Le interviste


Conoscete Francesca Giuliani? Se non la conoscete ancora, vi invitiamo a farlo leggendo la sua intervista, perché siamo sicuri che la ragazza farà molta strada.

FRANCESCA GIULIANI



Francesca Giuliani è nata e vive a Roma e, pur essendo giovanissima, ha già un notevole curriculum alle spalle. Si laurea nel 2014 in Letteratura e linguistica italiana e si sta specializzando in Informazione, Editoria e Giornalismo. Ha all'attivo diverse pubblicazioni e ha curato la revisione di moltissimi romanzi, molti dei quali hanno scalato le classifiche di vendita. 

Ciao Francesca, sei giovanissima ma hai già un notevole curriculum. Ho notato che sei passata dalla scrittura all'editing. Ci vuoi dire com'è avvenuto questo passaggio?
- Ciao Lorena! Innanzitutto ci tengo a ringraziarti per avermi ospitata nel tuo salotto virtuale. Passando alla domanda, il passaggio è avvenuto in maniera molto naturale. Nella rivista per cui collaboravo trovavo spesso articoli che non mi convincevano pienamente e li modificavo qui e là, sempre dietro il consenso dell’autore. Il mio ex capo un giorno mi chiese di provare a fare un salto di qualità e mi affidò un racconto; mi sono innamorata subito del nuovo lavoro, è stato un colpo di fulmine che dovevo aspettarmi, data la passione per la scrittura, ma a cui invece non avevo mai pensato, forse perché ero ancora molto molto giovane. Solitamente le ragazze di 18 anni non pensano a diventare editor, ma sono sempre stata diversa dalle mie coetanee.

Cosa preferisci? Scrivere o fare in modo che gli scritti altrui siano belli e leggibili?
- Scrivere. Senza ombra di dubbio. Come scrittrice mi sento libera, mentre come editor bisogna comunque avere sotto controllo il punto di vista dell’autore, spesso divergente dal mio. Nelle pause (fortunatamente rare e brevi) tra un lavoro e l’altro nulla mi gratifica di più che scrivere, magari all’ombra di un pino al parco o ispirata da una passeggiata nella mia bella Roma.

Secondo te, quali sono le tre qualità che un editor deve assolutamente avere?
-Pazienza, competenza e affidabilità, in questo ordine. Pazienza, perché delle volte capitano richieste da adempiere in poco tempo di passaggio dalla prima alla terza persona (ma lì ci si occupa di ghost writing più che di editing); competenza perché se non sai l’italiano o lo sai male è impossibile fare un buon lavoro (e credere di saperlo è uno dei mali peggiori nel campo editoriale); affidabilità perché l’autore si deve sentire coccolato, amato e compreso; si deve creare un rapporto bellissimo e sinergico tra editor e autore, una scintilla che permetta a entrambi di lavorare bene.

Hai mai riscritto completamente qualcosa che non ti piaceva? Se sì, hai riscontrato reticenze da parte degli autori?
- No, il testo è loro e io senza la loro approvazione non mi muovo. Tuttavia, ci sono stati dei casi in cui non ero d’accordo con le scelte dell’autore e non ho mancato di sottolinearlo, anche al punto di arrivare a discussioni, assolutamente costruttive.

C'è un genere che preferisci?
Grazie ai miei studi sono specializzata in romanzi e racconti, meglio se gialli, fantasy o rosa.

E quello che proprio non ti piace?
L’horror. Non me ne vogliano gli amanti del genere ma proprio non ce la faccio a leggerlo, sono una fifona! Editare un testo significa entrarci talmente dentro da diventare quasi uno dei personaggi. Ma, attenzione, se ho paura mentre leggo un horror significa che è scritto bene, quindi apprezzo molto il lavoro dell’autore.

In questo caso, come riesci a fare un buon editing?
Sono costretta a mandare indietro il testo e a rifiutare il lavoro, cosa che di questi tempi non è il massimo. Indirizzo gli autori verso miei colleghi specializzati nel genere. Non prenderei mai un lavoro che so fare così e così per levarlo a un esperto.

Secondo te, perché gli autori, specialmente quelli che si auto pubblicano, dovrebbero ricorrere all'editing?
Nessun testo è perfetto, né mai lo sarà, i teorici della letteratura su questo sono stati molto chiari e hanno dibattuto animatamente a riguardo. Ci sono tuttavia dei cambiamenti, delle sviste, degli sbagli, che l’autore non si accorge di fare e anche rileggendo il testo mille volte non li vedrà, perché il suo occhio è assuefatto al testo. Entrano così in gioco il correttore di bozze, che appiana i refusi, e l’editor, che toglie lo sporco; naturalmente le due figure possono coesistere in una persona sola, come nel mio caso. Voi comprereste un vestito macchiato, nonostante sia firmato? Ecco.

Hai mai detto di no a qualcuno?
Come ti dicevo, nel caso di genere horror declino l’offerta lavorativa.

Ci dici qual è il tuo sogno nel cassetto?
Scrivere qualcosa che venga ricordato anche in futuro; poter dire ai miei figli, se nel mio percorso di saranno dei bambini, questo l’ho fatto io.

Cosa vuoi fare "da grande"?
Vivere di letteratura, non chiedo di meglio. Se poi significherà fare l’editor, l’insegnante, la sceneggiatrice o la scrittrice ancora non lo so, ma niente mi fa sentire più viva che avere a che fare con i libri.

Grazie Francesca, è stato un piacere averti fra noi. Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
Grazie a te per l’ospitalità e il calore con cui mi hai accolta! Lascio il mio indirizzo mail a tutti coloro che vorranno contattarmi per richieste, dubbi, o semplicemente per fare quattro chiacchiere: info.francescagiuliani@gmal.com

Ah, ultima domanda: Ci dici come sei arrivata a EWWA?
Sentivo parlare di EWWA da mesi e da persone diverse, soprattutto dalla mia carissima amica Elisabetta Bagli, ma per un motivo o per l’altro non ero mai potuta andare a uno dei loro incontri. Poi un giorno, tra una bozza e un tirocinio, le ho incontrate. Sono donne diversissime tra di loro, accomunate dalla passione per il proprio lavoro e dalla scrittura. Mi hanno conquistata!

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