Recensiamo



“Il mare è sempre lì che ti guarda”  
di Emiliana Erriquez



·         E-book
·         Dimensioni file: 650 KB
·         Lunghezza stampa: 255
·         Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
·         Lingua: Italiano

Dal prologo

Certi momenti si ricordano bene, sono indelebili. Altri si perdono nel tempo e anche sforzandoci non riusciremo mai a riportarli alla memoria. E poi ci sono quei momenti che segnano un passaggio da una fase all’altra della vita, esiste un prima e un dopo…

Trama

Barbara e Chiara sono cresciute insieme, si conoscono dall’età di sei anni. Stessa scuola, stesse avventure, stessi problemi adolescenziali. Fino a quando Barbara non incontra Andrea, un uomo più grande che ha un tale ascendente su di lei da allontanarla dalla sua migliore amica. Dopo mesi Barbara e Chiara si rivedono e comprendono gli errori commessi, promettendosi tacitamente di non separarsi mai più. Sullo sfondo della campagna pugliese, in una incantevole Ostuni con il suo mare azzurro e le sue spiagge affollate, le due ragazze diventano insieme donne, si ritrovano sposate, Chiara persino in attesa del suo primo figlio. 

Ma le cose sembrano cambiate, all’improvviso Chiara ha la sensazione che Barbara nasconda un segreto anche se non può immaginare quanto sia tragico. Con l’aiuto della sua amica, Barbara affronta quello che sembra il dolore più grande della sua vita prima che tutto all’improvviso cambi di nuovo e metta alla prova il suo equilibrio, la sua forza. Lottando per anni con i sensi di colpa, e i ricordi dolorosi che si affacciano in ogni momento della giornata, Barbara comprende quanto sia fortunata ad avere nella sua vita amore e dedizione, grazie a Chiara.


Recensione

Quanti prima e quanti dopo viviamo mano a mano che la storia di Chiara e Barbara si chiarisce e si dipana come un filo magico, teso dalle sapienti mani dell’autrice? Se un romanzo è bello te ne accorgi leggendo anche la sinossi che lo riassume. Anche da lì riesci a capire se la storia che vuoi recensire ti piacerà a meno. Non sempre l’intuito si rivela giusto, ma il più delle volte è così. Poi inizi a leggere il prologo e ti accorgi che non puoi più fare a mano di andare avanti e, se sei costretta a smettere,provi anche un fastidio fisico, perché vuoi sapere a tutti i costi cosa si nasconde dietro qualche parola,a un accenno, a un avvertimento. Emiliana Erriquez è brava e sa scrivere. Non ci sono sbavature, non ha esitazioni, cedimenti, incertezze, quando narra. Ci prende per mano e ci introduce nella vita delle due ragazzine, che poi diventano donne e che scoprono che esiste un prima e un dopo e che, questo passaggio, può essere doloroso, ingiusto, violento e destabilizzante. Gli altri personaggi, seppur ricoprendo un ruolo importantissimo all’interno della storia, in un certo modo restano in secondo piano, fanno da comparse, da contorno a quella che è la storia di due amiche che sono legate da un amore profondo, che riesce a far impallidire anche quello che loro provano per gli uomini di cui si innamorano, ognuna con un epilogo diverso… o forse no. 
“Il mare è sempre lì che ti guarda” va metabolizzato, assorbito, accettato. È un romanzo che tocca aspetti della vita che ognuno di noi ha vissuto e che potrebbe rivivere, rileggendoli. Un’altra meravigliosa, grande e immensa protagonista di questa  storia è la Puglia, che l’autrice descrive con pennellate degne di uno dei migliori impressionisti. La Puglia la senti, la vivi, senti il calore del sole sulle pietre bianche, sui muretti a secco, sulle strade di campagna. La senti e la vedi, e percorri le sue strade insieme a Chiara e Barbara, mentre loro scorrazzano in giro, dapprima su un vecchio “Ciao” e poi su un'auto, quando si ritrovano, dopo un periodo di lontananza. 
"Il mare è sempre lì che ti guarda" è un romanzo completo,profondo, attento e tecnicamente ben costruito. È un romanzo da consigliare a tutte le persone che hanno voglia di emozionarsi e di vivere una storia “vera” e “reale”, che non ha il sapore di una fiaba, ma quello della vita, che fa piangere, sorridere, arrabbiare,scoraggiare e infine sperare.
Se proprio dovessi fare un appunto, oserei dire che, personalmente, non  amo la "d" eufonica, ma, come diceva qualcuno, queste sono quisquilie. 


Cinque stelle con lode.

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