Recensiamo


Monica Schianchi
"Incontri in maschera"
 Sinossi
Torino 2030. "Incontri in maschera" è uno dei migliori punti di ritrovo per tutti coloro che abbiano voglia di incontri sensuali nella massima sicurezza e discrezione. Per Altea, professoressa universitaria, è l'occasione ideale per liberare i propri istinti senza avviare una relazione sentimentale. La vita l'ha scottata troppe volte perché lei abbia voglia di esporre di nuovo il suo cuore. Forse, però, un incontro che non aveva previsto le farà cambiare idea. Forse il suo cuore è pronto ad aprirsi di nuovo.

Leggiamo insieme un brano del romanzo: 
Grazie alla maschera che indosso mi sento protetta. Gli altri non sanno chi sono, ed è come se in questo modo non potessero farmi del male. Inoltre so perfettamente qual è il mio scopo e quello degli altri in quest’ambiente. Nessun’altra sfera è coinvolta e il mio cuore non corre il pericolo di essere ferito. Sono come sempre seduta al bancone con in mano un bicchiere di crema di whisky al caffè e rivolgo la mia attenzione all’ingresso. Ho intenzione di rilassarmi il più possibile, ho appena terminato la revisione del mio saggio, e per stasera non ho più voglia di pensare al lavoro. Non appena varca la soglia la mia attenzione si catalizza completamente su di lui, e il resto della sala scompare. È un uomo alto e dai capelli scuri e ben ordinati. Il mento è coperto da una barba rada, e non riesco a vedere bene gli occhi, giacché sono in parte velati da una maschera nera. Il fisico appare asciutto, le spalle sono larghe, ma non eccessivamente, e indossa un vestito a giacca nero davvero elegante. Lui fissa il suo sguardo su di me e agisce come un magnete. Appoggio il bicchiere sul bancone e mi alzo in piedi sistemando il vestito lungo che indosso. Muovo qualche passo deciso nella sua direzione, e il mondo si ferma. Mi sembra diimpiegare un tempo infinito nel giungere fino a lui e insieme mi pare di raggiungerlo in pochi secondi. Non appena mi trovo davanti a lui noto che ha gli occhi scuri. Non li ha staccati per un secondo dai miei. Mi accorgo che con poche parole liquida una donna che stava insieme a lui e che non avevo minimamente notato. Mi passa una mano intorno ai fianchi e mi invita a seguirlo. Sento l’eccitazione salire per il contatto della sua mano con la mia schiena e il suo profumo mi inonda le narici. Non appena entriamo nell’ascensore mi spinge contro lo specchio, mi blocca le mani con le sue e preme il suo corpo addosso al mio. Sento che il cuore mi batte fortissimo nel petto. Cerca bruscamente e passionalmente le mie labbra con le sue. Mi sembra quasi di svenire per l’eccitazione che mi travolge per questo slancio di possessione; mi libera una mano per toccarmi lungo il fianco e sul seno. Mi bacia come se non avesse atteso altro dalla vita, come se mi avesse sempre desiderata. Ci separiamo quando un suono acuto ci informa che l’ascensore ha raggiunto la sua destinazione. Mi manca il fiato.

Altea è una giovane professoressa universitaria, bella, colta e cinica, ma non così cinica come vuol fare credere. Ha un passato fatto di dolore e di delusione e, per questo, rinuncia coscientemente all’amore, preferendo incontri fatti solo di sesso con perfetti sconosciuti, all’interno del locale “Incontri in maschera” dove nasconde agli altri il suo volto e la sua identità dietro una maschera. Il romanzo ha un avvio quasi “scontato”, nel senso che sai che stai per leggere un erotico e non ti aspetti nulla di diverso. L’autrice sa scrivere e descrivere bene i suoi personaggi e non eccede mai, nemmeno quando descrive scene di sesso esplicite. Quello che sorprende è l’evoluzione della storia; anzi, delle storie: quella personale e sentimentale di Altea, e quella della trama. Il romanzo si trasforma in qualcosa di più complesso, di più romantico e piacevole. Altea diventa perfino simpatica e l’autrice ce la fa conoscere meglio, facendo cadere le barriere difensive dietro le quali la giovane professoressa si era barricata fino a qualche riga prima della resa. C’è solo una cosa che non mi è piaciuta, ed è l’ambientazione nel 2030, ma solo perché, proprio per questo, ho trovato delle incongruenze in alcuni passi del romanzo. (Ad esempio quando l’autrice cita un modello di automobile che nessuno guiderebbe più nel futuro). Per il resto ho trovato la lettura gradevole e mi sento di dire che Monica Schianchi è, sicuramente, un’ autrice emergente che merita di essere letta.

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