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TITOLO: L’Erede di Tahira
AUTORE: Linda Bertasi
GENERE: Paranormal fantasy
ANNO: 2016
PAGINE: 247
FORMATO: ebook
PREZZO: 0,99


Viserbella 1561. Una donna, accusata di praticare la stregoneria, sta per essere condotta sul rogo. Prima di morire consegna alla figlia un prezioso diario e il suo ciondolo a forma di stella a sette punte. 
Viserbella 2013. Arianna è in vacanza e, passeggiando sulla spiaggia, trova un misterioso volume incustodito. Subito, lo riporta nella libreria indicata sulla copertina, ma non farà più ritorno a casa. 
Catapultata in una dimensione parallela con la mente spoglia di ricordi, tenterà di sopravvivere e di recuperare la memoria aiutata da un gruppo di ragazzi che sembrano conoscerla molto bene. 
Nel suo passato si annida la magia, la superstizione e il dramma. Tutto un mondo sta per esserle svelato e un gravoso fardello la investirà, perché lei è l’Erede e deve compiere una missione. 
Tra cristalli e Libri delle Ombre, incantesimi e leggende che affondano le loro radici nell’Antico Egitto, l’atavica lotta tra Bene e Male domina le pagine di un romanzo dove niente è come sembra, il tempo è una corsa a ostacoli e i nemici si nascondono nell’ombra. 


Non amo particolarmente i Fantasy, e , di solito, non porto a termine la lettura degli stessi, quando  mi capita di averne uno fra le mani. Però mi piacciono le autrici che si cimentano nella scrittura di generi  diversi e, Linda Bertasi, è una di queste. Avevo letto qualche recensione su L’erede di Tahira e la trama mi aveva incuriosito un bel po’. Alcuni elementi della storia mi avevano colpito particolarmente. Ho una predilezione per le pietre semipreziose e per il significato che hanno e non potevo non rimanere affascinata dal modo in cui Linda Bertasi le inserisce nel racconto, dimostrando di avere, come suo solito, svolto ricerche approfondite sui poteri magici delle stesse. Arianna, la protagonista, affronterà un viaggio dell’anima e un viaggio fisico, che la porteranno non solo in diversi paesi che l’autrice descrive con  maestria, ma anche a scoprire quale pesante fardello deve sostenere e quale è il suo destino. La scrittura è fluida ma sempre appropriata al genere e mai banale. I luoghi, i sentimenti, i profumi, i colori, i personaggi sono “vivi”. La Bertasi usa la tecnica del mostrare e non solo del narrare e ci permette di camminare accanto ai protagonisti e di vedere, con i nostri occhi, ciò che loro vedono. Il finale non è quello che ci aspettiamo, ma non è assolutamente banale. Anzi!

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