Le recensioni di Manuela


IL SOGNO SEGRETO DI ZEKHARIA BLUM

CLAUDIO OLIVA




Molti anni fa, vicino a una palude degli sconfinati Stati Uniti d’America, un uomo di nome Zekharia moriva con un sogno irrealizzato nel cuore. 
Dicono che i sogni abbiano una vita propria e infatti quello di Zekharia non morì insieme a lui, ma crebbe.
Molti anni dopo il sogno tornò a quella palude e vide che tante cose non erano cambiate, c’erano anguille, rane e funghi da inventare, c’era una bambina che cercava fantasmi, un bambino che amava i cetriolini e c’era Mykhael che forse è il personaggio principale. Così il sogno decise che quel posto era ancora la sua casa, e ciò è strano, perché di norma, il sogno, un posto che fa casa non ce l’ha. 
Si potrebbe dire che questa sia la storia di quel sogno, ma se fosse solo così non sarebbe valsa la pena raccontarla. Ci sono di mezzo vite e persone, bisogni e cuori generosi, c’è la ricerca di ciò che conta davvero nella vita e c’è  la  storia di un uomo che ha smesso di cercare, perché  il senso della vita non si trova altrove. Molti direbbero allora che si tratta di una fiaba, perché le storie così belle oggi si chiamano fiabe.
Forse è vero, Il sogno segreto di Zekharia Blum è un libro per ragazzini. E in effetti delle fiabe questo libro ha la gentilezza e l’armonia. E la magia che solo gli occhi incantati di un ragazzino riescono a vedere. 
Potremmo dire che non c’interessa, noi, che ci sentiamo saggi perché abbiamo smesso di sognare. Chissà quando ci accorgeremo di non averci guadagnato niente. Resta il fatto che le fiabe non le leggiamo, e dei sogni abbiamo paura, perché i sogni rivelano la nostra faccia nascosta quella che non riusciamo ad accettare.
Non c’è nulla di sbagliato nei sogni e non c’è nulla di sbagliato nell’avere paura, l’ errore è solo nel binomio. 
Così alla fine il nocciolo della storia è proprio qui.  Un insegnamento grande raccontato con la semplicità e il candore delle storie belle. Per questo Il sogno segreto di Zekharia Blum resta una fiaba ma è una fiaba importante in grado di parlare a tutti, anche a quella parte in ognuno di noi, piccola e smisurata, che adulta non lo vuole proprio diventare.





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