Ladybug di Marina Atzori - Recensione


Marina Atzori
Ladybug

Formato ebook € 1,99

Sinossi
“Basta poco per avere paura in Sardegna, ma basta ancora meno di quel poco per innamorarsene perdutamente.”
Iglesias, parola d'ordine: destino. Sebastiano Melis, apicoltore e appassionato di scrittura, sfogliando alcuni testi di Storia, riscopre il fascino della sua terra, la Sardegna. L'atmosfera affascinante e suggestiva di Ingurtosu, frazione semi abbandonata del Medio Campidano, incoraggia l'uomo a riflettere sui soprusi e le ingiustizie subiti negli anni, dal popolo sardo. Durante le ricerche, al Parco Geominerario del Sulcitano, si verificano alcuni singolari episodi che lo mettono in seria difficoltà. L'uomo oltre ad occuparsi delle sue arnie, alla sera si immerge totalmente nella lettura di un misterioso manoscritto custodito in soffitta che gli scombussola l'esistenza e non poco. Sebastiano, a quel punto, deve fare i conti con se stesso e il suo passato. Nel frattempo, Mario Congiu, web journalist e amico d'infanzia di Sebastiano, deve darsi da fare nel tentativo di trovare un ghostwriter disposto a romanzare la vita di un ex bandito, Salvatore Marras. Ladybug è la prescelta. La ‘scrittrice fantasma’ accetta l’incarico non senza riserve e scrive, per la prima volta, sottostando a determinate regole e condizioni. A causa del libro commissionato, Tarsilia, sorella di Salvatore, e unico bastone della vecchiaia dell’ex detenuto, si scontra faccia a faccia con gli imprevisti e una realtà scomoda, difficile da accettare, forse. Un libro fatto di strade e di vite, che si incrociano senza un apparente motivo. La fatalità gioca un ruolo determinante nelle scelte di tutti i personaggi, costringendoli a chiudere le porte aperte e i conti in sospeso con ciò che è stato. In fondo, non è sempre detto che il rancore debba cedere il posto al perdono, dipende. Fino a che punto siete disposti ad abbandonare il ricordo di qualcosa o qualcuno che vi ha feriti profondamente? Ecco: tutto dipende dalla risposta che darete a questa domanda.

Un gioco pericoloso e destini che si incrociano di nuovo. Per caso? Dopo aver letto Ladybug non ne sarete più così sicuri. Una donna, una ghostwriter, accetta uno strano incarico e lascia Roma per raggiungere la Sardegna, dalla quale manca da parecchi anni. E in Sardegna, grazie all’abilità narrativa di Marina Atzori, ci andrete anche voi. Non è semplicissimo entrare nella storia ma, una volta che questo accadrà (e accadrà di sicuro), vi immergerete completamente nell’atmosfera sarda e nella vita delle persone che ruotano intorno agli eventi narrati. Persone e non personaggi, badate bene. I personaggi non entrano nella vita del lettore; le persone lo fanno. Marina Atzori dimostra la sua bravura a partire da questa fondamentale distinzione; l’autrice ha una spiccata capacità descrittiva e vi fa entrare nell’anima dei suoi “personaggi” fino a quando non smetterete di considerarli tali e seguirete le loro storie quasi come se li conosceste anche voi. 
La descrizione della Sardegna, poi, è incredibile. Non si tratta tanto di descrizione di luoghi o ambienti particolari; parlo di atmosfere rese alla perfezione, del sole che senti sulla pelle e del vento che fa fluttuare i girasoli sulla collina. Senti l’abbaiare del cane che accoglie l’arrivo di Ladybug e il cuore della donna che batte forsennato, quando capisce ciò che non avrebbe voluto capire. In ogni pagina si respira l’aria dell’isola e del modo di fare della sua gente. Lo stile di Marina Atzori è molto particolare e fuori dal comune, così come la capacità che ha di lasciare il lettore con il cuore in gola e con la voglia di scoprire cosa avverrà nella pagina successiva. Consiglio vivamente la lettura di un romanzo che si distingue per originalità e per tecnica narrativa. 

Marina Atzorinata a Chivasso, vive in provincia di Torino, ha origini sarde al 100% (padre cagliaritano e madre nuorese). Si è diplomata all’Istituto Magistrale “Edmondo De Amicis” di Cuneo e ha frequentato la Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino.
Freelance, editor, appassionata di grafica, psicologia e blogger irriverente, come l'avvocato che sarebbe voluta diventare. La giustizia e la meritocrazia, sono due valori imprescindibili, ai quali non potrebbe mai rinunciare, per nessuna ragione al mondo.
Ama definirsi una scrittrice affetta da “sindrome di inchiostro”. L'autrice esordisce nel 2014 con il suo primo libro: "Il mare non serve, ho scelto una margherita". Al suo attivo ha sei pubblicazioni, di cui quattro, con la Casa Editrice di Moncalieri EEE-book Edizioni, della Dott.ssa Piera Rossotti Pogliano. Tra i titoli, spiccano: "Il fiordaliso spinoso" e "Nubi Spettri e Mulini a Vento" , risultati entrambi vincitori, rispettivamente di due Concorsi indetti da EEE-book Edizioni, uno per la categoria Romanzo Romantico Contemporaneo e l'altro per le Sillogi Poetiche. Inoltre, ha partecipato con alcuni racconti e poesie, a numerosi progetti letterari e Antologie, tra cui "Lo dice il mare" (Edizioni IL FOGLIO), uscito proprio in questi giorni.
A proposito di nuovi progetti e nuove uscite: nel 2017 inaugura il nuovo blog Verba Spinosa e nel frattempo, decide di affrontare l'avventura del selfpublishing, pubblicando il romanzo: Ladybug Storia di una ghostwriter.
Il suo sogno nel cassetto? Continuare a mettere nero su bianco le emozioni e condividerle attraverso la scrittura.

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