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SILVIA MAIRA




I funerali di nonna Isadora riporteranno Isa, quarantenne di origini siciliane, dopo vent’anni, in Sicilia.
Il suo matrimonio con Sergio è in crisi. La nonna e i suoi due figli sono gli unici affetti autentici della sua esistenza.
Sarà l’occasione per fare un viaggio a ritroso nel tempo, scavando nei propri ricordi di bambina e di adolescente,  ritrovando  gli affetti che aveva lasciato. In questo viaggio tra i ricordi si ritroverà faccia a faccia con una parte del suo passato che aveva cercato di dimenticare, ma con il quale dovrà fare i conti, per riappacificarsi prima di tutto con se stessa e risolvere problemi della sua vita mai risolti.

Un percorso intenso, nostalgico, dolcissimo e doloroso al tempo stesso, che porterà la protagonista ad interrogarsi sulla propria vita, a dare risposte a delle domande che l’hanno inseguita, a far pace con se stessa e riscoprire quei banali momenti speciali che ha sempre desiderato.




E, se volete guardare il suo video, lo trovate qui:

https://www.youtube.com/watch?v=HPHTbfmcoTI





Daniela Vasarri è nata e vive a Milano. Ha viaggiato molto e la sua passione per la scrittura l'ha spinta a cimentarsi nella narrazione di racconti d'ispirazione autobiografica. Ho conosciuto Daniela a seguito di un concorso, che entrambe avevamo vinto e ho scoperto, in lei, una sensibilità rara e preziosa. Dedico questo mio primo post a questa bravissima scrittrice, invitandovi a leggere Maeva, la benvenuta (L'amore ai tempi del web), per scoprire la delicatezza della sua scrittura. 

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Matilde è una donna moderna e coraggiosa, oltre che dannatamente ostinata. Non più sposata, decide di inseguire il proprio sogno di maternità, negatole nel precedente matrimonio e di affrontare da sola le fatiche e i dubbi di un’adozione. La nuova condizione è un’operazione delicata e affascinante, di certo anche coinvolgente ma spesso difficoltosa, proprio perché vissuta come unico genitore. Negli incontri dei personaggi che vivono indirettamente con lei questa esperienza, Matilde sa ben destreggiarsi perché possiede una guida interiore e un affetto giovanile ricorrente nella memoria, che le daranno la forza anche i migliorarsi.
Parte quindi in direzione Thailandia e, dopo aver superato la burocrazia e la diffidenza del personale dell’orfanotrofio, incontra così Maeva, una bimba scampata miracolosamente al terribile tsunami del 2004, che diviene finalmente sua figlia adottiva.
Ritornata in Svizzera, dove ha la sua residenza, Matilde sente che l’amore è entrato nuovamente nella sua vita, grazie al rapporto con la bambina, e l’amore richiama sempre altro amore. La vita della giovane donna – e anche quella della bambina – conosceranno una svolta positiva assolutamente inattesa.


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