Recensiamo

Simona Colaiuda
"Storie d'amore"


Come abbiamo già detto nei giorni scorsi, chi scrive "short stories", per dirla all'americana, deve avere il dono della sintesi, e deve essere in grado di raccontare una storia compiuta e completa in pochissime battute, senza poter ricorrere al tecnicismo e alle regole che supportano l'autore durante la stesura di un romanzo. Il racconto breve può, dunque, diventare una trappola per lo scrittore convinto che sia più facile raccontare, se ciò che si racconta ha un limite di battute. Nulla di più sbagliato. Lo stesso Sepùlveda,( lo ripetiamo a beneficio di chi non avesse letto l'articolo precedente), in occasione dell'uscita de "L'avventurosa storia dell'Uzbeko muto", dice : "Il racconto è una sfida, devi raccontare una storia in un modo conciso,con le parole giuste,non una di più e una di meno".
Simona Colaiuda, scrittrice abruzzese , è sicuramente un'autrice che, nella  breve raccolta di racconti "Storie d'amore", pubblicata con la Casa Editrice Lettere Animate, ha vinto questa sfida, raccontando le sue sette, bellissime storie,  con le parole giuste, non una di più e una di meno. Simona mostra, non racconta, e mostra le sue storie usando uno stile gradevole e delicato, accompagnato da una scrittura lieve e armoniosa,che rende piacevole la lettura di ogni sua parola. Per questo suo dono, Simona Colaiuda andrebbe sicuramente conosciuta meglio all'interno del panorama letterario italiano, poco incline alla lettura di racconti brevi.  Le sue storie sono belle, ben scritte e parlano sempre d'amore, anche quando l'amore non è a lieto fine, o provoca dolori al cuore. Simona Colaiuda è una scrittrice  con un'anima sensibile e delicata e la sua indole traspare da ogni parola pensata e scelta per descrivere i sentimenti dei protagonisti delle sette storie presenti nella raccolta. I suoi racconti sono consigliati a tutti i lettori che vogliono leggere storie "leggere e delicate come piume", storie che si leggono con un sorriso sulle labbra, in un soffio, in un piacevolissimo soffio.

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Mariagrazia Pecci
"Sulle tracce di Matilde"
Edizioni Arpeggio Libero
€ 12,80

Sinossi:

Stava leggendo ancora una volta quella lettera, malgrado la conoscesse a memoria.

Proprio quella lettera unisce due epoche così diverse: il Medioevo ed i giorni d'oggi.

Anno 1101:

Mastro Giuliano e il suo collaboratore Gabriele devono terminare di costruire il ponte di Borgo a Mozzano entro i tempi stabiliti dalla Contessa Matilde di Canossa, ma la notte precedente alla consegna accadono fenomeni strani e diabolici. Un anno dopo in quello stesso paese viene a far visita la Contessa di Canossa, ma durante la visita attentano alla sua vita, che viene salvata dalla vedova di Gabriele, Maria che chiede come ricompensa del suo gesto di poterle affidare sua figlia Carla. Matilde accetta e la porta con sé al Castello delle Carpinete. Dopo circa un anno giunge a Carla una notizia che devasterà la sua tranquillità e sotto influssi malefici sarà costretta a scrivere quella lettera che tramanderà una maledizione attraverso i secoli.



Anno 2010:

Lisa Giovinelli, giornalista romana, viene incaricata dal suo capo redattore di trasferirsi in Toscana per scrivere un articolo su “I misteri della Toscana” rendendosi conto che la scelta è ricaduta su di lei per la somiglianza alla Contessa Matilde di Canossa.

A Firenze conosce Marco. Tra i due nasce improvviso l'amore ed il ragazzo si offre d'aiutarla per il suo articolo. 

Dal suo arrivo in Toscana la giornalista viene perseguitata da un folle e nello stesso tempo viene coinvolta in casi di omicidi avvenuti nel luogo che la portano a conoscere Giuseppe Verroni, il Commissario che dirige assieme al Magistrato Olivieri le indagini sulle uccisioni. Lisa ed il Commissario scoprono che tutti gli omicidi sono collegati a quella lettera del 1102 e ad una famiglia dei nostri tempi.

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"Sulle tracce di Matilde" , di Mariagrazia Pecci, viene definito Thriller, ed è inserito in questa categoria, nel catalogo della Casa Editrice Arpeggio Libero. Dunque pensavo che avrei letto il classico thriller storico, ma, mano a mano che procedevo nella lettura, mi rendevo conto che non era proprio così, perché "Sulle tracce di Matilde" non è un Thriller storico. O meglio: non è solo un Thriller storico. Il Thriller è un genere che, fra gli elementi principali della trama, utilizza la tensione e l'eccitazione del lettore, quali elementi sostanziali, e stimola, in maniera quasi eccessiva, gli stati d'animo dello stesso, mantenendo la sua attenzione su un livello di incertezza. 
Nel romanzo di Mariagrazia Pecci ho, sì, trovato gli elementi che inducono il lettore a ricondurlo all'interno del genere "Thriller storico", (apprezzando maggiormente la parte ambientata nel passato, nella quale l'autrice dimostra una conoscenza approfondita della storia di Matilde di Canossa e dei luoghi che la videro protagonista, e nella quale ha saputo esprimere al meglio le sue doti narrative), ma ho riscontrato, con maggiore intensità, elementi narrativi e tecnici che avvicinano il romanzo al genere "noir", che, per alcuni versi, definirei "noir mediterraneo", considerato che la scrittrice usa, come sfondo, un paesaggio ben descritto e delineato, all'interno del quale si muovono i personaggi; paesaggio ricco di storia e illustrato con descrizioni molto accurate. La trama del romanzo si dipana, capitolo dopo capitolo, in modo alternato, fra presente e passato, in un gioco narrativo continuo , che ricorda il percorso di due rette parallele che non si incontrano mai. Le due parti storiche potrebbero anche vivere entrambe di vita propria, dando origine a due storie diverse, seppur legate da un sottile filo di unione: una lettera che giunge fino ai giorni nostri e che dà avvio all'intera vicenda. L'autrice è stata brava nel curare il colpo di scena finale, tramortendo il lettore che, quando mancano poche pagine alla conclusione, crede di aver compreso l'accaduto. Invece no. Non sarà così. Tutto si stravolgerà di nuovo, in maniera improvvisa.
"Sulle tracce di Matilde" è consigliato a chi legge con piacere non solo i Thriller, ma anche i libri storici e i noir, ma non è assolutamente un libro pesante o pretenzioso.

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