Gli autori della Casa Editrice "Le Mezzelane" - Daniela Pandozi




Daniela Pandozi 

Daniela Pandozi nasce 54 anni fa a Latina. Vive però la sua vita tra Roma e i Castelli romani, con una parentesi di alcuni anni a Canino, in provincia di Viterbo, e non si sente di appartenere a nessun luogo in particolare.
La sua vita è stata molto varia, ma in questa ci sono dei punti fermi: i suoi due figli ormai adulti, l’amore per il suo attuale compagno, la passione per l’insegnamento, l’interesse per la pratica dello yoga.
Lo studio approfondito dello yoga inizia nel 1995 quando si iscrive all’EFOA University, dove ha modo di avvicinarsi anche all’ayurveda, allo shiatsu, alla naturopatia.
Inizia ad insegnare yoga ai Castelli romani già dal 1998 e da allieva della scuola EFOA diventa presto insegnante presso la scuola stessa: yoga per diventare insegnanti nella città di Torino, massaggio ayurvedico a Roma e Milano.

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Il libro

Se assaggio lo yoga poi finisce che mi piace  



“Io sono cibo! Io sono mangiatore di cibo! Chi mi dona mi ha; sono il cibo e il mangiatore di cibo. Sono tutto l’esistente.” Taittirîya upanishad

Premesso che, come spiega Daniela, «non sono una autrice e non amo particolarmente scrivere, ma sono tanti anni che mi dedico all’insegnamento dello yoga e del massaggio ayurvedico che via via, qualcosa mi è sempre toccato mettere nero su bianco per i miei allievi».

Poi succede che incontra Maria Grazia Beltrami, editor della casa editrice Le Mezzelane, un vulcano pieno di idee, molto curiosa e di un entusiasmo irrefrenabile: «ma perché una persona di cinquant’anni suonati dovrebbe iniziare a praticare lo yoga? Perché non scrivi qualcosa?»

E così, galeotto un succulento piatto di ravioli conditi con dell’ottimo pecorino sardo, gustati nientepopòdimeno che a Berlino, prende forma questo libro che parla di yoga, un’arte che fa parte, credo da sempre, della sua vita.
Ma da subito si è posto un problema: come scrivere di una materia così vasta come è quella dello yoga, tra l’altro molto spesso male interpretato e divulgato - spesso frainteso-, in maniera semplice, comprensibile a chiunque, e breve? Il modo più semplice e diretto è quello di descrivere e guidare una lezione, una sequenza semplice adatta a chiunque o, per rispondere alla domanda di Maria Grazia, ad un gruppetto di cinquantenni alla loro prima lezione.
Con questo escamotage Daniela ha potuto spiegare qualche esercizio base, e di sviluppare   e spiegare tramite gli esercizi pratici, alcuni semplici concetti dello yoga.
La risposta di Daniela alla domanda di Maria Grazia? La più semplice ed ovvia, «per il semplice piacere di farlo». «Vedi questo piatto di ravioli condito con del saporitissimo pecorino sardo? Perché lo mangi? Perché ti piace.» Così dovrebbe essere anche per il yoga.
E per concludere, arriviamo al titolo: lo yoga va assaggiato, assaporato, masticato, praticato, e… se poi finisce che ti piace, allora sì, potrebbe essere un valido motivo per praticarlo.

Commenti

  1. Ribadisco il concetto che ho avuto modo di esprimere in passato: la lettura del libro di Daniela Pandozzi, con le sue spiegazioni, è anzitutto un evento culturale, se poi convincerà a praticare lo yoga… meglio ancora.

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