno a lei. Sarà costretta a fuggire di nuovo, perché la sua vita e quella delle persone che le ruotano attorno è in serio pericolo.

L’eros si può raccontare in diversi modi e Rita Angelelli ha deciso di farlo senza filtri e senza inganni; Eva ama fare sesso, ama gli eccessi e ama sperimentare il piacere in ogni modo. Eva scopre che il sesso si può usare per raggiungere gli scopi che si è prefissa e lo fa senza alcun senso di colpa. 
Per lei è contemporaneamente un piacere e un’arma che usa a suo piacimento.
Non ho ancora ben capito se la figura di Eva mi sia piaciuta o no. In lei ci sono una serie di contraddizioni  e di eccessi che, a volte, mi sarebbe piaciuto prenderla a sberle, se ce l’avessi avuta vicino. Tuttavia non ho potuto fare a meno di percepire, nel suo modo di fare e di pensare, le paure e i vizi che si nascondono nell’animo di ogni donna, anche se nessuna di noi lo ammetterebbe mai, spaventata dal lato oscuro e torbido del suo “essere”.
Eva è una ragazza moderna e non si fa scrupoli, quando vuole qualcosa. Il sesso, per lei è la sua carta vincente. Sa di essere bella, provocante, sensuale, e usa il suo corpo per ottenere successo e denaro. In quelle pagine incontreremo la Eva che ci dà fastidio, che scuote la nostra coscienza e il nostro “ben pensare”. In quelle pagine incontreremo la Eva che giudicheremo e condanneremo senza appello. Un giudizio che non terrà conto dell’altro lato della personalità di Eva: quello che fa capolino in mezzo alle tante parole crude e dure; quello che si perde nel cinismo dei suoi pensieri e della storia; quello che non salta subito agli occhi.
Eva, in fondo, è una donna vissuta senza amore e che vive sapendo che ne ha una necessità quasi vitale. È una donna che, nell’eccesso, cerca di trovare la propria dimensione, il proprio ruolo. Eva è una donna triste, se ci pensate un minuto in più. Triste e sconfitta fin dall’inizio della storia, quando  decide di fuggire da una famiglia che la opprime, e si rifugia dentro un’altra prigione; dorata di sicuro, ma sempre prigione.
Il sesso, in questa storia, evoca ossessione, dominio fisico e psicologico, rabbia e dolore non poteva essere meglio interpretato. Perché esso stesso è un protagonista, se non il protagonista principale del romanzo. 
Non leggete “Le nuove confessioni di Eva” se volete passare due ore spensierate sotto l’ombrellone o in qualunque altro posto al mondo. Leggetelo se siete pronti anche a vedere, in voi o intorno a voi, quella parte di Eva che sentirete di disprezzare e non comprendere. 


Leggetelo perché di Eva, accanto a noi, ce ne sono tante e non lo sappiamo ancora. Leggetelo se siete pronte ad affrontare una ragazza come tante; in fondo è davvero una brava ragazza.

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