"Livia" di Francesca Petroni




Livia
di Francesca Petroni
Editore: Le Mezzelane
Pagine: 223
Genere: narrativa storica
Anno di Pubblicazione: 2017

Livia Drusilla Claudia nacque a Roma il 30 gennaio del 58 a.c. da Alfidia a da Marco Livio Druso Claudiano. Il diminutivo “Drusilla” fa dedurre che fosse la seconda figlia della coppia. A sedici anni, nel 42 a.c. sposò il cugino patrizio Tiberio Claudio Nerone, che combatteva nel partito dei congiurati. Quando l’esercito dei congiurati fu sconfitto nella battaglia di Filippi (42 a.c.), Claudiano si suicidò, mentre Tiberio continuò a combattere contro Ottaviano, passando dalla parte di Marco e Lucio Antonio. Nel 40 a.c. la famiglia di Livia fu costretta ad abbandonare la penisola italica, per evitare la proscrizione dichiarata da Ottaviano, e raggiunse prima la Sicilia e poi la Grecia.
Questo, più o meno, è quello che abbiamo imparato a scuola, quando abbiamo studiato la storia romana. Solo nozioni fredde e impersonali, che nulla ci dicono sulle persone che l’hanno fatta, sui loro sentimenti, sulle loro paure, dolori, tragedie. Quella che ci hanno fatto studiare non è la storia che avremmo voluto imparare. O meglio: che avremmo avuto il diritto di conoscere. Se avessimo letto “Livia” di Francesca Petroni ci saremmo innamorate di quel periodo storico che ci appartiene, ma che non conosciamo affatto. 

La Sinossi del romanzo ci fa fare un passo in avanti, rispetto alle nozioni che troviamo su testi didattici. Leggiamola insieme.

Livia e Gaio Ottavio, il futuro Augusto. Due fazioni, due famiglie rivali nella Roma più bella e sanguinosa della storia. Un viaggio attraverso gli occhi di quella che sarà la donna più potente dell’Impero, fra le tradizioni di una Repubblica che sta cedendo il passo di fronte all’avanzata dei carri scintillanti di Cesare e dei suoi legionari vittoriosi. 
Livia è solo una bambina quando Giulio Cesare oltrepassa il Rubicone, ma sente nella voce di suo padre quanto questo sia devastante per lo Stato a cui lui ha dedicato la sua vita. Lei è troppo giovane per capire le ripercussioni che questo avrà sulla politica ma, da quando ha incontrato il giovane Gaio Ottavio e si è persa nei suoi occhi di cristallo, si è fatta strada in lei la consapevolezza che la sua vita sia legata a doppio filo con le sorti di Roma, perché il giovane Ottavio le ha promesso che la sposerà, dovesse mettere Roma in ginocchio ai suoi piedi. 
Ma la strada è aspra e dolorosa e la speranza è a un passo dal perdersi in una fine che, in realtà, è un nuovo inizio. Una nuova alba per Roma e per quelli che ormai non sono più due adolescenti, ma un giovane uomo e una donna che la renderanno grande come non è mai stata e come, forse, non sarà mai più. 

“I tuoi lineamenti saranno cesellati di marmo e il tuo carattere personificherà le virtù più care a uno dei più grandi imperi della storia: quello di Roma.”

Non ci troviamo più davanti a personaggi storici inanimati e impersonali, ma a donne e uomini che hanno vissuto la storia prima di noi e che abbiamo la fortuna di poter conoscere e apprezzare come non ci è mai stato permesso prima. 
Scrivere un romanzo storico è un grande azzardo. Si rischia sempre di cadere in qualche trappola e si rischia anche che il lettore chiuda il libro non appena si accorge che c’è qualcosa che non  va. 
Guardate la foto di Livia; osservate la sua statua. Cosa vedete? Una bella donna, non ci sono dubbi, ma sareste in grado di descriverla e di farla muovere e agire a partire dal 49 a.c? Come si pettinavano i capelli in quel tempo? Come si chiamavano gli abiti che le donne e gli uomini indossavano? Quali gioielli appartenevano alle donne non sposate e in quale modo lo sposo le accoglieva nella nuova dimora? 
Francesca Petroni ci porta nell’antica Roma e ci fa entrare nelle case delle nobili famiglie romane, ma non lo fa con l’irruenza di un qualsiasi professore che snocciola nozioni su nozioni; lei ci fa “vedere” quello che avremmo visto se fossimo nati anche noi in quelle case. La scelta della narrazione in seconda persona, poi, è geniale. Trovo che sia perfetta per un romanzo storico di così alto livello. Attraverso il punto di vista di Livia ripercorriamo gli anni più importanti di Roma e dell’Italia intera: la caduta della Repubblica, l’assassinio di Giulio Cesare, la grandezza di Augusto. 
Gli occhi di Livia ci raccontano una storia difficile (e spesso considerata noiosa), con una semplicità disarmante che ci coinvolge e travolge emotivamente, facendoci appassionare alle vicende di tutti i personaggi che incontriamo durante la lettura. Personaggi perfettamente delineati anche se poco influenti nella trama, come ad esempio Nur Ahktep, l’ancella egizia che Livia porta con sé a Roma. Poche righe dedicate alla donna dalla pelle ambrata; poche righe che ce la fanno vedere e sentire subito, senza aver bisogno di lunghissime e dettagliate spiegazioni. 
Tutte le vicende sono contornate e dominate dalla storia d’amore fra Livia e Gaio Ottavio; una delle più belle storie d’amore di tutti i tempi; ancora più bella di quella fra Romeo e Giulietta, oserei dire. Due persone forti, intelligenti, caparbie e capaci di aspettarsi per anni, superando ogni sorta di ostacolo e di impedimento.
Livia non è semplicemente un romanzo storico. Livia È il romanzo storico che tutti dovrebbero leggere e far leggere. Soprattutto agli studenti.  

Francesca Petroni vive a Roma, è laureata in Giurisprudenza e ha un master in Management Marketing. Adesso lavora in una multinazionale che si occupa di giochi. In passato ha praticato a livello agonistico le arti marziali e ora è anche mamma di due splendidi bambini: Luna e Ludovico. Ha pubblicato “L’altro lato del sole” (La Corte editore, 2016), “Quando arriva la notte” (La Corte editore, 2017) e “Livia” (Le Mezzelane, 2017).


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